E dopo sette mesi il paese riavrà il suo medico di base

 

L’Ora della Calabria del 28 Marzo 2014

Finalmente, a sette mesi dalla dipartita del compianto dottore Pino Crupi, Acquaro avrà il suo medico di base.

È stata resa pubblica, difatti la “graduatoria di merito zona carente medico medicina generale”, adottata dal nuovo direttore dell’Asp Florindo Antoniozzi su proposta dell’ufficio cure primarie del distretto di Serra San Bruno, diretto da Maria Dolores Passante. Prima della lista risulta essere la dottoressa Graziella Colaci, originaria del luogo, con un punteggio di 80, la quale, però, viene indicata in delibera come “esclusa per precedente nomina”, così come Domenico La Serra, di Capistrano, che, però, risulta essere molto più avanti in classifica. A seguire la Colaci, con un punteggio di 78,4 è Franca Rottura, che vive ed opera ad Acquaro in guardia medica e che, dunque, accettando l’incarico, dovrebbe essere il nuovo medico di famiglia del centro montano, dove la stessa è molto conosciuta e stimata per la sua professionalità, per cui non dovrebbe aver problemi nel vedersi trasferire i libretti di assistenza. A lei gli auguri per l’avvio di una nuova brillante carriera. Ora spetta al direttore dell’Ufficio cure primarie, Maria Dolores Passante, adempiere tutti gli atti necessari affinché la nomina divenga effettiva. Si pone, così, fine ad una lunga e contrastata questione che aveva visto i cittadini, timorosi di rimanere senza assistenza sanitaria in loco, in protesta, lo scorso mese di settembre, allorquando, criticando l’amministrazione comunale per non essersi impegnata abbastanza nella vicenda, si erano barricati innanzi al palazzo municipale, impedendo il funzionamento degli uffici. Nei giorni scorsi, poi, constatando che l’iter per la nomina si stava protraendo per un tempo lunghissimo, gli stessi cittadini, che lamentavano disagi per via delle lunghe file cui erano costretti presso i nuovi medici (i 5 dell’ambito cui aveva dovuto trasferire i libretti, quattro dei quali in servizio prevalentemente nei centri limitrofi, per cui non sempre presenti in paese) avevano minacciato di riprendere la protesta qualora dall’Asp non avessero ricevuto notizie certe circa i tempi di chiusura della pratica. Notizie che arrivano oggi, per cui, ipotizziamo qualche giorno al massimo e la questione si può dire chiusa.

Valerio Colaci

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