«Subito rescisso il contratto con Sorical»

Il sindaco Giuseppe Barilaro, destinatario di una informazione di garanzia, ha già chiesto di essere ascoltato dai magistrati che indagano.

Gazzetta del Sud del 10 Aprile 2014

Il sindaco Giuseppe Barilaro, destinatario di una informazione di garanzia nell’ambito dell'inchiesta “Acqua sporca”, ho chiesto al suo legale di fiducia di depositare istanza al fine di essere volontariamente sentito dai giudici inquirenti per chiarire la posizione sua e dell’amministrazione comunale.

«D’altronde - ha dichiarato - come facilmente verificabile dagli atti amministrativi posti in essere, sin dal mio insediamento mi sono attivato, ed evidentemente avevo ragione, per disdire con procedura d’urgenza il contratto di fornitura dell’acqua potabile già esistente con la Sorical, in quanto ritenevo lo stesso assolutamente inadeguato a soddisfare le esigenze della mia comunità in materia di fornitura complessiva e di necessità di ammodernamento della rete di distribuzione, optando contestualmente per l’approvvigionamento diretto e autosufficiente dai pozzi d’acqua realizzati nel mio comune».
L’amministrazione capeggiata dal sindaco Barilaro si era insediata nel maggio 2010 e già ad agosto, a conferma di quanto sostenuto dal primo cittadino, il contratto con Sorical era stato rescisso. Barilaro coglie anche l’occasione per replicare al deputato nazionale Dalila Nesci (M5S) che definisce una «cacciatrice di visibilità a tutti i costi». A parere del primo cittadino di Acquaro, la parlamentare del M5S «ha perso la buona occasione per starsene zitta, intervenendo su una problematica nella quale tutti ci dovremmo ossequiosamente attenere fino in fondo alla regola del rispetto del lavoro della magistratura anziché tuffarci dentro per l’effimera gloria di qualche articolo in più sui giornali. D’altronde - prosegue Barilaro - non vi è vicenda o accadimento sul territorio regionale che non stuzzichi l’attenzione dell’on. Nesci, pronta quotidianamente a interrogare, interpellare, ammonire e stilare a suo insindacabile giudizio pagelle dei bravi e dei cattivi di turno».
Nel caso specifico, Barilaro sostiene che «la deputata “nominata” pentastellata meglio avrebbe fatto a organizzare un giro conoscitivo nei comuni coinvolti nella vicenda, per meglio comprendere dalla viva voce dei cittadini e soprattutto dei sindaci in prima linea i mille problemi che quotidianamente, e il più delle volte a mani nude, ma certo non rassegnati, si trovano ad affrontare. Meglio farebbe a candidarsi alle ormai prossime elezioni amministrative nella sua città d’origine, Tropea. Certo - sottolinea il sindaco - la paga sarebbe di gran lunga minore, ma l’onorevole in questione potrebbe ottenere due benefici effetti. Innanzitutto, comprenderebbe cosa significa confrontarsi con i cittadini per ottenere la loro fiducia e il loro consenso. E poi, se eletta, potrebbe iniziare a fare pratica di pubblica amministrazione, confrontandosi sul campo con il succedersi dei problemi anziché limitarsi alle semplici, ovvie e per lo più inutili e inconcludenti parole».

Francesca Onda

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