Sabato, 12 Aprile 2014 15:33

Sognando l'infinito

Scritto da

Autore: Antonio Vecchio (Costante)


Le pupille, socchiuse alla calura
scrutano lontano, a sol levante
quella linea marcata su acqua scura
che si è usi indicar come orizzonte

Par davvero il punto ben preciso
dove il cielo s'incontra con il mare
si fondono tra loro, d'improvviso
come per sortilegio naturale

Volgendo lo sguardo della mente
cerco di capir quello che avviene
al di là del confine assai distante
che delimita la magica fusione

E assorto a meditare quel mistero
con lena da singolar cimento
non avverto il torpore passeggero
che induce a vago smarrimento

Senza esitar mi libro, pur leggero
e muovo a quella linea ancor lontana
fluttuo nell'aria, impavido guerriero
e varco, poi, la soglia tanto strana

Ed ecco che mi appare l'Infinito…
grandiosi spazi vibrano nel vuoto!
E terra e cielo e mar... tutto è sparito
nel silenzio solenne, tutto è immoto!

E quelle dimensioni surreali
mi infondono un'estasi interiore
ancor m'è dato di volar senz'ali
e veder, dell'Universo, lo splendore

E mi coglie sublime commozione...
non v'è limite ad umana meraviglia!
Stupenda ed armoniosa sensazione
prende la mente ed i pensieri imbriglia

E osservo incantato e tutto ammiro
di quell’immenso vuoto siderale
se guardo avanti oppur se mi rigiro
mi avvince uno scenario celestiale

Quel che contemplo non lo so narrare
però, mi dona pace e visibilio!
Quand'ecco che, da magico torpore
mi scuote voce gaudia di mio figlio…

apro gli occhi all’istante...
sono sveglio!


Componimento tratto dall'opera: "Le dimensioni dello Spirito" (ed. Calabria Letteraria)

Opera pubblicata ai sensi della vigente normativa in materia.
Tutti i diritti riservati. (Costante)

Il poeta Antonio Vecchio è uno scrittore calabrese nato e residente a Montepaone.
"Sognando l'infinito" è stata selezionate nel primo evento poetico letterario nazionale, nella giornata mondiale della poesia, intitolato al grande Poeta recanatese Giacomo Leopardi ed inserite nella relativa raccolta antologica. Già da piccolo, lungo il percorso scolastico, si scopre amante della letteratura e dell'arte in genere, prediligendo musica, narrativa e poesia. Inizia così a dilettarsi/cimentarsi in queste forme artistiche divenendone sempre più appassionato cultore e, per la poesia, si accosta soprattutto allo stile classico. Persona molto sensibile, possiede capacità introspettiva ed evocativa di sentimenti e tradizioni familiari/culturali in genere, elevando inoltre ad universali propri moti interiori e di pensiero. A fine 2008, esce in veste editoriale la sua prima silloge "Le dimensioni dello spirito" (Calabria Letteraria Editrice) riscuotendo buon apprezzamento. La sua poetica, ricca di espressioni autentiche e supportata dal desiderio di scandagliare e veicolare pensieri, emozioni e sentimenti, compenetra l'umanesimo in genere, offrendo anche notevoli spunti di verità in mezzo a tante finzioni, sempre con equa prudenza e spessore analitico nella selezione degli eventi e dei relativi aspetti. Altre sue raccolte sono già pronte per la fase editoriale. Ha partecipato ad alcuni eventi letterari, riscuotendo soddisfazione e riconoscimento con alcune sue liriche che hanno trovato spazio nelle relative antologie, risultando selezionate dalle giurie tra quelle più meritevoli.
(Stralci di un articolo di Gianni Romano su Soverato notizie)

 
Mercoledì, 09 Aprile 2014 14:28

Al mio piccolo amore!

Scritto da
Ho guardato per ore i tuoi occhi che esprimono la gioia e l'innocenza e anch'io ho imparato qualcosa da te in questi giorni. Grazie, cucciolo!

Mattinata d'estate, mare agitato,

spiaggia deserta,ombrelloni solitari,

sbocciati come fiori, attendono sulla spiaggia.

Volano le nuvole spinte dal vento:

sembrano dirci disperatamente addio

mentre giocano con noi , sorprendendoci

con le loro curiose forme leggiadre.

Palpitano le foglie lontane degli alberi

e piangono i rami come violini zigani.

I gabbiani innamorati planano sulle onde,

mentre la spuma del mare si adagia sulla riva

nel ritmo eterno della vita e dell'amore.

Una tenera nonna culla la sua nipotina

cantando dolci ed antiche ninna nanne !

