Pensieri (31)

Giovedì, 19 Marzo 2020 14:53

Quando i bambini sparirono dalle strade

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Era da poco entrato il nuovo anno, esattamente il duemilaventi, ed accadde quasi improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno…

Pian piano, tutti i bambini sparirono dalle strade.

Come per magia, non s'udirono piú strilli di bambini capricciosi che tormentavano madri stressate all'uscita dei supermercati e d'incanto scomparvero i palloni rimbalzanti in campetti improvvisati e le risate argentine delle piccole comitive che bivaccavano qua e lá ad ogni ora.

Finirono le scampanellate notturne di qualche monello, memore di stralci di racconti genitoriali e d'improvviso sparirono le scorribande e le impennate ardite di ciclomotori rombanti.

In realtà non sparirono solo i bambini, ma tutti…

giovani, anziani e piccini.

Da tempo, aleggiavano nell'aria notizie sconfortanti che serpeggiando varcavano i confini e solcavano i mari.

Il web era un tam tam di novelli giornalisti e grafici alla riscossa, intenti a creare il link piú "acchiappalike" e tanti poveri ebeti "faceboocchiani", aggiungendo e togliendo a loro piacimento, pensavano a diffondere in lungo e in largo, "fake news"

(all'americana, fa piú fico… dire bufala, da noi, fa subito pensare alla mozzarella).

Dopo i festeggiamenti del nuovo capodanno, tra botti (peraltro, spesso vietati) e tricche e ballacche vari, i problemi italiani vertevano su alluvioni e siccità; Pil e Spread, ed ognuno pendeva dalle labbra del proprio pupillo al governo che non disdegnava qualche rissa qua e lá o in esclusivi salotti alla moda, in tutte le TV nazionali e non…

Arrivò il fatidico febbraio bisestile e tutti fecero a gara a spararla piú grossa in fatto di guai e proverbiali calamità che ci avrebbero colpiti.

Non l'avessero mai fatto!

Pochi e distrattamente, ascoltavamo i vari TG.

Che c'importava se in Cina era scoppiata un'epidemia? Era così lontana.

Pseudo bollettini di guerra tartassavano le nostre orecchie e cifre su cifre andavano aumentando insieme alle fake news nostrane che cominciarono a dare la caccia ai novelli untori, di manzoniana memoria.

Ah, poveri cinesi malcapitati nei nostri rioni e quartieri alla moda!

Quei cinesini cosí carini, piccini, riservati, che avevano iniziato con bugigattoli zeppi di vestitini, dalle caratteristiche lanterne rosse sulle insegne, e poi avevano osato ingrandirsi, convertendo capannoni abbandonati, riempiendoli all'inverosimile di cianfrusaglie…

E noi, non senza puzza sotto il naso, andavamo a curiosare, ad osservare, a cercare… ad acquistare.

Fino a Febbraio 2020…

Quel disgraziato mese bisestile che, dispettoso, fu capace di cancellare molti carnevali, lasciando pieni di coriandoli, gli scaffali "dei cinesi".

E non solo!

Quelli poverini, impauriti ed amareggiati, si rinchiusero dietro le loro saracinesche serrate. Sparirono dalle vie, come i nostri bambini.

Fu uno strano inverno quello.

Piovve solo il tempo di far danni e poi lentamente, Signora Primavera, arrabbiata come non mai, prese il sopravvento.

I mandorli sbocciarono con molto anticipo e le giornate s'allungarono improvvisamente. I fiumi cominciarono a seccarsi e tra una notizia di siccità improvvisa e una inusuale nevicata, i TG, timidamente, inserivano qua e lá funeste notizie di mortalità.

Un virus, scappato da chissá quale pianeta, aveva invaso la terra e stava colonizzando tutto entrando nei nostri corpi, a cominciare dalla Cina che contava i morti e costruiva ospedali in un batter d'occhio…

Noi ascoltavamo increduli e meravigliati della loro efficienza.

Tanto noi eravamo lontani…

Poi accadde.

Cadde anche qui, quel fumine a ciel sereno… e fu tremendo.

Eravamo impreparati, inermi, increduli…

Forse per la prima volta, udimmo tutti la parola "pandemia".

Su Facebook, l'ironia, la presunzione, l'ignoranza e la strafottenza, impazzavano come mai prima e un po' tutti eravamo diventati come per magia: giornalisti, dottori, scienziati, tutor… ma ancora peggio, eravamo diventati degli insulsi inquisitori. Accusatori pronti a puntare il dito, investigatori pronti a pubblicare tutto in diretta, abbietti speculatori pronti a guadagnare sulle disgrazie…

E se in giro c'era ancora chi non credeva ai morti ed ai contagi in aumento, c'era chi si meravigliava della chiusura delle chiese.

Quando mai, in passato si erano celebrate le messe a porte chiuse?

Peste, tifo, colera, spagnola…

Ora un virus circolava liberamente e nessuno aveva scampo.

Tutti eravamo in pericolo.

Anche i sacerdoti!

Che esagerazione!

