Revocata l’ordinanza di sgombero

Era stata emessa per la frazione Limpidi dopo la frana del novembre 2010.

L'Ora della Calabria del 20 Febbraio 2014

E’ stata revocata, per una delle abitazioni che si trovavano vicino alla frana verificatasi nel novembre di 4 anni fa a Limpidi di Acquaro, l’ordinanza di sgombero emessa il 2 novembre del 2010.

Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, visto che quasi un lustro non è che sia proprio il massimo della celerità.
Lo stabile in questione, di proprietà di F. B., è adibito a bar, negozio di prodotti alimentari e diversi e l’ordinanza si era resa necessaria «a cagione - recita il nuovo atto - dell’inagibilità dello stesso in seguito a forti e continue piogge che hanno determinato frane e smottamenti nella data del 02/11/2010», eventi che avevano determinato anche lo sgombero di altre abitazioni poste nelle adiacenze, per revocare l’ordinanza del quale si sta attendendo la costruzione di un muro di contenimento della frana (i lavori sono già iniziati) che, in proporzioni minori, si è riverificata ad inizio mese. Tornando alla revoca citata, per arrivare ad essa è stato necessario che il proprietario presentasse apposita domanda al Comune, con relativa perizia tecnica giurata, ed eseguire, l’11 febbraio scorso, un nuovo sopralluogo dal quale si evincesse che «l’immobile interessato non risulta essere inagibile a seguito dell’evento alluvionale del 02/11/2010; l’immobile non è stato interessato direttamente da tale evento; l’immobile è a distanza di circa 60 metri dalla zona oggetto di frana del costone; gli eventi atmosferici che si sono abbattuti sul territorio negli anni passati e nei giorni scorsi non hanno generato situazioni di pericolo tali da creare preoccupazione per la pubblica incolumità». Dato atto di ciò, a distanza di 4 anni si può affermare finalmente che «l’immobile de quo non risulta inagibile né tantomeno interessato dai fenomeni franosi che si sono abbattuti sul territorio», motivo per cui si può giungere alla «revoca della precedente ordinanza».
Ci si passi la battuta. Meno male che Noè, ai tempi, c’aveva la colomba che, liberata dopo sette giorni di navigazione per controllare l’evolversi della situazione, tornò all’imbrunire con un ramoscello d’ulivo nel becco, segno che le acque si erano abbassate. Ci riprovò dopo altri sette giorni ed il volatile non tornò più, segno che aveva trovato la terra ferma e che la situazione era tornata alla normalità. Meno male, perché altrimenti, seguendo la metodica adottata da queste parti, a quest’ora, meschino, sarebbe ancora sull’arca.

Valerio Colaci

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