Venerdì, 14 Giugno 2013 06:57

Gradevole Sorpresa

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Quando in Acquaro la mia famiglia abitava in Via Amello. Io sono nato in quella casa e fino all'eta' di 18 anni ho anche vissuto. C'era una scaletta di tre o quattro gradini. La mia famiglia abitava nella casa direttamente come si entrava nella scaletta. Sul lato sinistro abitarono due o tre famiglie di come ricordo, l'ultima famiglia era quella di Rocco Costa e Michelina Gagliardi che sono ancora viventi e vivono in Australia con i loro figli e le loro famiglie. Al lato di destra abitavano Saverio Viola, sua moglie Maria Squillacioti e i loro tre figli, Vincenzo e le due femmine Caterina "Nuzza" e Matilde "Mitirda". Saverio Viola e' morto abbastanza giovane, io ero un sei o sette anni. Saverio Viola era stato in America "USA" e nel frattempo ha fatto emigrare in America i tre figli maschi piu' grandi. Saverio e tornato al paese ma i figli sono rimasti in America.

Io non ho mai conosciuto questi tre giovani, forse erano partiti prima che io fossi nato. La loro madre, Maria Squillacioti assieme a mia madre sedevano sui gradini della scala e conversavano a volte per lungo tempo, specialmente nelle serate di estate. C'era tanta stima e tanto rispetto tra le due donne e tra le due famiglie. Spesse volte nelle loro conversazioni durante le volte che mi trovavo vicino sentivo menzionare i nomi dei tre figli che vivevano da lei e dalla famiglia tanto lontano. Maria diceva a mia madre " Marantunia, cusa' cuamu sa passanu chiji hijji mie. Ah! Cuamu voria m'i viju!" Naturalmente, Maria sentiva tanto la loro mancanza.

Durante che io ero ancora al paese Caterina "Nuzza" si era sposata con Pasquale DeNardo e pochi anni dopo anche Matilde si era sposata con Bruno DeNardo che era fratello di Pasquale. In conclusione due sorelle sposarono due fratelli. Matilde, la piu' piccola vive da tanti anni a Vibo Valentia. Lei avra' circa 83 anni ma da tempo che non sta completamente bene. Vincenzo sposo' dopo delle sue sorelle. Vincenzo era spesso fuori di Acquaro per parecchi anni ma poi come ricordo io aveva una macchina da noleggio.

Recentemente attraverso facebook ne ho ricevuto una grande sorpresa. Nella pagina di una giovane donna americana, Megan Viola ho visto una foto con cinque persone. La persona seduta nel centro della foto era un uomo anziano che evidentemente sembra soffre di qualche tipo di paralisi. Sopra la foto c'era scritto "Happy 98th Birthday Papa'" Buon 98simo compleanno nonno. Dopo averla vista ho scritto alla nipote chiedendo come si chiamava quest'uomo. Le mi risponde dicendo che era Pat "Pasquale".

Dopo tutto questo tempo ne ho avuto un gran piacere di potere avere visto almeno in fotografia quel giovane che sua madre tanto amava ma la sua lontananza le recava immenso dolore. Io sono rimasto meravigliato. Il suo 98simo compleanno come ho letto sopra della foto era il 14 Marzo. Il luogo dove vive e' Rocklin California.

 
Martedì, 28 Maggio 2013 05:18

GLI OLEIFICI

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Nella foto vecchie ruote che servivano a macinare le ulive per fare l'olio.

Ricordo alla mia epoca che per ben piu' di tre mesi ogni anno durante l'inverno quasi tutta la comunita' del nostro paese era continuamente impegnata con la raccolta delle ulive.

La maggior parte del paese era circondato di uliveti. Cerano delle zone dove i rami delle piante di ulivi secolari si estendevano sopra la strada. Tante volte durante la notte soffiava il vento e causava una grande cascata di ulive. I nostri genitori si preparavano di buon'ora e provvisti di lanterne e scope e col buio andavano portando anche i figli per allontanare con le scope le ulive dal centro della strada verso l'orlo. Questo si faceva in modo che la gente che passava per la strada per andare in campagna non le schiacciasse. Piu' tardi, quando faceva giorno le ulive accanto la strada si raccoglievano mettendoli nei panieri.