Tra le sue braccia sorrisi, piccole carezze, giochi

sempre nuovi e sempre belli, incanto!

Baci, tanti baci, tutti rubati ad una piccola

bocca vermiglia che soavemente ride

come rosa di Maggio in primavera!

 

Questa poesia è stata scritta da Rodolico Carmela.

 
Martedì, 08 Aprile 2014 11:52

Fe-li-ci-tà

Scritto da

Fe-li-ci-tà....ecco, un puzzle da mille tessere, col tempo lo componi, se hai pazienza, ma questa parolina magica, molto spesso è difficile da comporre. A volte rimane spezzata nel tempo per sempre. Quattro sillabe che danzano con la vita e nella vita. Un giorno ne trovi un pezzo, poi, un altro, poi si mischiano, si rovesciano, si spezzano, si perdono, s'accavallano...molto difficile rimetterle nel verso giusto, e se a volte ci riesci, è spesso arduo mantenerle in riga una dietro l'altra. (A/C)

 
Martedì, 08 Aprile 2014 11:44

Estraniarsi

Scritto da

Ogni tanto, quasi come una cura, dovremmo cercare di estraniarci da noi stessi. Non solo dagli altri che ci stanno accanto. Scuoterci come una tovaglia dalle briciole e piegarci in quattro senza far rumore. Non ascoltare più nulla... Chiudere il rubinetto delle lacrime, l'archivio dei ricordi, fare un reset dei pensieri e specialmente far tacere il cuore. L'unico che incessantemente s'ostina a parlare, parlare e parlare anche nel silenzio. Perdersi...anche solo per un attimo. Quell'attimo, forse farà la differenza nel caos della vita. (A)

 
Venerdì, 21 Marzo 2014 15:05

"Papavero" di Carmela Rodolico

Scritto da

 

 

PAPAVERO

Oggi
in giardino, tra i miei fiori,
è spuntato un papavero
delicato, superbo, elegante,
rosso come le tue
labbra.
Come nuvola
gioiosamente danza,
ondeggia, si fa accarezzare
dal vento
e baciare dal sole.
Vibra il suo cuore
innocente
che ride d'amore
stillando
gocce
di rugiada.

 

La poesia è stata composta da Rodolico Carmela.

Dedico questa mia poesia alla mia nipotina Francesca Elena, il fiore più bello della mia vita.

 
Giovedì, 13 Marzo 2014 14:37

Amiche

Scritto da

Ricordi quei 
giorni di vento?
Malamotta 
ci chiamava
col suo canto stregato.
Noi,
leste al richiamo,
salivamo l'erta felici.

Nell'aria
profumo di viole.
Biancospino
fioriva rovi.
Il pino cantava 
una dolce canzone.


Moriva tra muri
sconnessi, la storia
del vecchio paese.
Leggende di briganti
forse mai esistiti.

Noi sedute, stanche
a guardare l'orizzonte
che un giorno
ci avrebbe divise.

L'eco riportava voci
a noi note e 
spandeva nell'aria
le nostre storie.
Le eriche 
coprivano le viole.

(A/C 2013)

 
Sabato, 08 Marzo 2014 17:32

Semplicemente donne

Scritto da

Da che mondo è mondo, o perlomeno da quando è nata la moda di festeggiare la donna l'8 marzo, col mitico simbolo del rametto di mimosa che se è regalato dagli uomini è ancor meglio (ndr), le più usano concedersi questo giorno da passare con le amiche, da dedicare a se stesse ecc. insomma divertendosi o rilassandosi come più piace, ma da quando sono su fb ho notato un notevole cambiamento di rotta.
Facebook lo sappiamo tutti che un po' (troppo) docet, ed allora se si alza una la mattina e dice che l'8 marzo non è più festa della donna, ma "La giornata internazionale della donna", è così. Se dice che non si debbono regalare mimose, è così; se dice che non è una festa, ma una commemorazione di defunte morte per un incendio in una fabbrica, è così; se dice che si deve andare a guardare uno spogliarello di bellimbusti, corrono tutte a farlo altrimenti non si è "in"; se si sveglia un'altra e dice che ormai è furoi moda e non si usa più, anche per salvaguardare la propria dignità, si fa  così. C'è poi chi è arrivata persino a rinnegare quel povero, innocente rametto di mimosa... guarda un po', hanno scoperto che è un fiore che puzza e non è più piacevole! Meglio le rose rosse...c'è una parte di mondo femminile/femminista che non sono ancora riuscita, mio malgrado, a capire cosa intendano per parità di diritti e di lavoro...sarò antipatica ed ottusa, ma molte donne storcono il naso se le mandi a lavorare in campagna, o a far le pulizie, o le badanti... Questi lavoretti umili, lasciamoli agli extracomunitari, che è meglio! Oggi vanno di moda le quote rosa...vuoi mettere? Un bel posto in parlamento o negli alti scranni è meglio. Aivoglia a festeggiare con stipendi simili..altro che badante! Le veline, poi, non ne parliamo... è arrivata la parità anche nell'esercito e via dicendo...Siamo tutte più contente!

