Un incontro di contagiosa fraternità

Il gruppo “Amici di San Rocco” al ritiro spirituale a Capriati di Volturno.

Il Quotidiano del 27 Febbraio 2014

Vissuta un’esperienza di fede comunitaria indimenticabile.

Il gruppo “Amici di San Rocco” di Acquaro, guidato dal presidente Giuseppe Parrucci e dal padre spirituale don Rosario Lamari, parroco della comunità, al ritiro spirituale nazionale tenutosi a Capriati a Volturno (Caserta) domenica 23 febbraio 2014, dove partecipava per la prima volta (si è costituito da poco tempo), ha fatto il pieno di gioia e di fraternità, incontrandosi con gli altri gruppi provenienti da un po’ tutta la Penisola. L’incontro ha avuto inizio alle 8,30 in un’atmosfera contagiosa di fraternità, con l’accoglienza ai gruppi presso il Museo di San Rocco, seguito dall’emozionante e storico momento dell’inaugurazione della sala museale intitolata al mai dimenticato vescovo Pietro Farina. Come da tradizione, le lodi si sono tenute presso il santuario di San Rocco (ore 10,30) mentre la Santa Messa è stata celebrata alle ore 11 da Rocco Talucci, arcivescovo emerito di Brindisi-Ostuni, nella chiesa madre del paese.
La giornata è stata chiusa dalla processione con la venerata immagine e le sacre reliquie del pellegrino di Montpellier, che ad agosto prossimo saranno traslate proprio ad Acquaro. Intanto, Fratel Costantino, procuratore delle sacre reliquie, con il suo saluto ha riportato tutti “alla scuola di San Rocco” cercando «di farci capire ancora una volta - ha commentato Giuseppe Parrucci - il senso profondo che è dentro il rinnovarsi di questi incontri. Amici carissimi di San Rocco, pellegrini e devoti - ha esordito Fratel Costantino - siamo riuniti come da consuetudine ormai da 5 anni nella comunità di Capriati a Volturno dove, possiamo dire, San Rocco è di casa. In maniera particolare, poiché in questa domenica siamo riuniti nella casa del Signore, saluto e ringrazio l’amministratore apostolico della diocesi di Isernia-Venafro Salvatore Visco che loda e incoraggia i nostri in contri di spiritualità e fede nel nome del pellegrino di Montpellier.
Quindi, ha aggiunto: «Noi oggi ricordiamo e veneriamo San Rocco, che ci addita la figura di Cristo Gesù e ci insegna ad averlo sempre dinanzi ai nostri occhi e nel nostro cuore. Il Vangelo - ha insistito propone con forza l’incitamento alla carità, all’amore, alla donazione totale». Poi ha ricordato: «San Rocco aveva fatto proprio l’invito pressante di Gesù al servizio, ecco perché si fece piccolo, povero, pellegrino e pronto a vivere la carità verso i fratelli». Fratel Costantino non ha mancato, altresì, di richiamare all’attenzione «anche il nostro amatissimo vescovo Pietro Farina, che credendo nella nostra Associazione Europea Amici di San Rocco ci ha resi Chiesa con il decreto di riconoscimento firmato il 26 maggio 2013 e pensando al suo sorriso, alla sua dolcezza di padre e pastore, voglio io esortarvi come lui faceva con me nei nostri frequenti incontri raccomandandomi di non mollare mai e di andare avanti con coraggio, imitando San Rocco nell’affascinante sequela della carità cristiana e nella genuina devozione popolare. Tutti noi amici e devoti di San Rocco dobbiamo raccogliere questo insegnamento ed essere in famiglia, nel posto di lavoro o di studio, nella Chiesa e nella società portatori di amore e testimoni della Parola, donatori di speranza in uno stanco mondo che non ne ha più».

Nando Scarmozzino

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