A quei tempi non ci stavano tante comodita' o altri mezzi che ci sono adesso. Le ulive si raccoglievano a mano, con le dita, uno per uno. Si riempiva il paniere ed il contenuto si metteva in una cesta (coppareja). Le povere donne poi portavano le ceste sulla testa pieni di ulive all'oleificio accululandoli in un posto (u zzimbuni) fino a che non veniva il proprio turno di macinarle e fare l'olio. Spesse volte le donne dovevano fare piu' d'un viaggio al giorno. Specialmente per le donne erano tempi assai difficili. La donna d'allora aveva tante altre faccende. Doveva cucinare per la famiglia, doveva andare al fiume per lavare i panni, doveva badare ai figli, specialmente se erano ancora piccoli, doveva prepararsi la legna per quando doveva fare il pane in casa. La donna di allora non credo trovava un minuto di svago. Con tutto cio', quella donna cosi' tenace non si lamentava.

Per la macinatura delle ulive per fare l'olio, a quei tempi ci stavano undici oleifici. In Via IV Novembre ce ne stavano due, quello dei Comito (1) e un cento metri andando verso Salandria sulla sinistra c'era quello di Domenicantonio Colaci (2). A circa cento metri dalla chiesa Matrice andando verso Manetta c'era quello di Nicola Crupi (3). In Via Oleifici ne stavano tre. Il primo era prossimamente come si scendeva dalla strada Provinciale che di come ricordo io non era funzionante (4). Circa 200 metri piu' avanti era quello del Dottore Calcaterra (5) e ancora piu' avanti andando per Semiatoli, prima di arrivare ad Annasi ne stava un'altro che era gestito da tre o piu' soci (6). Dall'altro lato del fiume, dopo il ponte, al posto chiamato Serra c'era l'oleificio che era una volta dell'avvocato Calcaterra e dopo del Dottore Pasquale Stramandinoli (7). Ritornando verso il paese in Via Ortenzia, a i Poteja era quello di Cesarelli (8). Naturalmente, prima du Cannale era l'oleificio della famiglia Galati (9). A Santo Nicola, contrada vicinio Limpidi c'era l'oleificio che era di Don Pietro David (10) e non tanto lontano tornando verso Acquaro a Savoca' c'era quello di Domenico Crupi che ad un tempo a merito della famiglia Galati ha fatto anche il sindaco (11). Tranne tre di questi oleifici gli altri erano pienamente funzionanti.

Ricordo quando mia madre faceva il pane in casa. Dopo che il forno era riscaldato, per primo faceva "a pitta", una specie di focaccia. Capitava a volte che quando mia madre faceva il pane e al frantoio si macinavano le ulive e si faceva l'olio, mia madre mandava me o una delle mie sorelle a portare due o piu' pitte al frantoio. Arrivando la che non era tanto lontano, le pitte erano ancora calde. Queste pitte si innaffiavano con quell'olio fresco, di colore verde e direttamente dal tino, si metteva sopra un po' di peperone piccante macinato e sembrava che era davvero un mangiare squisito.

Tempi duri, tempi di vita semplice, tempi abbastanza primitivi, tempi che ci hanno insegnato a vivere.

 



Se la foglia cade nel ruscello
la devi lasciare andare.
Osservala.
Accartocciata su se stessa,
stanca, rugosa, leggera.
S'adagia sulla scia d'argento
e si lascia cullare.
Dolcemente va.

Silenziosa tu,
rimani sulla sponda.
Osservi, ascolti le
voci intorno,
lontane, soffuse.
Ricordi ormai remoti.
E la foglia va verso il mare.
Chissà se ci arriverà.
Chissà se si fermerà
in un angolino ad aspettare.

Tu rimani a guardare.
Restano i ricordi,
le parole, i sorrisi.
Inevitabili sbiadiranno.
Se ne va dolcemente
cullata sul nastro d'argento.
l'aria si ferma a cantare
Una nenia ormai lontana.

