Lunedì, 12 Marzo 2012 10:54

Quando l'oblio oscura la storia e offusca i ricordi Cimeli della guerra in stato di abbandono

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"Luogo della memoria è una unità significativa, d'ordine materiale o ideale, che la volontà degli uomini o il lavorio del tempo ha reso un elemento simbolico di una qualche comunità (…) Il luogo della memoria ha come scopo fornire al visitatore, al passante, il quadro autentico e concreto di un fatto storico. Rende visibile ciò che non lo è: la storia (…) e unisce in un unico campo due discipline: la storia appunto e la geografia". Questa è la definizione che dà dei luoghi della memoria lo storico francese Pierre Nora. Il luogo della memoria rende visibile la storia, la perpetua e ne tramanda le pagine, anche tragiche, tra le generazioni, affinché sappiano e, dove possibile, evitino gli stessi errori. Era forse questa l'idea che aveva Gaetano Corrado, cittadino onorario di Dasà che si adoperò per la realizzazione, nel paese natio del padre Giuseppe, di un parco della rimembranze mandamentale, a ricordo delle vittime della prima guerra mondiale dei centri di Arena, Acquaro, Dasà e Dinami, in un terreno appartenente alla propria famiglia e, successivamente, donato dai suoi eredi alla confraternita del "Rosario" di Dasà, con l'obbligo di mantenerlo aperto al pubblico. Nel parco Corrado fece arrivare 4 cannoni austriaci della Grande guerra e fece apporre delle lapidi commemorative sui tronchi di cinque grandi pini marittimi. Ci sono ancora i cannoni e ci sono pure gli alberi. Ma lo stato in cui versano è la chiara dimostrazione che il potere rievocativo della memoria non ha svolto bene il suo compito e che la storia, quella che avrebbe dovuto essere resa visibile, è stata, in realtà, cancellata e dimenticata. Per quanto riguarda i cannoni, infatti, della loro originaria possenza rimane poco o niente, essendo ridotti in uno stato di pressoché totale ferraglia arrugginita. La ruggine, infatti, la fa da padrona consumando poco a poco il ferro che, pure, deve aver resistito a tante battaglie, trovandosi costretto ad arrendersi all'ultima che ha dovuto combattere, quella contro l'incuria del tempo. Per non parlare, poi, delle ruote in legno su cui venivano spostati i cannoni, praticamente inesistenti, così come alcune delle parti che in origine componevano i residuati. Quanto ai pini, inoltre, che fanno bella mostra di se su quel terreno da più di un secolo, dominando possenti la vallata e rappresentando un rifugio contro la canicola estiva, anch'essi non se la passano tanto bene. Le lapidi non esistono più ed anche gli alberi riescono a stento a resistere al passare del tempo. Alcuni, infatti, negli anni sono caduti ed uno è attualmente a serio rischio, visto che il terreno sottostante risulta eroso e le radici sono allo scoperto. Quelli rimanenti, invece, qualche anno fa li si è riusciti a salvare in exstremis da un incendio che ha arso solo qualche ramo. Questa è la situazione attuale del parco. Una circostanza che molti cittadini, che hanno promosso anche una petizione per il ripristino del parco sul web, considerano sacrilega e bisognosa di urgente intervento. In gioco non c'è solo un sito, tra l'altro raro da trovare altrove, ma la memoria ed il ricordo di quanti caddero per dare ai posteri un paese libero e unito. In gioco c'è la storia, su cui non si può rimanere insensibili. 2/continua

Pubblicato su Calabria Ora

Del 25/02/2012

Letto 1485 volte Ultima modifica il Lunedì, 12 Marzo 2012 12:30

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