Cent’anni (o quasi) in Australia

Auguri a Ferdinando Luzza.

L'Ora della Calabria dell'11 Dicembre 2013

Sarà un giorno speciale, quello odierno, per Ferdinando Luzza, acquarese emigrato in Australia che oggi, in quel di Melbourne, ad oltre 15mila km di distanza dal luogo che gli diede i natali, raggiunge l’ambito traguardo del secolo di vita.

Terzo di sei fratelli, Ferdinando fu uno dei pionieri dell’emigrazione nel continente nuovissimo, dove arrivò nel lontano 1932 a soli 19 anni in compagnia di altri due fratelli. Facendo quattro conti è semplice dedurre che si trova lì da 81 anni e, altro record, in tutti questi oltre 8 lustri è ritornato in Calabria per la prima ed unica volta nel 1994, rimanendovi una quindicina di giorni dopo 62 anni di vita vissuta in un mondo diverso per lingua, cultura, usi ed abitudini. A Melbourne Ferdinando si è infatti ambientato benissimo e, superata una specie di crisi mistica avuta in gioventù, quando aveva manifestato l’intenzione di farsi monaco, ha lavorato come addetto alle ferrovie e costruito una bella famiglia, essendosi sposato con un’altra calabrese, Maria Rosa, originaria di Serrata, che gli è stata a fianco sino alla morte, sopraggiunta un paio d’anni fa, dandogli tre figli i quali, coadiuvati dai nipoti, lo assistono nelle necessità che si presentano quotidianamente. Ferdinando, infatti, oltre ai fisiologici acciacchi d’età, è cieco da qualche anno, anche se questo handicap non sembra aver precluso la sua voglia di vivere nella quasi normalità, affidandosi ai servizi sociali australiani i cui addetti lo accompagnano a fare delle lunghe passeggiate per la città ogni volta che ne ha voglia. Il neo centenario, poi, non ha mai tagliato i ponti con i parenti in Italia, mantenendo costanti contatti epistolari e telefonici con il fratello Vincenzo, che vive a Vibo, ed i tanti nipoti che lo descrivono come una persona ancora perfettamente lucida ed in grado di intrattenere anche lunghe conversazioni. Ed in questo giorno così speciale, i parenti italiani si stringeranno idealmente a lui ed ai suoi figli e nipoti nella meritata festa che questi ultimi gli hanno preparato per dare degna solennità ad un evento divenuto ormai raro. Ancor di più se si verifica a migliaia di chilometri di distanza da luogo dove, nello scorso millennio, il lungo percorso di vita è iniziato. Happy birthday to you, Ferdinando, per altri 100 di questi giorni.

Valerio Colaci

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