Per fortuna ci sono le donne che "sanno accontentarsi", quelle senza grilli per la testa che non capiscono nulla di quote rosa e si limitano ad alzarsi presto al mattino e mandare avanti famiglia e lavoro, quando ce l'hanno.

Donne operaie che lavorano di notte in fabbriche, ospedali, case di cura per anziani, spazzine, anzi "operatrici ecologiche" e donne delle pulizie che lavorano quando gli altri smontano e tornano a casa...e molte altre ancora.

Sono quelle donne che magari andranno anche a festeggiare, perchè no? Ma sono donne, semplicemente donne.

Sono mamme, mogli, amiche, sono eroine che mettono a repentaglio la loro vita per salvare un figlio.

Sono donne piene di rughe regalate dal tempo e dalla vita, che dimostrano più degli anni che hanno...

Sono donne disabili che lottano giorno per giorno, che tengono testa a compagni violenti, che studiano per migliorarsi, che piangono figli uccisi, che hanno dedicato la vita al prossimo...suore, missionarie che operano in paesi di guerra e del terzo mondo, donne del terzo mondo, considerate ancora oggetti di proprietà del marito e delle famiglie a cui hanno tarpato le ali e i sogni fin dalla nascita. Sono donne, spose/bambine/macchine per far figli e nulla più...

semplicemente donne!

E se festa dev'essere a loro quest'anno va il mio pensiero.

Auguri donne!

(Anna M. Chiapparo)

(© Tutti i diritti riservati)

 
Ascolta.
Il tuono scuote
 in lontananza.
Saette squarciano nubi
sipario di vita vissuta.
Come palcoscenico
calcato da attori
riaffiorano ricordi stantii
e la pioggia lava
pensieri reconditi.
Or li stende ad un pallido sole.
Gocce fredde schiacciano
 la polvere in cerca di vittoria.
Recuperano terreno e
vincono la battaglia.
Rigagnoli fluidi, caldi, salati.
Sta finendo l'estate.
E' passato già il temporale
che ha smorzato l'arsura.
Quiete.
 
Giovedì, 30 Gennaio 2014 17:47

"Sono la pace" di Carmela Rodolico

Scritto da

 

"Sono la pace!” di Carmela Rodolico

 

Il tuo capo è come corolla,

fili di erba i tuoi capelli,

i tuoi  occhi due stelle che toccano

il mare…

 

Bambina, oggi mi hai

svelato il tuo sogno :“Mai  più guerre

sulla terra e gli uomini impugneranno

solo fiori ..

 

Il mondo conoscerà

solo amore e sarà migliore…" Sorrido .

Mi sei vicina e i tuoi occhi

sono la mia anima,

 

le tue parole sono il mio  cielo.

Alzo la mia mano che diventa

piccola ala che vola  e

sfiora il tuo viso….

 

Nulla è più radioso, puro e fragile!

“ Sono un petalo di rosa”, sussurra

la bimba dentro il mio cuore stanco.

“Sono la pace!”

 

 

 
Martedì, 28 Gennaio 2014 05:06

Viantu e Alivi

Scritto da

Quandu cojjiamu alivi a mercujjianu

Spissu di notte minava u viantu 

Patrima ndi rivijjiava adunu, adunu

Pemmu scappamu viarzu all'oluvari

 

Tanti arrami pendianu nta strata

L'alivi cadianu a rande quantita'

E pecchi' era ancora scuru fittu

Patrima jia avanti cu a lanterna

 

I dui suaru rande seguianu cu a scupa

Scanzandu alivi all'argini da strata

Chistu si facia pecchi' a gianti

Avianu u vannu puru o sua lavuru

 

Nceranu speciarmente ciarti omani

Cu li scarpuna cu attacci di fiarru

Cu nna pedata i chiji supa alivi

Nda potianu marcicare a no finire

 

Quandu njiornava alivi si cojjianu

E li mentiamu inta a lu panaru

Duapu ca cista era bella e china

Ntesta si carrijiava a lu zzimbuni

 

Era assai fatigatu i chiji tiampi

Picciriji e rande tutti si lavurava

Ca puazzu dira l'uajjiu supa a pitta

Muarti di friddu e scazi ndu sudamme.

 

 







 
Pagina 4 di 17