La storia della statua di San Rocco

Il tema del nuovo libro dello scrittore e giornalista Nando Scarmozzino.

Il Quotidiano dell'8 Marzo 2014

La storia della statua di cartapesta, i particolari della nomina a Patrono, i riti antichi e maggiormente significativi, le richieste di intercessione esaudite.

Tutto questo è l’architrave su cui poggia il nuovo libro di Nando Scarmozzino, dottore in Lettere Classiche, giornalista, con la passione per le tradizioni popolari. In questo caso, però, vi è di più. In particolare, viene colmata una lacuna in qualche modo involontaria, tuttavia lasciata per troppo tempo senza soluzione: San Rocco è Patrono di Acquaro perché? Da quando è presente la statua nella chiesa parrocchiale? La risposta a questi quesiti i tanti fedeli di Acquaro legati al santo di Montpellier da una sorta di legame simbiotico, potranno trovarla nel libro che sta preparando Scarmozzino. Oltre ai documenti d’archivio, rinvenuti presso l’Archivio storico diocesano di Mileto e presso l’Archivio di Stato di Vibo, questi si avvale anche di testimonianze rese dai più anziani del posto. Al fine, poi, di rafforzare il messaggio di San Rocco nel territorio, e non solo, nella assoluta fedeltà alla Chiesa cattolica, l’autore ha lanciato giorni addietro un invito che punta a inserire nel libro le testimonianze di quanti si siano rivolti al Santo Patrono per ottenere la sua intercessione in situazioni difficili e di grande ambascia. Il libro, secondo quanto ha già espresso l’autore, sarà donato alla parrocchia di Acquaro. Quanto al finanziamento, un congruo contributo arriverà dalla Regione, esattamente dalla Presidenza del Consiglio Regionale, presieduta da Francesco Talarico, grazie anche alla “sponsorizzazione” da parte del consigliere Gaetano Ottavio Bruni, originario di Acquaro. Inoltre, il libro, finito di stampare, con ogni probabilità sarà al centro di un convegno che il neo costituito gruppo “Amici di San Rocco” ha in animo di organizzare nella circostanza della traslazione in paese della reliquia del corpo di San Rocco prevista il prossimo 18 agosto, per una settimana. In vista di questo evento, che sarà insieme religioso e storico, gli “Amici di San Rocco” del posto si stanno mobilitando da alcune settimane con iniziative tese a sensibilizzare la comunità, invitandola a vivere questa esperienza di fede e di spiritualità con il massimo della partecipazione. Intanto, la devozione verso il Santo Patrono, come viene dimostrato nel libro, ha avuto un continuum, che dura da circa tre secoli. In questo momento, poi, con maggiore vigore, sforzandosi, ogni giorno, gli “Amici di San Rocco” di essere “esempio per la comunità”, come in un recente incontro avvenuto nella chiesa parrocchiale, ha voluto richiamare benevolmente fratel Costantino De Bellis, custode delle reliquia del Santo pellegrino, che in quella occasione non ha mancato di ribadire: «Il devoto di San Rocco nella santità di vita riscopre l’autentica speranza nella pienezza della fede».

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