Tre comunità parrocchiali unite per ripercorrere la “Via Crucis”

 

L’Ora della Calabria dell'8 Aprile 2014

Per nulla intimoriti dalla fastidiosa pioggia che, domenica pomeriggio, ha cominciato a scendere giù non appena usciti dalla chiesa, centinaia sono stati i fedeli che hanno partecipato alla terza edizione della via crucis interparrocchiale tra le comunità religiose di Acquaro, Arena e Dasà, guidate dai don Saro Lamari, Pasquale Rosano e Cosma Raso.

Non ci si è, difatti, per nulla presi di panico e, aperti gli ombrelli, poco prima delle 17, si è percorso ugualmente il tragitto che, snodatosi per oltre un chilometro, dalla chiesa di San Nicola di Dasà ha condotto verso quella di Santa Maria de Latinis di Acquaro, lungo le quattordici stazioni che hanno simboleggiato le cadute di Gesù nel suo cammino verso il calvario. Come ogni anno, poi, protagonista una croce di legno, che i fedeli si sono alternati nel portare, tra due fiaccole che ardevano ai lati della stessa. Un’iniziativa che, organizzata ancora una volta con il contributo indispensabile dei giovani dei tre centri, quelli della Gioc (Gioventù operaia cristiana) in particolare, è divenuta ormai un appuntamento fisso che ogni anno vede invertirsi il percorso tra Acquaro e Dasà, visto che Arena, essendo un po’ più distante, risulta difficile da raggiungere. In questi casi, però, non sono i campanilismi a muovere le persone, bensì la fede ed il radicamento di un evento che è sempre più possibile annoverare tra le tradizioni pasquali di questo comprensorio. Non c’era, quest’anno, un tema predominante come nelle scorse edizioni, ma esclusivamente delle riflessioni sul vangelo, passi del quale sono stati letti in ognuna delle 14 stazioni, l’ultima delle quali, per via del maltempo, spostata in chiesa ad Acquaro, dove il corteo è giunto dopo circa due ore di cammino. Qui, a conclusione del tutto, don Pasquale Rosano, a nome dei tre parroci, ha esposto le sue considerazioni, dichiarandosi soddisfatto per la folta presenza di fedeli delle tre comunità, cui è andato il suo primo ringraziamento, seguito da quello ai giovani, che si sono impegnati per organizzare la manifestazione, e da quello verso i volontari di Prociv (sezione “Promoarena” di Dasà), che hanno garantito il mantenimento dell’ordine, «senza i quali non so come avremmo potuto fare». A riguardo, vi è da sottolineare una corale disapprovazione dei tre parroci verso il comportamento della Provincia di Vibo Valentia, la quale, pur avendo preteso il versamento di una somma di danaro per poter svolgere l’iniziativa lungo la strada provinciale, non ha, poi, inviato alcun servizio d’ordine, com’era stato garantito. Per diritto o per rovescio sulla gestione delle strade provinciali c’è sempre da stendere un tristissimo velo pietoso.

Valerio Colaci

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