Domenica, 03 Luglio 2011 02:28

IL TAGLIO DELLA CANNA DA ZUCCHERO

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Continua L'avventura al Queensland

Durante il periodo in fattoria avevo fatto un po' d'amicizia, per andare a trovare degli amici avevo comprato una bicicletta. Una sera dopo il lavoro parto con la bicicletta per andare a trovare certi amici. Sfortunatamente mentre pedalavo in bicicletta mi ha investito una macchina causando la rottura del mio braccio destro. La macchina e' andata via senza fermarsi e io son rimasto per terra per qualche istante in un'emorme dolore e pieno di paura. Prendo la mano destra con la sinistra per mantenerla e cerco di correre verso una casa di campagna dove sentendo le mie grida esce una donna e mi fa entrare in casa dove mi da conforto e incoraggiamento e subito lei assieme al marito mi portano in ospedale che si trovava a circa cinque kilometri di distanza. I dottori e le infermiere si prendono subito cura per ingessare il braccio. Sono rimasto in ospedale per qualche mese. Durante il giorno non ci pensavo tanto ma quando veniva la sera e gli altri pazienti ricevevano le visite e da me non c'era nessuno mi sentivo un po' solo. Per dimostrare un po' d'amicizia e forse per darmi un po' di coraggio a volte altri visitatori venivano a salutarmi e scambiare qualche parola . La mia maggior preoccupazione era pero' il costo che dovevo pagare all'ospedale. C'era un'uomo un po' anziano che era in Australia da tanto tempo e mi sono confidato in lui chiedendoci quanto lui pensava che mi sarebbe costato, questo uomo mi ha assicurato che non mi costava niente perche' nello stato del Queensland gli ospedali erano gratuiti. Questa bella notizia mi ha alleviato da una grande preoccupazione e mi ha fatto sentire molto meglio, almeno mentalmente. Uscito dall'ospedale e parlando con Peter, il figlio maggiore del mio datore di lavoro, mi ha cennato che suo padre sapeva chi era stato ad investirmi e se lui voleva poteva darmi buone informazioni per come ottenere qualche ricompenza almeno per il tempo che ho perso a non lavorare. Io non conoscevo le leggi e le regole e non sapevo a chi rivolgermi ma la sua azione ho capito che non era a me favorevole e cosi' ho perso la fiducia, il rispetto e la volonta' di lavorare per questa persona.

Quando il braccio era guarito avevo fatto amicizia con un'altro giovane dalla mia eta' Sergio Stocco che era nato a Trieste. Sergio faceva dei lavori a raccogliere frutta, tabacco e altri lavori che gli capitavano. Mi ha detto: "Se vuoi venire c'e' tanto lavoro". Cosi' ho detto al padrone della fattoria che avevo trovato un'altro lavoro e che andavo via. Lavorando assieme a Sergio parlavamo del taglio di canna da zucchero. Lui mi ha detto che anche lui aveva intenzione di provare a tagliare la canna e se si decideva poteva tagliare con la squadra di suo padre che era in un paesetto chiamato Babinba non tanto lontano da Cairns. Sergio aveva anche uno zio Bruno Babich e c'era la possibilita' che se ci mettevamo d'accordo io potevo tagliare la canna con suo zio. Siamo stati a trovarli e ci siamo messi d'accordo che Sergio lavorava con suo padre e io con suo zio Bruno.

Un po' di giorni prima di incominciare il taglio della canna io e Sergio andiamo a Babinda e abbiamo fatto gli arrangiamenti necessari per incominciare il taglio della canna per la data stabilita. Bruno era un'uomo abbastanza piu' alto di me, era piu' maturo e aveva tanta esperienza nel tagliare la canna da zucchero. Prima d'incominciare Bruno mi ha parlato chiaro cosi': "Vedi Pietro, tu sei ancora principiante e impiegherai un po' di tempo per fare il lavoro che faccio io, se tu sei d'accordo facciamo cosi', sulla paga io prendo una sterlina in piu' al giorno fino che tu non farai il lavoro che faccio io". A quel tempo si poteva guadagnare circa 10 sterline a giorno. Io sono stato d'accordo e incominciammo a lavorare. Il giorno prima che incominciassimo, era domenica pomeriggio e Bruno mi porta con lui e mi ha detto che la canna da tagliare si doveva prima bruciare. Si bruciavano le foglie ch'erano per terra e altre che erano ancora attaccate alla canna. Bruno sapeva e mi spiegava che bisognava stare attenti quando si bruciava la canna, specialmente se c'era vento perche' si poteva causare molto danno bruciando dove non si doveva.