Poi t'accorgi che non è sola
Foglie di varie forme e colori.
Rosse, gialle, marroni,
verdi...corrono insieme
verso il mare.
Quel mare che finalmente
le farà riposare.

(Anna M.Chiapparo)

 
Domenica, 14 Aprile 2013 14:55

Te lo do io il saggio

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Egr. Sig.Presidente della Repubblica Italiana,

visto che per me

" Saggio o filosofo, non è colui che t'insegna la vita, ma te stesso che riesci a viverla e ad accettarla così com'è, tentando di cambiarla come sai e puoi. "

mi permetto di indicarglielo io qualche saggio.

1) Un padre di famiglia che non riesce ad arrivare a fine mese

2) Una madre di famiglia che non sa come far quadrare il bilancio di casa

3) Un giovane laureato che ha perso la speranza nel futuro

4) Un esodato, nuova figura dell'ultima moda politica

5) Un imprenditore appena fallito

6) Un operaio licenziato dall'imprenditore fallito

7) Il figlio di un imprenditore appena suicidatosi

8) Un operatore sanitario

9) Un invalido civile

10) Un pensionato da 400/500 euro al mese

Potrei ancora continuare, ma già questi 10 tipi di saggi, credo bastino per farle capire che un "saggio" con un bel conto in banca e nessun problema ad arrivare a fine mese, potrà mai, per me, rapprensentare nessuna saggezza,
con tutto il rispetto che nutro per la sua alta carica e la sua veneranda età.

Tanti auguri sig. Presidente per il suo prossimo pensionamento ed il suo stato di futuro senatore a vita.

(Anna M. Chiapparo)

