L'ultimo saluto a don Gagliardi

Oggi i funerali.

L’Ora della Calabria del 28 Marzo 2014

Chiesa matrice colma, ieri pomeriggio ad Acquaro, dove la cittadinanza si è ritrovata per l’estremo saluto a don Peppino Gagliardi, parroco emerito alla guida della parrocchia per 50 anni, più altri 15 celebrando la messa mattutina da pensionato nella chiesetta di San Giuseppe, dove si era congedato dai fedeli martedì.

Alla presenza di almeno una ventina di sacerdoti e diaconi, il funerale è stato celebrato dal vescovo Luigi Renzo, che ha ricordato la figura del defunto parroco, morto serenamente a casa sua mercoledì mattina all’età di 91 anni, sottolineando il ruolo di un sacerdote durante la sua missione, al di là degli errori che, in quanto uomo, ha potuto commettere. «Il sacerdote - ha detto monsignor Renzo - è un “Alter Cristus”, ossia, Gesù presente tra noi come ministro della misericordia e della salvezza di Dio, chiamato a fare da tramite affinché, attraverso la confessione e l’eucarestia, l’amore di Dio entri nel cuore degli uomini, rimanendo in relazione intima con Cristo. Al contrario un prete non è unto ma untuoso, mira ad apparire, a mostrarsi e, dunque, alla popolarità. Don Peppino, nonostante i suoi difetti, era un prete unto, attraverso la cui missione insegnava che essere peccatori ci spinge ancora si più a cercare il signore. Per questo, e per tutto il bene che hai fatto per questa comunità, ti diciamo: grazie don Peppino». E, un «grazie a don Peppino, a nome di tutti», è giunto anche dal sindaco Giuseppe Barilaro che ha definito la giornata «altamente simbolica, perché viene meno una persona carismatica che ha saputo interpretare le aspettative e le ansie affidategli dalla comunità. Ha fatto parte di noi sancendo i momenti religiosi importanti di tutti, e tutti che abbiamo in casa almeno una foto, che sia di matrimonio, cresima, battesimo, comunione, di uno di tali momenti con lui. Attraverso queste immagini ed il messaggio e la testimonianza che ha lasciato, don Peppino rimarrà insieme a noi. Dobbiamo dargli merito di aver, portando avanti le scelte che ha ritenuto più giuste, contribuito alla crescita sociale, culturale e spirituale, trasferendoci l’esigenza della conservazione dei culti e dei riti religiosi dovuti a lui e cui siamo molto legati». Tra i tanti, lo abbiamo ricordato ieri, l’affrontata, avviata da don Peppino nel ’79 ed oggi una delle rappresentazioni religiose più sentite in paese. Un grosso applauso ha salutato l’uscita dalla chiesa del feretro, accompagnato da un corteo silenzioso nell’ultimo viaggio terreno verso la dimora eterna. Se ne va con lui in pezzo importante di mezzo secolo di storia acquarese.

Valerio Colaci

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