Acquaro, stilata la graduatoria. Ma che fatica comprenderla…

 

L’Ora della Calabria del 30 Marzo 2014

Se venissero stilati con i dovuti criteri, gli atti pubblici, anche i non addetti sarebbero in grado di interpretarli correttamente, senza per forza dover entrare nel cervello di chi li ha predisposti per cercare di capire cosa effettivamente questi intendesse dire.

È il caso, ad esempio, della delibera con cui, nei giorni scorsi, l’Asp di Vibo ha approvato la graduatoria di merito per l’assegnazione del posto di medico vacante ad Acquaro in seguito alla prematura morte, sette mesi fa, del compianto Pino Crupi, riferendoci alla quale, giorni addietro, avevamo pubblicato un articolo su queste pagine. Secondo l’atto in questione, la medesima graduatoria è stata stilata tenendo conto di tre soli parametri: punteggio di ciascuno nella graduatoria regionale; residenza nella regione almeno da due anni antecedenti la scadenza per presentare domanda (20 punti), residenza nell’ambito carente almeno da due anni antecedenti la scadenza per presentare domanda (5 punti). Nessuna altra postilla che rimandasse ad ulteriori eventuali parametri di preferenza nella scelta tra i 59 in elenco. Per cui, chiunque avesse visto una simile lista di nomi con un punteggio accanto, avrebbe dedotto che in base a quel punteggio si sarebbe proceduto alla nomina. L’italiano molte volte è come la matematica: non è opinabile. Quindi, tolta la prima in graduatoria, indicata come “esclusa per precedente nomina”, la successiva e, dunque, avente diritto con 78,4 punti, era Franca Rottura, il cui ostacolo alla nomina era la sua accettazione, o meno, dell’incarico. E così avevamo scritto. E invece no, bisognava avere una fantasia talmente fulgida da immaginare che c’era un altro parametro da considerare: l’aver frequentato un corso triennale di specializzazione in medicina generale che sarebbe un titolo di preferenza per il 67% di quelli in lista che lo posseggono (come previsto dal contratto collettivo nazionale, che darebbe alle regioni un range tra il 60 e l’8o%), esaurita la quale percentuale, per rinuncia, il posto sarebbe andato alla prima in graduatoria. Nel dettaglio, con riferimento al caso ci sarebbero almeno tre aspetti controversi: essendo remunerato, non è frequentabile da quanti lavoravano, ad esempio in guardia medica, a meno di una loro rinuncia all’impiego: il punteggio che attribuisce sarebbe già incluso in quello che ha in graduatoria regionale chi lo ha frequentato, per cui sarebbe un titolo di preferenza doppio; i laureati in medicina e abilitati entro un certo anno, avrebbero il titolo di laurea equipollente a quello del corso in questione. Un mezzo casotto, insomma. Comunque sia, per chiarezza rispetto a quanto avevamo riportato precedentemente, in base a questo nuovo parametro, primo in graduatoria con possesso del corso è Ferdinando Lentini (di Rizziconi, con 73,9 punti), seguito da Antonio Pasqua (di Vibo, 67,2 punti), Anna Maria Sorace (Pizzo, 65,5), Marylena Profiti (Vibo, 65,2), Vincenzo Grenci (Serra, 65), Elisa Vitale (Vido, 64,6) ed altri 14 (il 67% dei ventuno possessori del corso triennale). Fatte salve altre eventuali sorprese, non da escludere, questa dovrebbe essere la situazione conclusiva. Non resta che attendere.

Valerio Colaci

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