Tanti giorni di liturgie ma non mancano di certo gli spettacoli

 

Il Quotidiano del 22 Agosto 2014

Mentre proseguono in maniera intensa e partecipata le veglie di preghiera nella chiesa matrice, dove da lunedì sono esposte le reliquie del santo, oggi entrano nel vivo le celebrazioni in onore di San Rocco Patrono di Acquaro.

Riti e tradizioni, che restano immutati nel tempo richiamando ogni anno migliaia tra fedeli e pellegrini provenienti anche da fuori provincia. La presenza dell’urna reliquario di San Rocco di Montpellier rappresenta, poi, un valore e un impegno in più e sta rendendo la festività in onore del santo Patrono vissuta dai tanti fedeli con maggiore sentimento religioso. L’atmosfera è più che mai all’insegna della carità, dell’amicizia e della solidarietà, nel solco tracciato da San Rocco. Gran parte del merito di questa profonda religiosità che invade ogni rione del paese spetta senz’altro a Fratel Costantino De Bellis, custode delle reliquie nonché fondatore dell’Associazione Europea “Amici di San Rocco”, con sede a Roma, cui fanno riferimento tutti i gruppi che hanno messo radici in numerosi Comuni d’Italia, come ad Acquaro dove gli “Amici di San Rocco” guidati da Giuseppe Parrucci sono i curatori dei festeggiamenti in corso e dell’evento storico relativo all’arrivo delle reliquie.
Una festa di popolo che unisce momenti di preghiera e di riflessione significativi. E lo sarà certamente il tradizionale pellegrinaggio della Statua di San Rocco, che quest’anno si arricchisce con la processione anche delle reliquie, nella frazione Piani. Un “viaggio”, quello nella popolosa frazione, che evoca legami profondi con il Santo Patrono, al quale la popolazione agricola s’affida perennemente per i buoni raccolti. Altrettanto significativa è stata la celebrazione della messa in mezzo agli ammalati della casa di riposo “Mons. Francesco Luzzi”, presente, com’era ovvio, l’urna reliquario custodita da Fratel Costantino.
Un aspetto, quello della vicinanza agli ammalati, che da secoli continua a caratterizzare il rapporto tra la gente del posto e il proprio Patrono. Immancabili, poi, le emozioni anche domani quando è prevista una delle funzioni religiose più seguite e amate (non solo per i fuochi pirotecnici singolari alla fine delle litanie), vale a dire la processione al catafalco, lungo corso Umberto: un vero e proprio fine di gente al seguito della statua, giovani, anziani e bambini, emigrati, tutti compenetrati nella devozione verso il santo protettore al quale si ispirano nell’arco dell’anno intero.
Domenica, poi, il fulcro, con la ancora più solenne processione per le vie principali del paese.
Qui si registrano momenti di particolare commozione con l’“offerta’’ dei neonati, spogliati dei vestitini al cospetto della statua di San Rocco. Scene, che si ripetono da tempo immemorabile.
Sempre domenica, ma intorno a mezzogiorno, si consuma un altro rito, simbolico e devozionale: il rito delle vacche governate dal loro padrone, che portano al santo, in sosta sul sagrato della chiesa matrice, legate alle corna, corolle di pane. Che andranno puntualmente a ruba in mezzo ai tanti fedeli e curiosi che vi assistono.
Non mancano gli intrattenimenti, come l’esibizione del complesso musicale “Notte della Tarantella”, stasera, e de “il Giardino dei Semplici”, sabato, entrambi patrocinati dal Comune. Tuttavia, la presenza dell’urna reliquario (partenza il 25 agosto) di San Rocco, suggella ancor più convintamente il legame plurisecolare (il culto di San Rocco ad Acquaro affonda le sue radici verso la fine del 1600; la “vecchia” statua di cartapesta, custodita da qualche anno nella Casa parrocchiale, è menzionata in chiesa nel 1717) con il paese di Acquaro.
Un evento, che sarà ricordato a lungo e che sta “viaggiando” a ritmo incalzante sul web.

Nando Scarmozzino

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