 
Domenica, 07 Aprile 2013 16:34

Vivono sulle nuvole

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Toh, un'altra saracinesca sta chiudendo.Aspetta, forse mettono il cartello: "chiuso per ferie"...no...non hanno messo nulla. Chiuso e basta, chissà...
Guarda laggiù che fumo nero!Da dove uscirà mai? Certo che ne fanno di barbecues nelle sagre paesane! Ma quelle ciminiere così alte, cosa saranno mai?...Boh...mai viste prima. M'informerò.
Quanti tetti crollati e ponteggi di ferro grossolano, laggiù...sembra ci sia stato un potente terremoto qualche anno fa. Non ne parlano più ormai, ed io nemmeno mi ricordo quando è stato e dove. M'informerò.
Cosa sono quei cumuli indefiniti, attorniati da stormi di uccelli? Gabbiani, forse... Discariche? E cosa sarebbero le discariche? Chi l'ha inventate? Perchè ce ne sono tante e grandissime? M'informerò.
E quei cartelli sull'Autostrada del Sole? "Strettoia", "viaggio ad una corsia", "vietato sorpassare"...ah, certo, i lavori sulla SA - RC.
Interminabili, infiniti da una vita. Chissà perchè, ci sono tutti quei mezzi fermi, ma m'informerò!
Guarda!Stanno facendo lavori persino sul mare! Un rigassificatore? E che sarà mai!? Potrebbe essere un affumicatoio per merluzzi, visto che è sul mare...Quante cose astruse per le mie povere orecchie! M'informerò!
Guarda quanti campi incolti. Sembrano bombardati. Tutto secco ed intorno ciminiere che fumano come quelle che avevo visto prima, più in là. Ma quelli non erano barbecues? Zone industriali che inquinano, dici? M'informerò!
Certo, intorno c'è un fumo nero e denso che sale fin quassù.Nemmeno sulle nuvole si può stare in pace.
Fa un po' freddino a dir la verità.Quasi, quasi accendo il mio bel condizionatore...e quelli? Che fanno accucciati sotto il ponte della ferrovia? Quelle baracche sono indecenti. Ma cos'è una nuova moda fare barbecues dappertutto? Anche loro con fuochi sparsi qua e là. Non sarà pericoloso? Causano incendi. E quelle roulottes arrugginite tutt'intorno! Ma che schifo è? Che fanno, la danza della pioggia intorno al fuoco? Guarda quanti mocciosi che scorrazzano e quelle donne che stendono panni dappertutto...una vera indecenza per il nostro Bel Paese. M'informerò!
Toh, c'è stato il mercato in quel quartiere. Quanta gente! Quante bancarelle piene di cineserie.
Poi dicono che l'economia non gira.Guarda che confusione! E quelli? No, no, non si può!Siamo proprio al limite della decenza umana! Nel 2013 vedere di questi spettacoli fa stare male! Domani chiederò di prendere provvedimenti ai miei colleghi! Non si può permettere una cosa del genere. Ne va della reputazione del Paese!Che diranno i turisti vedendo quei vecchi logori che s'accaniscono a ravanare nella spazzatura!? Dobbiamo vietar loro di farlo ancora! Che vadano a far la spesa come si deve! E' anche colpa loro se l'economia va a rotoli. Se prendono gli scarti piuttosto che comprare...m'informerò!
Guarda, dei bambini che giocano felici! Finalmente una bella immagine, ma dove sono? Cosa sono quei ferri vecchi ed arrugginiti? Sono in mezzo a sterpaglie, rottami e spazzatura...ma che mondo! Non è possibile che ovunque guardi ci siano brutture. Chi le ha inventate, create, permesse? M'informerò!
Altri rottami che camminano in mezzo alla natura. Treni vecchi e malandati che sembrano lumache.Guarda si sono fermati. In certi posti nemmeno arrivano.Capolinee mozzate. Autobus seppelliti da graffiti che arrancano incerti, mai puntuali. Ma m'informerò!
Domani di sicuro, m'informerò! Non posso vedere certi spettacoli.
Cosa sono queste urla? Ah, solo una partita allo stadio...ma che fanno?S'ammazzano...Dio buono, non si può andare avanti così...prenderò provvedimenti seri!
E quelli tutti ben vestiti in giacca e cravatta chi sono? Ah, vero, sono loro che portano avanti il Paese.I miei colleghi.Pensa che da quassù non li avevo nemeno riconosciuti.Quanti sono!! Guarda quello con l'auto blu!
Elegante lui! Guarda che vestito firmato.Un figurino! E la bionda? Uh, da qua non riesco a distinguerla, ma sì, lei o un'altra...tutti colleghi... domani chiederò di varare leggi più consone al benessere del Paese. Da quassù non ci facciamo una bella figura. Solo noi riusciamo a dare lustro in questo antro di brutture. Guarda che palazzi, che alberghi, che auto, che vestiti, che aplomb...Pulizia, ci vuole pulizia in questo Paese e me ne farò promotore perchè non si dica di me che vivo sulle nuvole! Questi anziani che cercano nella spazzatura, la spazzatura stessa, via! Queste ciminiere che inquinano, via! I poveri, i nomadi, via!...Che sarà mai!
Domani, appena in ufficio accenderò il computer, mi collegherò ad internet e statene certi: m'informerò!

(Anna M.Chiapparo)...tutti i diritti riservati.Vietato riprodurre anche in modo parziale senza citare l'autrice o la fonte

Per ridere un po', ma non troppo...

 
Giovedì, 14 Marzo 2013 10:44

Benvenuto Papa Francesco I

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Già si fa a gara per scoprire gli altarini segreti del nuovo papa.Si sapeva, è naturale... siamo sempre scettici davanti al nuovo, ma come in ogni nuova avventura, come ci hanno sempre insegnato, per crescere bisogna lasciare il passato alle spalle e porsi al presente in prospettiva del futuro che si costruirà giorno per giorno. Tutti abbiamo i nostri bagagli, leggeri o pesanti da portare. Nelle soste del viaggio sceglieremo ciò che è bene lasciare per strada e ciò che porteremo con noi. San Paolo, prima che santo era semplicemente Saulo ed avversava la chiesa...Dio scrive dritto su righe storte ed ognuno sarà giudicato come merita. Noi non possiamo giudicare, ma per fortuna, abbiamo ancora la libertà di dire ciò che pensiamo.A qualcuno, piace, a qualcun altro no, ad altri, magari piacerà o non piacerà in seguito. Comunque sia, un papa che s'inchina davanti al suo popolo per chiedere di pregare con e per lui, ancora non si era visto ed io lo trovo un grande gesto di umiltà. Viviamo in un mondo così avaro di simili gesti che siamo ormai disabituati, perciò speriamo ancora che il mondo possa cambiare. Semplicità ed umiltà, questo ci basta, ma lo capiranno i potenti della terra? Mi auguro che papa Francesco I sia una nuova guida soprattutto per loro e rinnovi con la forza del roveto ardente, la chiesa in bilico sul moderno Sinai...."Misericordia voglio e non sacrificio"

