Piergiovanni Salimbeni, nel '700, da quella picciola Terra di Limpidi

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Domenico Capano
Domenico Capano nato a Dasà (VV) il 22-08-1962, e ivi residente; domiciliano a Torino dal 2006. Diplomato all'ITIS di Vibo Valentia nel 1981 come perito industriale capotecnico. Nel 1981/82 ha frequentato il primo anno di Ingegneria all'UNICAL per poi trasferirsi a Roma ove, alternando il lavoro allo studio, nel 2003, ha conseguito presso l'Università LA SAPIENZA la Laurea in Ingegneria Elettronica indirizzo informatico (V.O.). Nel 2004 consegue all'Università di Roma l'abilitazione all'esercizio della professione d'ingegnere.
Accantonata, per un po', la laurea esordisce come autore di testi, passione rimasta da sempre nel cassetto, nel Dicembre del 2004 con un libro specialistico intitolato "E-Learning: un esperimento via su corsi di Informatica", 203 p., frutto di un lavoro d'insegnamento a distanza con studenti iscritti al primo anno d'ingegneria del Consorzio Nettuno. Il libro, pubblicato gratuitamente in formato digitale nel web ottiene un discreto successo con oltre 20.000 download. Il libro è stato scelto come testo di riferimento, presso la facoltà di Scienze Manageriali dell'Università di Chieti-Pescara nel corso Web content managment and e-learning, negli anni 2007/2008, 2008/2009.
Nel 2005 si trasferisce a Viterbo dove ha insegnato per un anno informatica nelle scuole professionali provinciali, oltre a frequentare un corso di formazione formatori in ambiente e-learning alla Talent School di Grosseto. Qui pubblica nel 2006 "Aggiornamento di alcuni segmenti della Formazione Professionale della Provincia di Viterbo attraverso implementazione della FaD con metodiche E-Learning e Blended Learning based
1. Analisi dei Fabbisogni del Settore della Formazione Professionale nella FaD
2. Ipotesi progettuali".
Nell'ottobre 2006 si trasferisce a lavorare a Torino, ove nel 2008 pubblica il libro per studenti degli istituti tecnici "Sistemi Combinatori and Mappe di Karnaugh" edizioni Lulu.com, 142 p.
È del marzo 2010 la pubblicazione di "Piergiovanni Salimbeni, nel '700, da quella picciola Terra di Limpidi" edizioni Lulu.com, 196 p., dopo oltre dieci mesi d'intense ricerche.
Attualmente vive e lavora a Torino, ma mantiene i rapporti con la sua comunità natia, sia attraverso il ritorno per le principali festività dell'anno, sia attraverso l'amministrazione del portale web "Altomesima Online".

Il libro  Il libro

Chi era veramente Piergiovanni Salimbeni? A tal fine si è posto l'accento oltre che sulle sue opere, sulle sue origini e sul contesto storico in cui egli visse e operò. Si inizia con la trattazione delle vicende dei protagonisti della vita politica del Regno di Napoli, dello "Stato di Arena" e dei suoi casali nel secolo XVIII, e nel prosieguo ci si muove su diversi piani avendo sempre come fulcro centrale l'uomo e il poeta. Sul piano della ricerca sono poi presenti importanti elementi di novità che testimoniano la rilevanza e la fama che il Salimbeni ebbe. Sono riprodotte nel testo le dieci ottave scritte di proprio conio e inserite dal poeta nella sua traduzione dell'Odissea, la versione integrale dello Scudo di Enea e il VII canto del "Rabbino". Il libro è un'opera duttile copiosa di notizie, curiosità e corredata da splendide immagini fotografiche e iconografiche. Ha un pregio ulteriore, ossia offrire ai lettori nuovi spunti per approfondire le indagini sull'eccentrico poeta.

Indice  Indice

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Presentazione  Presentazione

