Gli studenti bloccano il bus di linea

La manifestazione di Acquaro sembra destinata ad allargarsi.

Il Quotidiano del 2 Febbraio 2014

Gli studenti bloccano il pullman di linea. Gli aumenti del servizio di trasporto attuati dalla Regione Calabria hanno scatenato la rivolta degli studenti che da qualche giorno sono scesi in piazza per protestare.

Dopo la manifestazione davanti alla Prefettura e al palazzo della Provincia di venerdì scorso alla quale hanno preso parte tutti gli studenti che frequentano le scuole superiori di Vibo Valentia, ieri gli studenti acquaresi hanno bloccato il pullman di linea. «Questo è il terzo aumento dei biglietti che ci viene imposto dall’inizio dell’anno - sostengono con indignazione gli studenti - e ciò non è più tollerabile». Dai 55 euro si è passati in pratica prima ai 64 e, da ieri, a 71. E non è detto che questa cifra non possa essere aumentata nei prossimi mesi.
Ma non sarebbe finita qui. Infatti da quanto sostengono gli studenti «siamo già stati informati che a breve ci sarebbe un ulteriore aumento». Una bella stangata che in un periodo di crisi come questo si va ad aggiungere agli aumenti di tasse e quant’altro. Ad aver la peggio comunque sono soprattutto quei genitori che hanno più di un figlio che viaggia con il trasporto pubblico, non di meno per i residenti nella frazione Piani (che dista da Acquaro centro circa sei chilometri) che non sono serviti dal trasporto di linea e quindi oltre all’abbonamento del pullman sono costretti a pagare un ulteriore abbonamento (di 30 euro) per il servizio navetta.
«Da domani mattina nessuno di noi metterà piede sul pullman fino a quando non verrà risolta la situazione - hanno gridato a gran voce gli studenti. - Ci accontentiamo di arrivare a scuola a passaggi piuttosto che prendere il pullman di linea dove - hanno inoltre sottolineato - spesso e volentieri ci ritroviamo a dover viaggiare in piedi perché siamo in più rispetto ai posti disponibili».
E se il sacrificio di viaggiare in piedi è stato bene o male accettato, quest’ultimo aumento del ticket invece ha fatto scattare la protesta che è stata annunciata ad oltranza. Sul posto è prontamente giunta una pattuglia delle forze dell’ordine di Serra San Bruno che dopo aver ascoltato le dichiarazioni degli studenti hanno proceduto con la loro identificazione individuale.
Dal canto loro, gli studenti acquaresi si sono dati appuntamento già per domani mattina al fine di programmare, insieme con i loro genitori, un incontro con la ditta di trasporto e con l’assessorato regionale ai trasporti. I ragazzi che frequentano gli istituti scolastici di Vibo Valentia, nonostante il disagio di svegliarsi presto per poter essere puntuali a scuola e il rientro poi nei propri paesi alle tre del pomeriggio, compromettendo seriamente anche il rendimento scolastico degli stessi, chiedono un cambio degli orari di partenza e di arrivo, comunque plausibile ed auspicabile, ma chiedono che quantomeno a questo scempio non vi si associ un inspiegabile aumento delle tariffe.
Ma da soli, e i ragazzi lo sanno, la protesta potrebbe ben presto esaurirsi. C’è bisogno anche di figure politiche a loro sostegno. Ed è per questo motivo che gli stessi prenderanno contatto con il primo cittadino di Acquaro, Giuseppe Barilaro al quale chiederanno di appoggiarli nella loro “battaglia” che «speriamo finisca con un lieto fine. Una battaglia di civiltà e di giustizia - hanno concluso gli interessati - che deve vedere l’adesione di quanti più soggetti possibili. Non si può pregiudicare un diritto fondamentale come quello dello studio solo per far quadrare i bilanci. I soldi, la Regione, li recuperi altrove, ma non dal settore del trasporto pubblico». E proprio con lo scopo di allargare il più possibile il fronte della protesta, il gruppo di studenti acquaresi ha deciso di creare anche un gruppo sul noto social network Facebook.

Giuseppe Parrucci

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