La temperatura era calda percio' si lavorava in maglietta e pantaloncini, vestiti leggieri e comodi in modo di potersi muovere senza tanto fastidio. Per lavorare un po' col fresco ci alzavamo di buon mattino ed eravamo sul lavoro quasi all'alba. Verso le undici ritornavamo a casa ci lavavamo nell'acqua del ruscello che scorreva vicinissimo e a mezzogiorno andavamo a mangiare. La moglie del proprietario, Fiorino Tieppo anche lui italaino ci preparava da mangiare. Dopo mangiato ci roposavamo fino a verso le 3.30, poi ritornavamo a lavorare fino quasi al tramonto. Frattanto io volevo dimostrare che avevo tutte le intenzioni e la volonta di lavorare e cercavo anche di imparare il metodo piu' facile sotto la guida di Bruno. Sono stato un po' fortunato perche' Fiorino, il padrone mi vedeva che ce la mettevo tutta e mi aiutava e mi dava consigli di come fare il lavoro bene senza tanta fatica. Tagliando ed operando il coltello con la mano destra ho fatto delle tante e dolorose visciche alla mano che durante il lavoro mi faceva male ma era sopportabile pero' la sera dopo raffreddata faceva un male terribile che non potevo neanche chiudere la mano. Questa era la mano del braccio che avevo rotto qualche tempo fa, il braccio non mi dava fastidio. Sotto la guida di Bruno Babich e l'aiuto e l'incoraggiamento di Fiorino Tieppo e la mia volonta' di lavorare, senza che io gli chiedessi, Bruno mi ha detto: "Pietro, sono contento di come lavori e adesso che tu fai lo stesso di come faccio io, la paga la dividiamo uguale". Io certo sono rimasto molto contento.

Abbiamo finito il taglio della canna da zucchero un paio di settimane prima Natale. Bruno aveva la sua famiglia a Sydney e per Natale ritornava per festeggiare con la famiglia. Una mattina, una settimana prima di Natale io e il mio amico Sergio accompagnavamo Bruno all'aeroporto di Cairns. Durante il viaggio nella macchina che Sergio guidava, io pensavo che fosse bello tornare a Melbourne anche io per Natale. Arrivati all'aeroporto Bruno prende l'aero e io dico a Sergio che andavamo a comprare il biglietto che anche io avevo deciso di tornare a Melbourne per Natale. Sergio e' rimasto un po' sbalordito perche' eravamo tanto amici e non gli avevo detto mai che tornavo a Melbourne. Gli ho spiegato che e' stata una decisione di colpo fatta durante il viaggio in macchina. Ho comprato il biglietto per mattina di Natale alle otto. Mattina di Natale Sergio mi ha accompagnato all'aeroporto di Cairns. Erano aeri piccoli e ho dovuto cambiare aereo due volte e in tutto hanno fatto tre fermate.

Erano le tre del pomeriggio e finalmente sono arrivato all'aeroporto di Essendon a Melbourne. A circa 15km dall'aeroporto abitava mia sorella Domenica con il marito Rosario e due figli ancora piccoli. Prendo il primo taxi ch'era disponibile e mi faccio portare all'indirizzo di mia sorella a Kensington. Allora non si aveva il telefono a casa e non ho potuto avvisarli del mio arrivo percio' busso alla porta e mio nipote viene ad aprire, poteva avere sette anni e ha detto allarmato che c'era un'uomo alla porta. Senza aspettare che mia sorella vesisse alla porta sono entrato con la mia valigia in mano e quando mi hanno visto c'e' stato un momento di incredulita', grande sorpresa ma tanta gioia. A festeggiare il Natale si trovava la', a casa di mia sorella mio zio Pasquale Lanciana e famiglia, Pasquale era fratello di mia madre. Tutti insieme abbiamo brindato il mio arrivo e il Natale. C'era ancora tanto cibo rimasto dal pranzo a mezzogiorno e ho fatto una bella mangiata anche io. E' stata una splendida occasione e raccontando un po' dell'accaduto, il viaggio e bevendo la birra fredda con la temperatura calda sono passate le ore cosi' veloce che in fine si era fatto tardi.

Questo episodio della mia vita e' stato un periodo difficile, a volte preoccupante, a volte doloroso di continua solitudine, ma posso dire che mi e' stato d'insegnamento, acquisto di esperienza, mi ha fatto crescere mentalmente e mi e' servito come solida base dove ho potuto costruire il progresso, l'ambizione e la scelta di come vivere la mia vita.

Letto 2728 volte Ultima modifica il Domenica, 03 Luglio 2011 08:33
Pietro Carnovale

Abitante a Melbourne, Australia

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