Anna M. Chiapparo 14/3/2013

 
Lunedì, 11 Marzo 2013 14:57

Immagine

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Diafane nubi vagano incerte.

Solitaria rondine.

Immagine di un

sole dipinto

coltre azzurra

nell'aria sospesa

Immoto.

Mani veloci tessono

ricami invisibili.

Legano pensieri e ricordi

in ragnatele infinite.

Vento s'insinua e squarcia

la coltre.

Dipana e scolora

accarezza e culla

il risveglio.

Danza.

Danzano le ore

l'antica nenia

solitarie formiche

ritornano al nido.

Il sole ha già

aperto un varco

dirompe e riscalda

la porta del cuore.

(Anna 10/3/2013)

 
Venerdì, 08 Marzo 2013 15:02

Donne del sud

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Ed oggi ti voglio raccontare di quelle donne di cui non parla mai nessuno.Di quelle donne anonime che vanno coi loro pensieri, raccolte nei loro scialli e nei loro fazzoletti scuri. Donne sconosciute anche ai loro mariti ed ai loro figli. Vivono silenziose e non chiedono nulla. Rassegnate ad un ruolo che qualcuno ha loro dato.Sono mogli, madri, nonne, zie. Sono antiche.Qualcuno dirà arretrate, forse perchè vivono in quel profondo sud poco conosciuto.

Che fanno ? Nulla, pensano in tanti. Casalinghe, contadine.Semplicemente donne addestrate e poi usate a tener su casa e fare figli. S'accontentano, non hanno grandi pretese.Vivono...credo. O forse sopravvivono, chissà.

Pensavi fossero estinte? Non credo.Ce ne sono ancora tante.Non fanno rumore nei loro cantucci lustri. Non usano belletti e non conoscono parrucchieri se non per le grandi occasioni. Escono raramente e se lo fanno, sanno già dove andare. Non vanno mai allo sbaraglio in discoteche assordanti, in feste altisonanti. Non conoscono crociere, nè abiti da sera. A che servono allora, nell'era dove apparire è meglio che essere e se non ti fai guardare, non ti nota nessuno? Sicuro che esistano ancora?

Si svegliano all'alba e vanno silenziose. Senza stress ed auto rombanti.Non si fermano per ore davanti agli armadi ed agli specchi.Il loro guardaroba non è zeppo di abiti luccicanti.Le loro labbra non conoscono rossetti. La loro bellezza sfiorita racconta storie solo a chi le vuole ascoltare. I loro piedi sanno camminare su strade sconnesse.Le loro mani sanno cosa fare. Il loro cuore sa amare.

Hai mai provato dall'alto del tuo scranno a chinarti ad ascoltarle? Pensi che non abbiano desideri, sogni, illusioni? Pensi veramente che vivano in una coltre ovattata che filtra l'assordante rumore del mondo? Pensi che i loro sguardi non cerchino le stelle, la luna, l'orizzonte infinito? Che i loro sogni siano solo in bianco e nero e che le loro mani non siano capaci di tessere fili d'oro?

Ascolta la voce che nasce dal loro cuore. Odi le litanie sommesse che stringono al petto.Stringi le loro mani callose. Cerca l'infinito nei loro sguardi. Conta le rughe sul loro viso. Accarezza i capelli d'ebano scuro e rispetta l'argento che vi luccica.