Ma sti cinesi non avevano nulla da fare?

Ed arrivò quel giorno indimenticabile, in cui ci segregarono nelle nostre case.

"Rimanete a casa!"

Echeggiava da ogni dove ed inventarono l'hashtag

#iorestoacasa.

Possibile che la situazione fosse così grave? Mai nessuno era arrivato a farci rinchiudere in casa… forse neanche la guerra.

Le strade si svuotarono senza fretta.

I soliti increduli e menefreghisti, gironzolavano incuranti del pericolo, sentendosi immuni da tutto, eppure, col passare dei giorni cambiò qualcosa.

Cominciò a serpeggiare la paura.

Una paura inquieta, indescrivibile, s'impossessò pian piano di tutti.

Chiusi nelle nostre case, attendevamo notizie dai TG e tutti ascoltavamo con attenzione confrontandoci sui social. Si usciva solo per necessità e i balconi divennero i nostri pulpiti e i nostri palcoscenici…

Da lassù si gridava ai trasgressori delle regole e ad orari convenuti, "ci s'incontrava" cantando insieme per qualche minuto d'allegria.

Tutti avevamo capito che i nostri angeli custodi avevano i volti di medici ed infermieri dall'aria preoccupata. Uomini in divisa che sorvegliavano la nostra sicurezza… commesse impaurite, alle casse dei supermercati... farmacisti attenti e pazienti, operatori ecologici e tanti altri che lavoravano in silenzio e che mai avevamo preso in considerazione perché tutto "ci era dovuto", quando le cose andavano bene.

E che fine avevano fatto i bambini che non scorrazzavano piú per le strade?

Segregati in casa, tra una corsa nei corridoi e un salto sul letto, i piccoli pasticciavano con mamme inquiete, costrette a mascherare la preoccupazione.

Studiavano, cantavano, ballavano, giocavano e disegnavano arcobaleni di speranza da appendere ai balconi…

Un arcobaleno colorerá il cielo è sará tutto nuovo, pulito… dicevano.

Sí, andrá tutto bene ed un giorno ci sveglieremo e scopriremo di essere stati catapultati in una novella fiaba della "Bella addormentata".

-Un virus cattivo aveva rubato il fuso avvelenato e per un bel po' aveva seminato morte e distruzione, divertendosi con la nostra paura.

Unico piccolo scudo, un rettangolino di tessuto non tessuto, a proteggere la bocca…

Quella bocca che parla e sparla a dismisura da sempre…

Signore eleganti, arroganti ed altezzose, ma anche le piú semplici ed umili, non cercavano piú la nuance perfetta di rossetto, ma la mascherina piú efficace a proteggere il prezioso corpo.-

Passarono giorni e giorni…

aggrappati alle finestre ed ai balconi.

Stanchi, stremati e scoraggiati, stavamo attaccati alla TV ed alla rete, in attesa di notizie confortanti…

finchè un bel giorno ci svegliammo all'unisono, confusi ed intontiti in un mondo tutto nuovo, dove l'edera, aggrovigliandosi su ogni cosa, ci aveva bloccati nei nostri rifugi ed aveva sconfitto il virus che annoiato, era sparito per sempre.

Nel cielo azzurro, le rondini volteggiavano allegre in rondò senza fine annunciando una nuova Primavera.

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Siamo pronti a svegliarci da questo tormentato sonno.

Domani rinasceremo piú forti di prima e riassaporeremo allegri, il soave canto di Signora Primavera.

(©Anna M. Chiapparo)

 
Mercoledì, 18 Maggio 2016 08:08

Pranzo

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Tanti dei paesani che mi conoscono sia di persona come pure attraverso comunicazioni media sanno che a me piace mantenere contatto e amicizia con i paesani. Qui a Melbourne siamo in gran numero, anche se stiamo diventanto vecchi e piu' ristretti nei nostri movimenti. Certo che con l'eta' avanzata e con le malattie ne abbiamo persi tanti di quelli che erano nati in Acquaro. Io conosco la maggioranza dei paesani e cerco di mantenere contatto e amicizia con tutti.

Recentemente ne ho avuto il piacere di avere avuta l'opportunita' di andare a pranzo con due magnifiche signore paesane, Maria Caterina Giogha' e Nina Carnovale. Maria Caterina e' la moglie di (buonanima) Romolo Barilaro, Nina e' la figlia di Domenico Carnovale, soprannome in Acquaro (Vilata). Io conoscevo soltanto Maria Caterina perche' avendo sposato ad un paesano ci vedevamo di tanto in tanto a diverse funzioni. Con Nina non ci eravamo mai incontrati perche' lei avendo sposato a un non paesano non praticava i stessi luogi o funzioni. Con Nina abbiamo comunicato tramite email e al telefono.

