Mercoledì, 20 Febbraio 2013 16:09

Dolce primavera

Pubblicato da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Corre la mente leggera tra colline addolcite di eriche fiorite. Qua e là qualche biancospino storto che vuole sfoggiare le sue chiome. Rari rami di pesco e ciliegio in fiore.

La dolce primavera delle mie colline era un qualcosa di speciale che nessun pittore avrebbe saputo eguagliare.

C'erano giorni così belli in cui l'aria sembrava veramente sospesa tra cielo e terra, in un moto irreale che non si può descrivere.Anche le rondini sembravano avere un che, di diverso in quei giorni ed il vento sussurrava una dolce melodia che toccava il cuore. Ovunque permeava il profumo delicato dell'erica selvatica che sembrava innevare tutto coi suoi rigogliosi ciuffi.Gli ulivi secolari, sembravano stanchi ed assonnati come vecchi vissuti, ma la loro vita sfavillava nelle chiome d'argento, coronate di candido nevischio che faceva presupporre sempre un felice raccolto. Non deludevano quasi mai, tranne rare stagioni smorzate dalla calura estiva che rovinava le aspettative.C'era una collina, in particolare, che era la finestra delle mie stagioni. Lì, ci sono cresciuta. M'abbarbicavo per i suoi pendii ed ogni volta scoprivo angolini di piccoli paradisi, nascosti all'occhio umano e che facevo miei. L'autunno era la mia stagione preferita, ma la primavera era sempre un sogno da cui non avrei voluto svegliarmi.

Ora trovavo un nido caduto, poi un raro fiore mai visto prima, una pianta selvatica che mi ricordava l'usanza dell'Ascensione, un insetto nuovo che armeggiava con rametti strambi, un uccellino tutto grigio che non conoscevo…le mie amate viole che sembravano chiamarmi col loro profumo. Molto spesso evitavo di raccoglierle per non sciuparle ed ogni mattina, passavo a salutarle finchè non le vedevo tutte scolorite. Avevano finito la loro vita, ma ne rinasceva spesso qualcuna, ancora curiosa di far capolino al sole. Le ginestre, poi, sembravano regine con corone di sole. Svettavano solitarie tra il bianco delle eriche e catturavano lo sguardo con quel giallo intenso che ammaliava pure le api golose. E non di rado capitava di trovare qualche fragolina selvatica nascosta nei luoghi più impensati.Il ruscello era il posto magico per eccellenza. Lì vi era un mondo a sè, dove la vita era un brusio continuo di insetti indaffarati, di lucertole curiose, di libellule dorate e colorate, di ranocchie che guizzavano al minimo rumore e numerosi girini sempre in movimento.Ogni tanto qualche biscia sgusciava veloce facendomi sussultare.Adoravo il verde rigoglioso delle rive. Mentre su, in alto, dove batteva il sole, l'aria dava un alone romantico e diffuso di leggerezza, nella brezza del vento profumato, giù era tutto più frenetico. Si toccava, proprio la nuova vita sul nascere, il risveglio della natura in tutti i sensi con lo sbocciare dei nuovi fiori ogni mattina, dei girini che crescevano giorno per giorno, delle lucertoline più numerose. Il gorgoglio dell'acqua argentina e quel verde! Un verde meraviglioso e vivo che può esistere solo in natura e che penso, mai nessuna mano d'uomo potrà creare.Era e, sono sicura, è, sempre una dolce primavera, sulla mia collina. Cambieranno le strade, i viottoli, taglieranno gli alberi, abbelliriranno posti, stravolgeranno qualcosa, ma i miei piccoli paradisi, nascosti tra le fronde di rami secchi, tra l'erba fresca, sulle rive del ruscelletto, su, per i pendii…quelli, non cambieranno mai.Siamo noi che cambiamo e magari non ci fermiamo più ad osservare con gli occhi di un tempo, la dolce primavera che ci regala sempre tanti doni.

http://pensierideltempo.blogspot.com/2011/11/dolce-primavera.html

Letto 1041 volte Ultima modifica il Mercoledì, 20 Febbraio 2013 16:12

Lock full review www.8betting.co.uk 888 Bookmaker

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più leggi la Cookie Policy.