File interminabili per una visita medica ed è di nuovo protesta

Acquaro, i cittadini lanciano l’ultimatum.

L'Ora della Calabria del 12 Marzo 2014

Quindici giorni al massimo, poi, se non si avranno risposte plausibili, riesploderà la protesta.

È quanto minacciato da alcuni cittadini di Acquaro, in prevalenza anziani, stanchi della serie di disagi che - da ben 6 mesi, cioè dalla morte prematura del dottore Giuseppe Crupi, medico di base del paese - sono costretti a vivere per via della mancata nomina del nuovo medico, che li costringe ad estenuanti file negli studi aperti ad Acquaro dagli altri medici del distretto, cui sono passati i libretti dei pazienti, o a doversi recare nei limitrofi paesi (Dasà, Arena, Dinami) ove questi prestano normalmente servizio. Questo dall’agosto scorso, da quando, cioè, l’improvvisa morte di Giuseppe Crupi gettò nel panico i pazienti, resisi poi protagonisti di una dura protesta, appoggiata in particolare dal locale Pd, che giunse fino all’occupazione per alcuni giorni del palazzo municipale, con un presidio che, protrattosi notte e giorno, impedì il normale funzionamento degli uffici per via dell’impossibilità dei dipendenti ad accedervi. La mobilitazione, inoltre, rischiando a tratti di degenerare, investì in pieno l’amministrazione ed il sindaco, rei, a detta dei manifestanti, di non essersi impegnati appieno per la risoluzione del problema o, fu detto, addirittura di aver condotto dei giochi politici.
Alla fine, in attesa dell’espletamento dell’iter per la dichiarazione di zona carente - pubblicata il 20 settembre, dopo l’accertamento del numero di abitanti necessario - e la designazione del nuovo medico (in primavera, si era detto), si giunse ad una soluzione provvisoria. In base al “compromesso” i 4 medici del distretto, Caterina Scarmozzino di Dasà, Gregorio Ciccone e Vincenzo Greco di Dinami, e Pino Sorbara di Arena, avrebbero aperto un loro studio ad Acquaro, ed in più, avendo gli ultimi due l’ambulatorio associato con quello di Domenico Scarmozzino, l’unico dottore di Acquaro attualmente, sarebbe stata garantita la continuità assistenziale in caso di assenza di uno dei tre. Una situazione, questa, che avrebbe dovuto essere momentanea e di rapida revisione, visto che, oltre a privare i paesi limitrofi della disponibilità del loro medico tutti i giorni, obera gli stessi dottori di base di lavoro, avendo essi una mole di pazienti - sebben nel limite dei 1500 previsti dalla legge per ciascuno di essi - quasi ingestibile, come qualcuno degli stessi avrebbe anche riferito in più occasioni, lamentandosene.
Da questa situazione deriva anche il malcontento dei residenti, aggravato dal fatto che avrebbero appurato che il medico sarebbe già stato individuato ma, per non meglio specificati motivi, avrebbe rifiutato l’incarico. Voce, questa, che non ha trovato conferme negli uffici preposti, dove, per via ufficiosa, è stato comunque possibile appurare che della pratica si starebbe occupando la dottoressa Maria Dolores Passante, già responsabile del distretto di Serra San Bruno, pratica che sarebbe a buon punto.
Si vedrà se è realmente così. Nel frattempo, in attesa di risposte ufficiali e concrete, gli acquaresi hanno dissotterrato l’ascia di guerra e rimangono in avamposto, minacciando azioni più eclatanti di quelle messe in campo lo scorso anno. E, visti i precedenti, si può stare sicuri che manterranno la promessa.

Valerio Colaci

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