Il Tar dà ragione alla Ericsson: l’antenna resterà

Il circolo del Pd si scaglia contro il sindaco: «Regali dell’amministrazione».

Il Quotidiano del 10 Marzo 2014

Con la sentenza 315/2014 del 21 febbraio scorso, dopo quasi un anno, il Tar Calabria, accogliendo il ricorso della Ericsson Spa e dando torto al Comune di Acquaro "per illegittimità" degli atti prodotti, ha messo, per ora, fine alla vicenda.

Di conseguenza il locale circolo del Partito Democratico non ha esitato un attimo per scagliarsi contro il sindaco Giuseppe Barilaro per questi “regali dell’amministrazione” comunale. Pertanto attraverso manifestini affissi ieri in tutto il paese, gli iscritti al Circolo Pd di Acquaro, ripercorrono tutte le fasi inerenti l’installazione dell’antenna H3G in località Angelieri «a due passi dal paese» che a loro dire, dopo tale sentenza, «l’antenna resterà e con essa il rischio di ammalarci di cancro, più alto per i bambini delle scuole materna ed elementare, il cui edificio è vicino. Non lo diciamo noi - si legge ancora tra le righe del manifesto - ma l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha classificato le radiofrequenze dei campi elettromagnetici come «possibili cancerogeni per l’uomo» consigliando, in attesa di studi epidemiologici più approfonditi, di applicare il cosiddetto “principio di precauzione”, che nel nostro caso significa installare lontano dall’abitato tali impianti».
Come si ricorderà, la vicenda è stata esposta, dallo stesso circolo, a marzo dell’anno scorso in un manifesto dal titolo “L’imbrogliata matassa” perché secondo gli stessi «di questo si tratta. Una vicenda ingarbugliata con dietro interessi clientelari ed economici, che l’amministrazione ha gestito in modo tortuoso, con vari ripensamenti e senza nessuna logica ma col solo fine di tenersi buoni sia i favoriti che gli scontenti. Infatti, -sostengono ancora - la vicenda fin da subito suscita il clamore da parte dell’opinione pubblica tant’è che nasce un comitato civico cittadino con tanto di raccolta firme», anche se c’è da dire che la risposta da parte dei cittadini non sia stata così numerosa come gli stessi pdiellini evidenziano nel manifesto. «La petizione popolare, che si è conclusa alla fine del mese di luglio del 2013, ha portato alla raccolta di qualche centinaio di firme senza alcun sostegno da parte dell’amministrazione».
Al comitato avevano aderito «diversi cittadini che a vario titolo rappresentano interessi contrapposti ma che comunque convergono verso l’obiettivo principale della tutela della salute pubblica. Successivamente - spiegano nel ripercorrere le varie tappe della vicenda - anche l’amministrazione comunale decide di aderire al comitato (per il tramite del sindaco) condividendo con esso l’interesse verso la tutela della salute pubblica che però con l’autorizzazione dell’impianto, la stessa amministrazione aveva disconosciuto».
A questo punto, visto che la petizione non ha avuto una nutrita risposta “ci chiediamo, quindi, per quale motivo l’amministrazione abbia deciso di aderire al comitato se poi non ha contribuito affatto alla raccolta delle firme? - Si tratterebbe solamente di - una farsa, che però non fa ridere, ma riflettere».
Nel concludere il loro intervento evidenziano che «questa amministrazione, o meglio il sindaco che la capeggia, per motivi clientelari e favoritismi personali, ha messo il rischio la nostra salute, sprecato il nostro denaro ed esposto il Comune a possibili richieste di danno da parte dei proprietari dei terreni vicini all’antenna. Perché? O meglio per chi?». Vedremo nei prossimi giorni l’evolversi della vicenda o se il primo cittadino risponderà agli attacchi mossi nei suoi confronti.

Giuseppe Parrucci

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