Cercale e fermati ad aspettarle. Non ti deluderanno, anzi, forse ti confonderanno.

Hanno bisogno di voce per parlare, di ali per volare, di musica per danzare, di un sorriso per rinascere ancora.Di un foglio dove scrivere la loro storia.

Falle uscire dal giaciglio in cui la loro terra le ha cullate. Rispettale ed amale. Non te ne pentirai.

Sanno camminare a testa alta. Scalare montagne e attraversare fiumi. Domare la terra e spegnere incendi. Cullare il vento e asciugare la pioggia. Accendere il fuoco ed accendere stelle. Sono maghe e sono fate.Sono sabbia e sono ferro.Sono lana e sono seta. Sono lino e sono ginestra. Sono rose e sono spine. Sono aria e sono acqua. Sono figlie e sono madri. Sono mogli, amiche e sorelle...Sanno piangere e sorridere. Sono semplicemente donne. Donne del sud.

(Anna Maria Chiapparo - Festa della donna 2013. Tutti i diritti riservati)

 
Giovedì, 21 Febbraio 2013 10:30

Guarda un po'

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Il problema non è essere apatici, ma come fare per uscire dall'apatia.Il voto? E votare per chi, se da anni ci ritroviamo le stesse facce e le immutate promesse elettorali di sempre? Ci sono dei venti di cambiamento, è vero, ma siamo sicuri che basteranno? Sapranno navigare controcorrente nel mare in tempesta della politica che ci ha spolpati fino alle ossa o soccomberanno anch'essi sotto le spire infuocate dei partiti mangiasoldi? E' facile cavalcare l'onda della rabbia del popolo e promettere mari e monti, ma quando sarà il momento della prova, li voglio.Saranno capaci? Un conto è predicare alle folle dal pulpito o dai salotti televisivi, un conto e mettersi davanti a colossali conti da far quadrare e decisioni da prendere...non sarà facile per nessuno di loro. Secondo il mio modesto parere, le cose cominceranno a cambiare quando noi, popolo la smetteremo di credere che loro siano i potenti e noi i deboli.Grosso errore!Siamo noi ad avere il potere col nostro voto quindi sta a noi decidere come fare.Finchè l'italiano resterà sottomesso ai "signorotti di turno" con riverenza e paura, non cambierà nulla.Trovo assurdo osannare i politici, ma anche i cosiddetti VIP.Chi sono costoro?Esistono se noi li osanniamo, altrimenti sarebbero dei semplici lavoratori come tutti.Siamo noi a crearci gli idoli da venerare e di conseguenza si creano gli abissi, tra il popolo e il governo, tra l'operaio che guadagna mille euro al mese ed il calciatore o l'attore o il cantante di turno. Non solo, l'operaio che guadagna mille euro, si lamenta,però poi va ai concerti, alle partite, ai congressi dei politici ed apporta ancora ricchezza a queste persone senza avere in realtà un vero ricambio.Che ti resta di una partita, di un concerto, di un congresso? Attimi, frammenti, parole, sogni forse...e la vita va avanti e tu rimani col tuo solito stipendio, se ce l'hai, di mille euro, mentre l'altro ingrassa sulle tue spalle. Forse sarò confusa, non so, ma la mia idea è questa. Ci arrabbiamo e gridiamo all'ingiustizia, salvo poi inchinarci a riverire persone come noi.Ci fa paura quel portafogli pieno, quell' auto veloce, quel vestito all'ultima moda... ci accontentiamo di sognare e magari di un autografo, senza pensare che dietro a quell'autografo si decide la nostra vita, quando un politico, con la sua firma, che tu veneri come oggetto prezioso, decide per te firmando le leggi che ti governeranno.La nostra apatia è l'esserci adagiati da sempre su questa differenza colossale e finchè noi onesti lavoratori dovremo elemosinare qualche straccio di diritto, camminando con l'ISEE in mano, mentre loro hanno ed avranno tutte le porte aperte ovunque, più la precedenza, più la riverenza, senza pagare nessun tiket...per noi non cambierà mai nulla se non in peggio...

