Accolto il ricorso della Ericsson

Antenna Umts, annullati i provvedimenti emessi dal Comune di Acquaro.

L'Ora della Calabria del 23 Febbraio 2014

Come era prevedibile dalla precedente ordinanza di accoglimento della sospensiva del Tar Calabria (173/2013 del 22 febbraio 2013), anche la tanto attesa sentenza sull’antenna Umts (stazione radio base) dello stesso tribunale sul relativo ricorso della “Ericsson Spa” ha dato ragione a quest’ultima.

Pubblicata venerdì, ma attesa dallo scorso 13 dicembre, data dell’udienza al Tar, la sentenza (315/2014), pone, così, fine all’annosa e rocambolesca vicenda che ha visto più volte l’amministrazione Barilaro tornare sui propri passi e che ha tenuto banco per mesi in paese, con la nascita, anche, del comitato civico “No antenna”, promotore di una raccolta firme contro l’installazione che, posta a poche centinaia di metri dal centro abitato e dalle scuole, veniva considerata dannosa per la salute umana.
Il tutto inizia con il provvedimento del 19 ottobre del 2011, con cui l’ufficio tecnico concede l’autorizzazione per la realizzazione del suddetto impianto in località “Angelieri” alla società di telecomunicazioni, condizionandone l’attivazione al rilascio dell’attestazione Arpacal di conformità del progetto alla legge. Attestazione che arriva il 15 novembre e viene trasmessa al comune, il quale, il 14 febbraio successivo, riceve comunicazione di avvio lavori e, il 23 marzo, di ultimazione degli stessi. Nel frattempo, probabilmente per via delle lamentele dei cittadini, il comune fa il primo passo indietro, revocando, il 30 marzo, l’autorizzazione precedentemente concessa, e intimando alla “Ericsson’’ di non intraprendere alcun lavoro. “Ericsson” che, perciò, ricorre una prima volta al Tar, il quale dichiara il «riscorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse», ossia, il suo esito, per quanto fosse potuto essere favorevole, non avrebbe comunque giovato alla società ricorrente, probabilmente perché l’opera era già stata posta in essere. Si arriva, così, al luglio successivo, e, nell’intento di riesaminare la legittimità della propria autorizzazione, l’ufficio tecnico la sospende per 2 mesi, prorogandone la sospensione per ulteriori 90 giorni al fine di predisporre un regolamento sulla materia (approvato ad agosto, con l’individuazione dell’area circostante il cimitero ove ubicare le antenne). Nuovo ricorso al Tar e nuova dichiarazione di «sopravvenuta carenza di interesse al ricorso», per decorrenza del termine finale di efficacia della sospensione e della sua proroga. Successivamente tuttavia, con determina 107 del 19 dicembre 2012 e ordinanza 1 del 7 gennaio 2013, sulla base del nuovo regolamento, l’ufficio tecnico dichiara, rispettivamente, la decadenza dell’autorizzazione e ordina la rimozione (entro 30 giorni) dell’antenna e delle opere connesse. Il 18 gennaio la “Ericsson” presenta il terzo ricorso in cui impugna tali atti chiedendone l’annullamento, previa sospensiva dell’efficacia dell’ordinanza di rimozione, concessa con il provvedimento del Tar del22 febbraio scorso. Quest’ultimo è confermato dalla nuova sentenza arrivata l’altro ieri, la quale, accogliendo il ricorso della “Ericsson”, annulla gli atti del comune per illegittimità (in quanto fondati su un regolamento che, giunto dopo la realizzazione dell’opera, non può avere efficacia retroattiva), ed obbliga quest’ultimo a rifondare le spese processuali (circa 2 mila euro più i circa 5 mila per il proprio legale).
Non una bella vicenda, se si aggiunge che circola voce che vi sia qualche proprietario intenzionato a rifarsi sull’ente per la perdita di valore del proprio terreno conseguente all’installazione dell’antenna. Ma questa è un’altra storia.

Valerio Colaci

Sentenza del 21 febbraio 2014     Ritaglio dell'articolo

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