Lunedì, 13 Giugno 2011 15:13

13 giugno S. Antonio da Padova In evidenza

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Di S. Antonio e dei suoi miracoli sappiamo un pò quasi tutti. Un santo giovane e deciso nel suo intento. Di famiglia nobile scelse di lasciare gli agi e partì alla volta dell'Africa a fare il missionario, ma Dio aveva scritto per lui altre avventure e la nave su cui viaggiava naufragò in Sicilia. Qui, ammalato di malaria fu curato dai francescani del luogo e cominciò così a sentir parlare di S. Francesco finchè non fu spinto a conoscerlo meglio. Si dice che non s'incontrarono mai, ma come Francesco anche lui diventò un predicatore instancabile che riuscì a tener testa anche ai più potenti. Visse per molto tempo su un noce in una baracca che divenne il pulpito da dove predicava. Fu confessore instancabile e viaggiò molto. Operò molti miracoli già in vita di cui furono molti i testimoni.

Si narra che una mula s'inginocchiò davanti al Santissimo dietro suo ordine ed anche i pesci uscirono dall'acqua per ascoltare le sue prediche. Davanti ad un avaro disse che costui non aveva cuore e veramente il suo cuore fu trovato nello scrigno dove custodiva i suoi averi. L'immagine più bella e dolce di S. Antonio, lo raffigura con Gesù Bambino in braccio. Il Bambinello lo andava spesso a trovare di notte rischiarando a giorno l'umile rifugio tra i rami dell'albero dove viveva. Nessuno seppe mai i loro discorsi, ma una notte il conte Tiso, fu attratto dalla luce e si dice che vide il Bambinello nell'intento di accarezzare dolcemente la guancia del Santo mentre studiava chino sulla Bibbia da cui traeva la forza per predicare. Per i tanti miracoli operati in vita fu canonizzato già l'anno dopo la sua morte avvenuta il 13 giugno 1231 a soli 36 anni. Fu il santo più rapidamente canonizzato di tutta la storia e 32 anni dopo, in una traslazione, la sua lingua che tanto aveva diffuso il Vangelo, fu trovata ancora intatta. Le sue spoglie riposano nella basilica a lui dedicata a Padova. Fu proclamato dottore della chiesa ed è il santo più venerato al mondo.

Innamorato di Maria, credeva fermamente nella sua ascensione al cielo.

S. Antonio è conosciuto e venerato in tutto il mondo e non esiste paese o città che non abbia una sua effige.

Nell'iconografia è rappresentato quasi sempre col Bambino in braccio, la Bibbia aperta e un giglio simbolo di purezza.

Come da tradizione, è famoso "il pane di S. Antonio". Durante le celebrazioni eucaristiche, vengono benedetti i bambini affidati alla protezione del Santo e vengono distribuiti dei panini benedetti.

Non di rado, nei paesi come il nostro, vediamo dei bambini vestiti col tradizionale saio marrone di S. Antonio. Anche questa è un'antica usanza che vede l'affidamento e la protezione del Santo o semplicemente un ringraziamento per grazia ricevuta che ne fanno un ex-voto.

Anna M. Chiapparo 13 /06/2011

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Ma da dove trae origine la tradizione del pane di Sant'Antonio?

Molte sembrano essere le leggende che si raccontano, ma pare che trae la sua origine da uno degli infiniti prodigi attribuiti a sant'Antonio, negli anni che seguirono la costruzione della sua Basilica a Padova. Jean Rigauld, nella biografia del Santo redatta nel 1293, narra di un prodigio avvenuto a Padova dopo la morte di sant'Antonio: un bambino di appena venti mesi era annegato perché la madre lo aveva lasciato incautamente accanto a un recipiente pieno d'acqua. La donna, disperata, fece voto che «avrebbe dato ai poveri tanto frumento, quanto il peso del bambino, se il Santo lo avesse risuscitato». Il Santo compì il prodigio. Da allora nacque una tradizione chiamata «pondus pueri» (il peso del bambino): i genitori promettevano al Santo tanto pane quanto era il peso dei figli, in cambio della sua protezione. Col tempo si consolidò l'abitudine di offrire del pane in cambio di una grazia accordata. La pratica, un po' modificata, venne istituzionalizzata alla fine dell'Ottocento, quando crebbe l'interesse per le questioni sociali e la sensibilità verso i poveri. Sorse, così, a Padova l'«Opera del pane dei poveri»: in giorni prestabiliti i padri distribuivano il pane e, in seguito, anche altri generi di prima necessità come legna e vestiario. Questa «Opera» funziona tuttora a pochi passi dalla basilica. Sono cambiati i poveri, che oggi sono soprattutto extracomunitari, barboni e pensionati. A chi bussa alla porta, un «buono pasto» o qualche altro piccolo aiuto non lo nega nessuno.

Letto 3476 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Giugno 2011 16:22

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