Il caso Ceravolo a “I fatti vostri”

 

L'Ora della Calabria del 21 Gennaio 2014

Continua Martino Ceravolo, papà del povero Filippo, ucciso da innocente il 25 ottobre di due anni fa, nell’opera volta a tenere accesi i riflettori sul caso che, involontariamente ed irrimediabilmente, ha reso protagonista di una triste storia l’intera sua famiglia.

Quest’oggi, infatti, racconterà nuovamente la sua storia all’Italia intera, ospite, insieme al proprio avvocato, Maria Rosa Turcaloro, nel salotto della trasmissione di Rai due “I fatti vostri”, in onda a partire da mezzogiorno e condotta da Giancarlo Magalli. Da lì, al cospetto di milioni di telespettatori, Martino continuerà ad urlare al mondo l’innocenza del suo Filippo, stroncato a colpi di pallettoni per essersi trovato a bordo dell’auto di un compaesano cui aveva chiesto un passaggio dalla vicina Pizzoni, dove si era recato accompagnato dalla madre per trascorrere del tempo insieme alla fidanzata Ivana. Proverà, quindi, Martino, ad utilizzare la cassa di risonanza dei media nazionali per gridare ancora più forte il suo desiderio di giustizia che, tiene a specificare lo stesso, non è vendetta ma voglia di «vedere gli assassini di mio figlio in galera, di modo che il suo sacrificio non sia stato inutile e che altri debbano fare la sua stessa fine. Coadiuvato dal suo legale, parlerà di Filippo, evidenziando le doti di cui egli era portatore. Quelle doti di grande lavoratore che lo vedevano alzarsi ogni mattina presto per andare a girare i mercati e le fiere di tutta la Calabria per aiutare il padre a portare a casa il pane. E, poi, cercherà di sponsorizzare quello che, a questo punto, è divenuto un altro suo sogno e che, se vogliamo gli era stato anche promesso da una delle tante personalità politiche che gli avevano portato la loro solidarietà nell’immediato: la nascita di una fondazione che porti il nome di Filippo Ceravolo e che si impegni in periodiche iniziative contro la barbarie mafiosa. Di questo, ed altro, parlerà oggi Martino Ceravolo, cercando di sensibilizzare i giovani a seguire l’esempio di bravo ragazzo che era Filippo, abbandonando le cattive strade che non portano a niente di buono. Racconterà i “fatti suoi”, quei fatti che nessun padre di famiglia vorrebbe raccontare, perché nessun padre di famiglia vorrebbe mai che tali fatti gli fossero capitati. Ma a lui, alla sua famiglia, è accaduto. Ed allora, per evitare che si ripeta e per ottenere giustizia, è giusto che se ne parli. Per tutti quei Filippo che, in futuro, si spera siano solo degli anonimi ragazzi che coltivano i loro sogni.

Valerio Colaci

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