Paventata chiusura dell’istituto alberghiero

Il sindaco Barilaro scrive a Mario Ciclosi.

Il Quotidiano dell'11 Giugno 2014

Il sindaco Barilaro scrive al commissario Ciclosi: «Mantenga l’istituto. Concediamo noi idonei locali».
A seguito di “allarmanti” notizie circa l’avvenuta notifica di preavviso di cessazione del contratto di locazione dei locali ospitanti l’Istituto Alberghiero, il primo cittadino Giuseppe Barilaro, ha inteso scrivere al commissario della Provincia Mario Ciclosi e al prefetto Giovanni Bruno per scongiurare la definitiva chiusura dell’istituto «in considerazione delle gravi ricadute per il territorio di riferimento».

Di conseguenza, come già manifestato altre volte, ha rimarcato la «disponibilità di questa Amministrazione a concedere in uso i locali della ex scuola materna, già disponibili e già oggetto di verifica da parte dei competenti uffici tecnici comunali e della Provincia. La malaugurata soppressione dell’Istituto - aggiunge ancora Barilaro condannerebbe infatti gli utenti del territorio e in particolare quelli provenienti dalle limitrofe aree montane che risultano essere congrua maggioranza nonché i numerosi studenti diversamente abili». La chiusura dell’istituto superiore di Acquaro infatti porterebbe a un inevitabile abbandono dei corsi di studio di gran parte dei giovani del comprensorio in quanto «costituiscono, allo stato, l’unico progetto di vita materializzabile in una realtà culturalmente e socialmente depressa come la nostra».
Barilaro mette inoltre in risalto le reiterate quanto discutibili decurtazioni di classi che ha subito l’istituto negli ultimi anni a causa della «assoluta insufficienza dei servizi pubblici di collegamento con i diversi centri del comprensorio, tanto da costringere in molti casi gli studenti a raggiungere la nostra sede con mezzi e modi di fortuna, con innegabili quanto evidenti disagi quotidiani per gli stessi e le rispettive famiglie». Sulla base di tali considerazioni l’amministrazione comunale si «sente in dovere di offrire il proprio contributo per evitare il definitivo affossamento dell’istituto e nello stesso tempo per rilanciarlo, comunque senza ulteriori aggravi di costi per le casse pubbliche e la Provincia in particolare».
La missiva di Barilaro, insomma, vuole essere anche un richiamo per dire che «un territorio deve essere tutelato anzitutto nella risorse che possiede, quando sia impossibile offrirne di nuove, e sempre promuovendo la dignità e la crescita dell’uomo e del cittadino». A tal proposito quindi, l’amministrazione comunale intende adoperarsi «con ogni strumento a disposizione, affinché la sede di Acquaro dell’Ipssar continui a produrre gli effetti della sua quotidiana opera di contatto e cura di adolescenti e giovani del territorio, offrendo loro una occasione irripetibile di crescita sociale e culturale».
Nel concludere la sua richiesta di mantenimento dell’istituto ad Acquaro Barilaro dichiara «la piena disponibilità ad offrire qualsivoglia atto, dato od elemento necessario al fine di una serena quanto oggettiva decisione e per scongiurare provvedimenti che produrrebbero effetti irreversibili». Effetti che malauguratamente penalizzerebbero famiglie, cittadini, onesti lavoratori e giovani del territorio, già pesantemente penalizzati e pertanto nella convinzione di dovere agire nei loro interessi Barilaro spera «di non dovere ad altro adire per tutelarne inderogabili diritti».

Giuseppe Parrucci

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