Se studiare diventa un lusso…

Acquaro, la lettera di un’alunna contro il rincaro dei trasporti pubblici.

L'Ora della Calabria del 6 Febbraio 2014

Nuovi sviluppi nella protesta degli studenti pendolari acquaresi che, da giorni in agitazione per il rincaro sproporzionato ed inopportuno delle tariffe di viaggio, questa mattina alle 12 saranno accolti in delegazione insieme ai genitori a Catanzaro dall’assessore regionale al ramo Luigi Fedele, in un incontro promosso dal sindaco Giuseppe Barilaro, presente insieme al consigliere regionale Gaetano Bruni.

Attendendo gli esiti dell’appuntamento, vi proponiamo la lettera appello di Maria Maiolo, studentessa di 15 anni che esprime le sue preoccupazioni sul diritto allo studio, vituperato da scelte prese senza considerare i reali bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie. Un diritto che, garantito dalla dichiarazione universale dell’Onu, «viene messo da parte, dati i pesanti problemi oberanti sulle famiglie che non riescono più a mantenere i propri figli a scuola». Non ha torti Maria, e, perciò ha deciso di manifestare il proprio «disappunto, per cercare ascolto sia da chi, come me, non riesce più a pagare le spese per la scuola, sia da chi, in qualche modo, può aiutarci in una situazione ormai insostenibile». E cade a pennello, la lettera di Maria, che descrive le difficoltà affrontate dagli studenti pendolari: «Alzarsi alle sei; fare a gara per un posto sull’autobus e non rimanere in piedi fino a destinazione; tornare a casa alle 15 e studiare, a volte, anche fino a notte fonda». Difficoltà note a tutti i pendolari, che, però, mai si sono lamentati. Tuttavia, «da qualche mese, ormai, oltre che fisicamente su noi, lo sforzo di andare a scuola incide, profondamente, anche sui portafogli dei nostri genitori, che non riescono più a garantire l’istruzione ai propri figli». Descrivendo, poi, l’andamento dei rincari che, per quanto riguarda Acquaro, portano l’abbonamento mensile a quota 71 euro (più 30 per gli studenti della frazione Piani, per la navetta che li porta in paese), Maria non ha dubbi: «Studiare è diventato un lusso di pochi». Calandosi, indi, nell’esperienza quotidiana a scuola, descrive di «ragazzi che dopo aver pagato il biglietto del bus non avevano soldi per consumare un panino». Una dura realtà che porta a chiedersi e chiedere: «I diritti costituzionali sono stati scritti per essere applicati o per rimanere su carta? - ed ancora - Se la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, perché non ci si prodiga a garantire l’istruzione anche a chi non ha la possibilità? - e, se non bastasse - avete mai vissuto il disagio di voler studiare e non poterlo fare per motivi economici? - e, dulcis in fundo - da genitori, avete mai provato il disagio di non poter dare ai vostri figli ciò che desiderano?». I nostri genitori, conclude Maria, «spesso con un uno stipendio misero o assente del tutto ci garantiscono il futuro e realizzano i nostri sogni, che poi, alla fine, non sono altro che ciò che la Costituzione dovrebbe garantirci». Ed allora, «tu che hai coscienza e guidi il paese, dimmi: cosa devo fare per pagarmi da mangiare e per studiare?». Un’ultima domanda è nostra: da rappresentanti istituzionali, eletti dai cittadini per curare i loro bisogni, guardando al paese reale ed alle indagini che dicono che le famiglie calabresi sono tra le più povere, quando prendete tali ed altre decisioni, ma, a che pensate?

Valerio Colaci

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