Pana e alìvi

Autore  Autore

Nando Scarmozzino
L'Autore Nando Scarmozzino (Acquaro, 1951) è laureato in Lettere Classiche (Università di Messina). Ha scritto un volume di poesie (Il cielo, il mare, l'amore), premiato a Pompei nel corso di un concorso letterario. E' autore di diversi articoli di critica letteraria apparsi su Rivista Rosminiana del Centro Internazionale di Studi Rosminiani di Stresa (VB). Ha scritto, insieme ad Umberto Muratore, il libro Acquaro nella storia e nella tradizione, premiato dal Sottosegretariato di Stato alla Cultura. Nel 2011 ha scritto il volume Soriano dalle rovine alla rinascita. E' giornalista pubblicista. In passato ha collaborato con Gazzetta del Sud. Attualmente collabora con Il Quotidiano della Calabria. Si interessa al recupero del patrimonio storico-culturale del suo paese, e non solo.

Artista  Artista

Peppino Luzzi
L'Artista Peppino Luzzi (Acquaro, 1931) vive nella casa-museo di via S. Rocco. Penultimo di otto figli (cinque femmine e tre maschi) impara l'arte di falegname dal padre Vincenzo. E per circa 60 anni lavora come falegname "comune". All'età di 75 anni esplode in lui l'estro, la fantasia. Ha realizzato di tutto e di più, da "U Parcu" alle botti, a "i panara", a "i piruaci", al palmento di una volta, a "u strittuariu", al carro agricolo trainato da buoi, al calesse etc. Con la stessa abilità lavora anche il ferro.

Introduzione  Introduzione

Spesso guardo al passato e in esso mi smarrisco. Dov'è il dialetto? Dove, evidentemente, per passato voglio intendere tutto un mondo dialettale che sta precipitando nell'oblio. Far rivivere il nostro idioma dialettale, pertanto, è diventato per me un imperativo. Il dialetto è essenziale, efficace, spontaneo, immediato, non mediato, ellittico, senza fronzoli. Nel dialetto c'è la nostra tradizione, gli usi e i costumi della nostra gente, e delle comunità in generale. Ci sono le nostre radici, la nostra identità. Questi che propongo sono frammenti di civiltà linguistica, patrimonio della comunità acquarese. Voci arcaiche oramai desuete, che grazie alla collaborazione di Mastru Peppinu e di altri concittadini rivivono rievocando suoni, immagini, riflessioni, storia, memoria. Soprattutto appalesano un carico valoriale che non ha eguali. Il dialetto è, infatti, come uno scrigno che custodisce un valore inestimabile. Preliminarmente va detto che il recupero del nostro dialetto nel caso specifico è offerto mediante la "presentazione" di due opere d'arte, simbolo di archeologia industriale, realizzate dal nostro Mastru Peppinu, uniche nel loro genere, perciò testimonianza assai preziosa. Tuttavia, questo lavoro di recupero vuole significare l'effettuazione di un'operazione sulla "memoria" non solo di tipo storiografico e antropologico-culturale. Esso è di fondamentale importanza, pure, per potere valorizzare il nostro presente, che si impregna e s'alimenta nel passato. Il dialetto è, infatti, il legame che ci tiene avvinti ai nostri genitori ed ai nostri avi. Non è, dunque, un estraneo, ma è un mosaico le cui tessere sono nella nostra mente, facili da trovare perché sono parte di noi. Sono noi stessi. Il mio appello è: non perdiamoci nella selvaggia globalizzazione. Restiamo legati al dialetto, altrimenti verrebbero a mancare tanti valori ad esso connessi. Sia chiaro: il dialetto non può identificarsi con la nostalgia, con un cercare dentro un mondo perduto. Vale la pena di insistere: il dialetto è il sostrato più profondo di noi, privo di malinconia, di artificiosità; ricolmo, invece, di richiami. La nuova generazione paesana non ha una base linguistica nostrana ed è avvinta ad un linguaggio tecnologizzato, astratto, avulso dal contesto paesano-dialettale. L'iniziativa di scrivere un libro del genere è volta anche a far considerare seriamente a questa nuova generazione il valore del dialetto, che è l'anima di una collettività.
Un grazie particolare va al sindaco di Acquaro dott. Giuseppe Barilaro, per avere subito assecondato questo progetto con interesse e sensibilità grandi; alla Giunta e all'Amministrazione Comunale, per avere compreso la bontà del lavoro; a Mastru Peppinu, infine, per essersi reso disponibile, facendomi da guida in un mondo che mi ha fatto tornare bambino. L'auspicio è che questo libro possa servire da pungolo per conoscere e approfondire "la nostra lingua".

Nando Scarmozzino


Informazioni per l'acquisto  Informazioni per l'acquisto

Chiunque fosse interessato al libro può acquistarlo, al costo di 5 euro, presso la Pasticceria Iaconis, il Bar Italia, il Bar Carmelo e l'Alimentari Sangiuliano o rivolgersi direttamente all'autore Nando Scarmozzino o all'artigiano Mastro Peppino Luzzi. Coloro che si trovano lontani dal paese e non c'è chi per loro può acquistarlo possono contattare l'autore telefonicamente al numero 347 8653005.

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