Presentare questo libro del caro amico Domenico ing. Capano, incentrato sulla figura di Pier Giovanni Salimbeni, costituisce per me motivo d'orgoglio e allo stesso tempo è un compito che mette soggezione per il timore di non riuscire a fornire al lettore un'informazione sufficientemente esaustiva.
Partendo dal suo sottotitolo "Ricerche su archivi in rete e riflessioni" si comprende che quest'opera non può essere soltanto il frutto di laboriose ricerche, presso Archivi di Stato o biblioteche pubbliche e private, di notizie raccolte consultando vecchi e polverosi volumi, interpretandone il contenuto o il senso e confrontando date non sempre collimanti, con il fine di aggiungere qualcosa di nuovo a quello che è già stato scritto sull'illustre personaggio.
Invero, nelle intenzioni dell'autore il libro si propone di contribuire, nella misura più attendibile ed esauriente possibile soprattutto attraverso ricerche e analisi effettuate su archivi in rete (come si può notare dalla poderosa webliografia e sitografia da egli consultata) a rispondere alla domanda: "Chi era veramente Piergiovanni Salimbeni".
Risponde, perciò, ad una logica non certo astrusa il fatto che la realizzazione di tale proponimento comportava la necessità di porre l'accento oltre che sulle opere del Salimbeni, sulle sue origini e sul contesto storico, sociale ed economico in cui egli visse e operò, compito non certo facile date le poche fonti a disposizione.
Non a caso quindi la composizione inizia con la trattazione delle vicende storiche con abbondanti dati e notizie sui principali protagonisti della vita politica del Regno di Napoli e dello "Stato di Arena" e dei suoi casali nel secolo XVIII, e nel prosieguo si muove su diversi piani avendo sempre come fulcro centrale l'uomo e il poeta Pier Giovanni Salimbeni.
Ecco così che seguono la biografia del poeta scritta dal Capialbi, riportata dal testo originale, le notizie sui personaggi contemporanei del Salimbeni tra cui Benedetto di Virgilio, il Marchese Bernardo Tanucci, il "suo Maestro" Domenico Cavallari da Garopoli, i temi delle sue opere maggiori, un breve saggio di Domenico Giofrè che si è ben cimentato nel raccontare del paese di Limpidi e dei suoi principali protagonisti nella storia, l'articolo scritto dall'autore in occasione dell'intitolazione della biblioteca comunale di Dasà al poeta, la narrazione dell'episodio cruciale per la sua vita del taglio della selva cedua in Aspromonte, le notizie sul medico e filosofo Nicola Calcaterra di Dasà suo contemporaneo, una breve trattazione sulla sua posizione d'insegnante presso il Real Collegio della Magna Grecia in Catanzaro, le notizie sulla vita e sulle opere del letterato e abate Orazio Lupis e del filosofo e letterato Tommaso Di Francia suo discepolo, un'attenta disquisizione sulla professione dei notai nello Stato di Arena (professione esercita dal Salimbeni per venticinque anni) e da ultimo l'elencazione delle sue opere esistenti nelle biblioteche.
Sul piano della ricerca sono poi presenti importanti elementi di novità che testimoniano la rilevanza e la fama che il Salimbeni ebbe nella sua epoca e in quella immediatamente successiva.
L'autore, inoltre, per far comprendere la capacità creativa, l'originalità e lo stile poetico e letterario del Salimbeni, ha ritenuto opportuno e utile riprodurre nel testo le dieci ottave scritte di proprio conio e inserite dal poeta nella sua traduzione, sempre in ottave, dell'Odissea di Omero, la versione integrale dello Scudo di Enea (cantata a tre voci) e il settimo canto del "Rabbino".
Orbene, complessivamente considerato, il lavoro in questione, pur nella sua apparente mancanza d'omogeneità, si rivela essere un'opera duttile, per nulla ermetica (per felice scelta dell'autore) anche per i lettori meno eruditi, copiosa di notizie, aneddoti e curiosità e corredata da splendide immagini fotografiche e iconografiche, oltre che avere l'ulteriore pregio di offrire agli interessati nuovi spunti per un approfondimento delle ricerche e delle indagini sul Salimbeni.
Quanto alla domanda: "Chi era veramente Piergiovanni Salimbeni", credo che, per trovare una risposta adeguata non si possa prescindere dall'episodio del taglio della selva cedua in Aspromonte, menzionato dal Capialbi, cui giustamente nel libro è dedicato un paragrafo.
In quell'occasione, infatti, svolgendo l'attività di tagliaboschi, quel figlio nato "nella picciola Terra di Limpidi" fu notato dai suoi compagni di lavoro per le sue facili doti nel verseggiare, e il suo talento colpì costoro a tal punto che non solo rimarcarono al padre la sua abilità, ma insistettero affinché quest'ultimo lo avviasse allo studio delle lettere. Salimbeni, quindi, fu mandato a scuola dal sacerdote D. Antonio Natolio di Dasà, indi per volere paterno si fece Notaio, professione assai lucrosa allora come adesso, per poi diventare un eccellente cultore e insegnante della letteratura classica e italiana e dare sfogo al suo talento componendo varie opere tra cui la maggiore e più nota è costituita dal poema "Il Rabbino ovvero li tremoti di Calabria".
Pier Giovanni Salimbeni, in definitiva, come chiaramente traspare nell'opera di Domenico Capano, fu uomo che nel suo tempo ebbe molta fortuna e riuscì ad elevare la propria condizione per le sue doti intellettuali che poté e seppe abilmente sfruttare; uomo, la cui vicenda personale è più che mai attuale e, mutatis mutandis può essere accostata a quella di un numero non esiguo di suoi odierni conterranei.

Francesco Racina


Articolo  Articolo di giornale

"Calabria Ora" del 01/04/2010


Informazioni per l'acquisto  Informazioni per l'acquisto

Il libro è in vendita online al seguente link:
Piergiovanni Salimbeni, nel '700, da quella picciola Terra di Limpidi

ISBN 978-1-4457-2028-9
Editore Lulu.com
Copyright ©2010 Domenico Capano (Licenza standard di copyright)
Lingua Italiano
Paese Italia
Data di pubblicazione 9 marzo 2010

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