Una dirigente scolastica dalla grande umanità

Festa di commiato della preside Caterina Barilaro, da settembre in pensione.

Il Quotidiano del 26 Giugno 2014

Si è svolta nel salone della scuola primaria “Tedeschi” la festa di commiato della dirigente scolastica Caterina Barilaro. Una festa alla quale ha partecipato tutto il personale della scuola.

Bello e colorato l’ambiente, sentito il video proiettato su un grande schermo per fare un excursus sulla vita e le qualità della dirigente, toccanti le parole pronunciate da quanti sono intervenuti specialmente quelle della figlia Simona che ha messo in luce le caratteristiche che possono così essere riassunte: caparbietà e coraggio, dedizione e abnegazione, autorevolezza e sensibilità. Sembrerebbe strano ma tutti gli interventi hanno posto l’accento su una comune parola: umanità. È stato questo il leit motiv della serata, la parola chiave di tutti i discorsi. Un intermezzo augurale in musica con le parole scritte e cantate dal professore Cutruzzolà accompagnato da clarinetto, chitarra e pianoforte suonati dai docenti di strumento Angiò e Demartino e dal professore Demasi ha rallegrato la serata smorzando l’emozione degli intervenuti e la malinconia del saluto.
Caterina Barilaro ha iniziato la sua carriera all’età di 17 anni quando contemporaneamente si accingeva agli studi universitari. Dopo le supplenze nelle varie scuole materne, elementari, medie e superiori, nel 1980 diventa titolare presso la scuola media di Acquaro, suo paese natio, dove è rimasta per moltissimi anni operando sempre con passione, con amore e senza mai arrendersi alle difficoltà. Dopo essere stata vicepreside per alcuni anni, ha accettato il primo incarico di presidenza a Dinami e subito dopo a Nardodipace. Dopo qualche anno è divenuta dirigente scolastico e da Cardinale è stata trasferita ad Acquaro, rientrando così in quella scuola che aveva lasciato da docente. Da qualche anno è stata assegnata all’istituto serrese che «ha costituito un altro tassello per la mia formazione». Di conseguenza dal primo settembre saluterà definitivamente l’ambiente scolastico dove «ho cercato di dare l’esempio dedicando le mie giornate, lavorando con coraggio ma soprattutto con pazienza ed umiltà: dote questa necessaria per mettersi in condizione di ascoltare gli altri. La capacità di ascolto - ha evidenziato - penso sia stato il punto di forza del mio operato. Pertanto lascio il servizio con la consapevolezza di avere svolto il mio lavoro con passione civile e con rigore etico».

Giuseppe Parrucci

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