Postfazione di Giovanni Luzzi al libro "Calabria - Bagliori oltre la siepe" di Vincenzo Falcone

Vincenzo Falcone con questo suo lavoro, ci propone in maniera ampia, analitica e molto dettagliata il suo appassionato e significativo punto di vista sulla Regione Calabria. È un agevole excursus storico che va dal passato remoto -Unità d’Italia- al passato prossimo -Italia Repubblicana- ai giorni attuali. L’obiettivo dichiarato è quello di assegnare alla Regione, per il futuro, un ruolo di “reintegro” nel generale sistema di sviluppo Italia, rompendo quelle visioni che collocano il Sud come una questione a sé stante. Il pregio assoluto di tutto il lavoro è rappresentato dal punto di vista privilegiato di cui Falcone gode. Formazione e competenze “europeiste” che si riflettono sia sul generale livello analitico nonché su quello propositivo. Questa “prospettiva” ci offre un’analisi svincolata da visioni relegate a vecchie, limitanti e compromesse interpretazioni. Una nuova lettura della “Questione Meridionale” all’interno di un fluido panorama europeista. Questo il merito che potrebbe, se formalizzato nel tempo, fare scuola. Gli spunti analitici e di riflessione colgono la problematicità della Regione Calabria in tutti i suoi aspetti osmotici: sia come macro-problematicità d’area a livello europeo, nazionale e del meridione, nonché tutte quelle micro-problematicità endemiche caratteristiche della regione. Guardare alla Calabria, ed al Sud in generale, in funzione di uno sviluppo nazionale, non solo economico, significa tracciare le linee guida in termini di strategia integrata, che tanto l’Europa invoca. Si assegna al Meridione, e nel caso specifico alla Calabria, un protagonismo d’interventi progressivi per la nascita propulsiva di una “nuova dinamica” di sviluppo. La peculiarità del lavoro si evidenzia per i dettagliati “rapporti” che legittimano le analisi condotte e per l’organico ventaglio di proposte frutto di un pragmatico piglio politico-amministrativo di ampio respiro che Falcone dimostra di possedere. Le proposte si articolano tutte all’interno di un quadro di riferimento endogeno allo sviluppo, in amalgama con una programmazione di politica d’intervento nazionale rispettosa di quei principi guida d’interventi comunitari. Tra le innumerevoli proposte (Logistica integrata, Energia ed ambiente, Settore Pubblico in particolare: Sanità, Giustizia e Legalità, Scuola e Formazione, Turismo e territorio, Risorse naturali e paesaggistiche, Piccole e medie imprese, Agricoltura e benessere, Emigrazione ed inclusione sociale) due sono quelle particolarmente rilevanti che meglio, a parere mio, si legittimano nel degradato contesto. La prima, -macrovisione-, è quella della creazione di un Fondo di solidarietà e coesione tra tutte le regioni che possa garantire una coesione socio economica “minimale” tra le stesse, andando ad incidere sulle gravi differenze nei ritmi di sviluppo. Tale organismo (con modalità e criteri da definire), dovrebbe essere istituito con l’apporto sinergico di Regioni, Stato e Unione Europea ed avrebbe la funzione di orientamento, guida e programmazione degl’interventi per allineare -rendere più omogeneo- lo sviluppo nel rispetto dei principi comunitari. Un siffatto organismo con tale finalità, avrebbe il vantaggio di “togliere” ad ogni regione “l’esclusività politica” d’indirizzo delle linee d’intervento per raccordarle con quelle delle altre regioni all’interno di una logica di crescita generale, studiate e misurate, via via, secondo prefissati criteri di flessibilità. Si potrebbe, a tal proposito, aprire un approfondito e costruttivo confronto, non solo a livello nazionale ma anche a livello comunitario a cui, sicuramente, il nostro autore potrà offrire un sicuro ed assai valido contributo. Il secondo rilevante, raccomandato suggerimento -microvisione-, è il Patto con i sindacati e la Programmazione d’area come strumenti d’indirizzo e coordinamento specifici degl’interventi a cui tutti gli enti pubblici territoriali o a partecipazione pubblica e le parti sociali interessate possono contribuire a determinare e gestire in maniera trasparente e coordinata, per una politica d’intervento sul micro-territorio rafforzando quei principi di gestione della democrazia diretta e partecipata, tanto invocata. Dando sempre un pragmatico senso anche a questa proposta, un aperto e generale confronto promosso dalle rappresentanze sindacali regionali sarebbe quantomeno opportuno. Il pregio singolare dell’opera è che tutte le analisi e le proposte fatte a qualsiasi livello, sono da Falcone delineate sotto l’egida di una formativa coscienza civica, convergendo sempre verso la salvaguardia del bene comune, che mirano anche “ad attivare strumenti di ‘pedagogia sociale’ in grado di promuovere la conoscenza, l’etica, il rispetto delle regole…”. Concettualizzazioni come: coscienza politica di prossimità; codice etico; principii di solidarietà; reciprocità; sussidiarietà, trasparenza, partecipazione, sono antitetici ad una concezione della politica posta come strumento di gestione del potere da parte di gruppi che si organizzano solo a tal fine e che si preoccupano solo d’avere una legittimazione formale. Mi sia concesso dire che in tutto il lavoro, traspare un appassionato ed accorato sentimento di “amorevole sdegno” per lo scempio sinora perpetrato ai danni della regione e di “amorevole impegno” per le generazioni future -in primis nel titolo-, che saranno chiamate “a promuovere la conoscenza, l’etica, il rispetto delle regole e di comprendere l’importanza imprescindibile dei valori comuni”. Sulla scia di consolidati orientamenti, il lavoro di Vincenzo Falcone ci dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che in quei territori che pongono drammatiche emergenze socio-economiche si presentano maggiori opportunità che se coerentemente indirizzate e guidate in adeguate strategie di medio e lungo termine, sono un volano per lo sviluppo. L’augurio è che il testo possa alimentare dibattito e confronto al fine di addivenire ad una definita e consapevole presa in carico delle problematiche della Regione Calabria sotto i riflettori attenti dell’UE e non solo (ONU-Banca Mondiale-OCSE-BEI) che, date le “poderose pregnanze”, non sono più procrastinabili. Questo testo potrebbe essere un sicuro vademecum di orientamento per coloro (Enti pubblici e privati/ Rappresentanze sindacali dei lavoratori e datoriali/Partiti politici/ Banche e loro organismi/Società civile e religiosa/Mondo della cultura in generale e dell’Università e della ricerca in particolare/ non da ultimo “semplici” cittadini) che responsabilmente, intendono l’operare al servizio della generale crescita morale, civile e materiale come una indispensabile precondizione. Questo l’auspicio che l’accompagna! Chi ha orecchie, intenda!

Giovanni Luzzi

Informazioni sul libro  Informazioni sul libro

Titolo: Calabria "Bagliori oltre la siepe"
Autore: Vincenzo Falcone
Editore: Città del Sole Edizioni
Prezzo: 24,00 €