Nei principi del mese di aprile siamo stati a pranzo assieme ad un ristorante italiano a Carlton. Abbiamo passato un paio d'ore assieme conversando maggiormente cose riguradanti al paese di Acquaro, abbiamo un po' parlato dei parenti che ancora si trovano in paese e di quelli che si trovano in altri posti in Italia o dove sia in Europa. Abbiamo parlato anche delle nostre famiglie e tante altre cosette. Piu' che altro siamo stati tutti e tre contenti del nostro incontro e delle nostre conversazioni e nello stesso tempo abbiamo rafforzata l'amicia.  E' stata una magnifica occasione.

Pietro Carnovale

 
Martedì, 22 Marzo 2016 21:33

Attimi

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Come farfalle tristi
Nell'ora del declino
Pietre annerite dal sole
Del primo mattino
Attimi rubati al tempo
Di quell'età vissuta
Tra gesti usuali
Di vita passata
E s'ode un canto
Che accarezza
le imposte e l'uscio varca
Poi lentamente scende
I gradini sconnessi
Tornerà messer silenzio
A regnare sovrano
Tra quelle antiche stanze
Che sanno di pianto

Anna M. Chiapparo

Foto dal web

https://www.facebook.com/RicordieRaccontidiCalabria/photos/a.446988438759221/461051000686298/?type=1&theater

 
Lunedì, 29 Settembre 2014 10:45

Primavera

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A Melbourne siamo gia' a primavera dal 1mo settembre ma ancora il tempo e' pazzarello, un giorno fa bello e gli altri quando vento, quando pioggia che non si puo' dare ancora fiducia. Oggi pero' ha fatto una bellissima giornata. A me piace tanto camminare e allora sono andato per una bella camminata. Normalmente cammino sulle tracce vicino ai giardini oppure lungo il fiume dove ci sono le tracce appunto per camminare, fare jogging, andare in bicicletta e tante persone portano il cane a camminare per fare esercizio. Quando io cammino ed e' bella giornata porto con me la macchinetta fotografica e faccio qualche foto. Oggi ne ho approfittato dell'occasione e ne ho fatto un paio. Ecco una.

 
Domenica, 04 Maggio 2014 17:19

I sogni sono come l'aquilone

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Puoi costruirlo semplice o elaborato, legarlo con filo di nylon o di seta, addobbarlo di code colorate, l'aquilone... ma quando prende il volo, appartiene al vento. Non sarà più tuo e quando cadrà giù stanco sarà così inebriato d'aria da voler per sempre tornare su, nel cielo, a giocare con le nubi. Così sono i sogni dell'uomo che volano alti alti, senza nessuna voglia di tornar giù rasoterra... (A)

 
Martedì, 08 Aprile 2014 11:52

Fe-li-ci-tà

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Fe-li-ci-tà....ecco, un puzzle da mille tessere, col tempo lo componi, se hai pazienza, ma questa parolina magica, molto spesso è difficile da comporre. A volte rimane spezzata nel tempo per sempre. Quattro sillabe che danzano con la vita e nella vita. Un giorno ne trovi un pezzo, poi, un altro, poi si mischiano, si rovesciano, si spezzano, si perdono, s'accavallano...molto difficile rimetterle nel verso giusto, e se a volte ci riesci, è spesso arduo mantenerle in riga una dietro l'altra. (A/C)

 
Martedì, 08 Aprile 2014 11:44

Estraniarsi

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Ogni tanto, quasi come una cura, dovremmo cercare di estraniarci da noi stessi. Non solo dagli altri che ci stanno accanto. Scuoterci come una tovaglia dalle briciole e piegarci in quattro senza far rumore. Non ascoltare più nulla... Chiudere il rubinetto delle lacrime, l'archivio dei ricordi, fare un reset dei pensieri e specialmente far tacere il cuore. L'unico che incessantemente s'ostina a parlare, parlare e parlare anche nel silenzio. Perdersi...anche solo per un attimo. Quell'attimo, forse farà la differenza nel caos della vita. (A)

 
Lunedì, 30 Settembre 2013 13:29

Pensieri ed aforismi

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Lunedì, 30 Settembre 2013 13:27

Pensieri ed aforismi

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Venerdì, 14 Giugno 2013 18:26

Pensieri

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Tra i molti difetti (e sono tanti) che il buon Dio mi ha dato, come è giusto che sia, perché nessuno può essere perfetto... quello che per fortuna non ho, è l'invidia. Posso arrabbiarmi per tante ingiustizie, per tante miserie umane, ma l'invidia, proprio non mi appartiene e lo ringrazio di questo dono. L'invidia oltre che peccato, la considero una malattia. La annovero tra i mali che affliggono il mondo e purtroppo c'è tanta gente che campa d'invidia e crepa di rabbia. E non c'è nulla di peggio delle persone che considerano invidiose altre, per nascondere il loro male. Le compatisco, perché appunto le considero malate, ma allo stesso tempo le esorterei a vivere serene, perché la vita è molto di più e c'è molto di più per cui affannarsi, piuttosto che stare a vedere le pagliuzze negli occhi del prossimo cercando di nascondere le travi che trafiggono i loro occhi e soprattutto i lori cuori pesanti. Il mondo per fortuna non gira attorno a noi ed è molto triste constatare che purtroppo esiste ancora e sempre esisterà.

 
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