Una grande festa del popolo

Arrivate in paese le reliquie del patrono che resteranno esposte fino a lunedì.

Il Quotidiano del 19 Agosto 2014

Una grande festa popolare. Un evento solenne e storico.

Entusiasmo e gioia sono esplosi all’unisono da parte della comunità di Acquaro, ma non solo, riunitasi ieri sera in località Calvario per accogliere l’urna con i resti mortali di San Rocco di Montpellier, che è anche il Patrono di Acquaro, i cui festeggiamenti sono iniziati proprio in questi giorni. Commozione, anche, al suono della sirena della “gazzella” della polizia che ha scortato la preziosa urna con le reliquie.
Un ingresso trionfale, quello di San Rocco, come si conviene ad un “principe” della cristianità, ad uno dei santi più popolari sul suolo nazionale ed anche in Europa. Programmato dal gruppo locale “Amici di San Rocco” retto da Giuseppe Parrucci con il placet del custode e procuratore delle reliquie Fratel Costantino De Bellis, fondatore della più grande “Associazione Europea Amici di San Rocco” con sede a Roma, il momento tanto atteso, annunciato mesi addietro, è dunque realtà. Una bella realtà. «Un momento, un’occasione importanti per rinnovarsi», ha osservato don Pietro Carnevale, sostituto del parroco titolare don Rosario Lamari indisposto a causa di problemi di salute. In località Calvario, all’ingresso del centro abitato per chi proviene da Vibo Valentia- oltre ad una folla di fedeli, erano presenti il procuratore delle reliquie Fratel Costantino De Bellis, il sindaco del comune di Acquaro Giuseppe Barilaro («Questo è un evento di grande prestigio per il paese e di grande significato storico e religioso», dirà più tardi) insieme ad alcuni amministratori locali. Ma, soprattutto loro, gli “Amici di San Rocco”, gruppi di Acquaro e di San Costantino e di altri centri, giunti per condividere la gioia per questo servo di Dio.
Che ad Acquaro è divenuto punto di riferimento importantissimo da diversi secoli, a partire dal 1700 quanto fu eletto Patrono per volontà popolare a seguito dell”‘aiuto” ricevuto per superare il pericolo della peste che si era diffusa nel meridione a partire dal 1656. A ciò è dovuta, anche, la lunga serie di grazie ricevute per sua intercessione. E sulla vita singolare di Rocco di Montpellier si è molto soffermato durante l’omelia, nel corso della solenne messa celebrata nella chiesa matrice dove è stata deposta l’urna, don Pietro Carnevale. Il sacerdote non ha mancato di fare dei parallelismi con tra l’epoca in cui visse San Rocco ed i tempi attuali.
Richiamando l’attenzione della folla di fedeli assiepati in chiesa, ha altresì detto che «San Rocco è vero laico, essendo un santo del popolo. Impegniamoci come lui a perseguire la radicalità del Vangelo. San Rocco: uomo di preghiera. Oggi non preghiamo - ha ammonito - come dovremmo - come ha fatto San Rocco, che è esempio per tutti noi anche per l’attenzione verso il prossimo, per la carità verso i bisognosi».
Da ieri sera, alle 22, sono, intanto, iniziate le veglie di preghiera, protagonisti gli “Amici di San Rocco di Acquaro” guidati dal presidente Giuseppe Parrucci. Che nell’agenda della ancora breve vita dell’associazione (è nata a settembre 2013) può, adesso, aggiungere un altro importante capitolo. Ciò grazie anche alla benevolenza con cui Fratel Costantino segue i vari gruppi, dislocati in Italia ed in Europa.

Nando Scarmozzino

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