 
Mercoledì, 20 Febbraio 2013 15:09

Dolce primavera

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Corre la mente leggera tra colline addolcite di eriche fiorite. Qua e là qualche biancospino storto che vuole sfoggiare le sue chiome. Rari rami di pesco e ciliegio in fiore.

La dolce primavera delle mie colline era un qualcosa di speciale che nessun pittore avrebbe saputo eguagliare.

C'erano giorni così belli in cui l'aria sembrava veramente sospesa tra cielo e terra, in un moto irreale che non si può descrivere.Anche le rondini sembravano avere un che, di diverso in quei giorni ed il vento sussurrava una dolce melodia che toccava il cuore. Ovunque permeava il profumo delicato dell'erica selvatica che sembrava innevare tutto coi suoi rigogliosi ciuffi.Gli ulivi secolari, sembravano stanchi ed assonnati come vecchi vissuti, ma la loro vita sfavillava nelle chiome d'argento, coronate di candido nevischio che faceva presupporre sempre un felice raccolto. Non deludevano quasi mai, tranne rare stagioni smorzate dalla calura estiva che rovinava le aspettative.C'era una collina, in particolare, che era la finestra delle mie stagioni. Lì, ci sono cresciuta. M'abbarbicavo per i suoi pendii ed ogni volta scoprivo angolini di piccoli paradisi, nascosti all'occhio umano e che facevo miei. L'autunno era la mia stagione preferita, ma la primavera era sempre un sogno da cui non avrei voluto svegliarmi.

Ora trovavo un nido caduto, poi un raro fiore mai visto prima, una pianta selvatica che mi ricordava l'usanza dell'Ascensione, un insetto nuovo che armeggiava con rametti strambi, un uccellino tutto grigio che non conoscevo…le mie amate viole che sembravano chiamarmi col loro profumo. Molto spesso evitavo di raccoglierle per non sciuparle ed ogni mattina, passavo a salutarle finchè non le vedevo tutte scolorite. Avevano finito la loro vita, ma ne rinasceva spesso qualcuna, ancora curiosa di far capolino al sole. Le ginestre, poi, sembravano regine con corone di sole. Svettavano solitarie tra il bianco delle eriche e catturavano lo sguardo con quel giallo intenso che ammaliava pure le api golose. E non di rado capitava di trovare qualche fragolina selvatica nascosta nei luoghi più impensati.Il ruscello era il posto magico per eccellenza. Lì vi era un mondo a sè, dove la vita era un brusio continuo di insetti indaffarati, di lucertole curiose, di libellule dorate e colorate, di ranocchie che guizzavano al minimo rumore e numerosi girini sempre in movimento.Ogni tanto qualche biscia sgusciava veloce facendomi sussultare.Adoravo il verde rigoglioso delle rive. Mentre su, in alto, dove batteva il sole, l'aria dava un alone romantico e diffuso di leggerezza, nella brezza del vento profumato, giù era tutto più frenetico. Si toccava, proprio la nuova vita sul nascere, il risveglio della natura in tutti i sensi con lo sbocciare dei nuovi fiori ogni mattina, dei girini che crescevano giorno per giorno, delle lucertoline più numerose. Il gorgoglio dell'acqua argentina e quel verde! Un verde meraviglioso e vivo che può esistere solo in natura e che penso, mai nessuna mano d'uomo potrà creare.Era e, sono sicura, è, sempre una dolce primavera, sulla mia collina. Cambieranno le strade, i viottoli, taglieranno gli alberi, abbelliriranno posti, stravolgeranno qualcosa, ma i miei piccoli paradisi, nascosti tra le fronde di rami secchi, tra l'erba fresca, sulle rive del ruscelletto, su, per i pendii…quelli, non cambieranno mai.Siamo noi che cambiamo e magari non ci fermiamo più ad osservare con gli occhi di un tempo, la dolce primavera che ci regala sempre tanti doni.

http://pensierideltempo.blogspot.com/2011/11/dolce-primavera.html

 
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