Mercoledì, 04 Maggio 2011 19:27

Ave o Maria

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Il mese di Maggio, si sa, è da sempre dedicato a Maria.

Come non ricordare allora, quando tanti anni fa, il nostro parroco don Peppino, aveva dato il via al pellegrinaggio nelle famiglie, dell'Immacolata che sta nella nicchia, all'inizio di via S. Maria?

Era una gioia per noi ragazzine d'allora portare la statuetta nelle case dove veniva accolta con tanti onori.

Le padrone di casa preparavano dei bei altarini addobbati di fiori freschi e con le più belle tovaglie del corredo.

Era un'occasione per aprire le case agli amici e ai vicini recitando insieme il rosario e cantando i più bei canti mariani.

Quelli nel nostro dialetto avevano un fascino particolare che ancora rimane nei miei ricordi.

Si creava una magica atmosfera e si stava bene tutti insieme, attorno alla Mamma Celeste che sembrava viva più che mai.

I bambini accoglievano la piccola processione con cestini colmi di petali di rose e tutt'intorno era un dolce profumo che rendeva l'aria più soave. Erano piccole cose, ma erano genuine e fatte col cuore.

Diventata grande e mamma anch'io, anche qui dove abito ho accolto in casa la Madonnina pellegrina per qualche anno.

Cominciavo giorni prima ad organizzare e studiare come fare l'altarino perchè non mi piace lasciare nulla al caso. Tutto dev'essere perfetto, figuriamoci per un'ospite di sì alto grado!

L'anno più bello quando mio figlio l'ha accolta suonando l'Ave Maria col suo sassofono...quanti ricordi.

Ora questa tradizione si è persa e mi dispiace molto. Aldilà del senso religioso che ormai è la nostra unica ancora di salvezza, mi deprime questo chiuderci in noi stessi. Non dialoghiamo più, non ci incontriamo più e ci salutiamo a mala pena anche con i cosiddetti amici. Camminiamo per le strade chiusi come bozzoli che non vogliono spiegare le ali intorpidite.

Molto spesso, ci hanno delusi. La vita stessa si prende gioco di noi che non la sappiamo affrontare come dovremmo.

In questi giorni mariani, mi prende sempre la nostalgia di quei giorni passati a fare catechesi per le case, a dire rosari, a raccontare di noi, a condividere i nostri pensieri e le nostre paure con la guida di dolci suore che sapevano toccare delle corde nascoste... Ogni sera ritornavamo a casa pieni di una gioia diversa che riempiva e cullava l'animo stanco...

Perchè il tempo fa perdere tante cose?

Mi chiedo se non faccia più male vivere di ricordi, piuttosto che creare futuri ricordi...

Possa Maria col suo sguardo squarciare le nostre tenebre.

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