Un paese in festa per San Rocco

Massiccia la partecipazione dei cittadini durante la manifestazione.

Il Quotidiano del 28 Agosto 2014

Da Acquaro, dove è rimasta nella chiesa matrice in esposizione per sette giorni, l'urna con le reliquie di San Rocco è partita per Caserta vecchia, attuale sede specifica in attesa dell'autorizzazione papale per il trasferimento a Roma, dove Fratel Costantino De Bellis, custode e procuratore dell'urna, ha fondato anni addietro la casa-madre degli "Amici di San Rocco", associazione che annovera al suo interno gli innumerevoli gruppi locali dislocati sul territorio nazionale ed in Europa.

Da Acquaro, dove è rimasta nella chiesa matrice in esposizione per sette giorni, l'urna con le reliquie di San Rocco è partita per Caserta vecchia, attuale sede specifica in attesa dell'autorizzazione papale per il trasferimento a Roma, dove Fratel Costantino De Bellis, custode e procuratore dell'urna, ha fondato anni addietro la casa-madre degli "Amici di San Rocco", associazione che annovera al suo interno gli innumerevoli gruppi locali dislocati sul territorio nazionale ed in Europa.
San Rocco, dunque, è stato qui, ad Acquaro, luogo che lo ha scelto come Patrono oltre tre secoli fa, a seguito del pericolo della peste del1656 che minacciò, forse causando morti, la popolazione del posto e quella di interi paesi del circondario. Proprio per questo motivo ci si sarebbe aspettata una presenza di pellegrini massiccia, che non c'è stata, da questi centri dove il culto verso il santo di Montpellier è praticato, sentito, radicato. Eppure un invito specifico era stato fatto arrivare per tempo alle parrocchie, e non solo, da parte degli "Amici di San Rocco di Acquaro", promotori insieme al parroco della comunità locale don Rosario Lamari dell'evento che è stato, comunque, storico, memorabile. Un'occasione perduta, per loro. Avrebbero potuto ammirare, venerare e invocare da vicino San Rocco in peregrinatio non solo per il territorio del Comune di Acquaro, bensì pure, a fronte della grazia che si effonde attraverso i suoi preziosi e salvifici resti mortali, per un vasto comprensorio in cui tanta sofferenza c'è, unitamente a un bisogno di riscatto morale e spirituale oltre che economico e sociale.
Che ci sia tanta necessità dei santi, oggi, sia dentro la chiesa che fuori nel mondo, lo ha detto molto chiaramente Frate! Costantino nelle parole pronunciate sul sagrato della chiesa matrice a conclusione della solenne processione per le vie del paese di Acquaro con la statua del Santo Patrono e, per la prima volta, con la sacra reliquia del femore di San Rocco.
I santi, dunque, "capaci di tradurre nell'oggi della chiesa e del mondo la vita e le opere di Cristo". I santi, "il cui volto diventi epifania di Dio, veri testimoni di Cristo e del suo Vangelo". Il procuratore e custode dell'urna reliquario ha, altresì, rilevato: «In un mondo che cambia, in un'epoca di indifferenza, sta sorgendo una nuova attenzione verso i santi, figure singolari nelle quali si incontra non una teoria e neanche semplicemente una morale ma un disegno di vita da narrare, da scoprire con lo studio, da raccontare con la devozione, da attuare con l'imitazione».
San Rocco è uno di questi, dall'alto della sua popolarità diffusa in mezzo mondo. E da Acquaro è ripartito «lo sprone - ha ancora affermato Fratel Costantino - a cambiare, a vivere santamente, ad essere fedeli a Cristo».
E' divenuta, così, un'occasione "speciale" quella andata in scena negli ultimi giorni ad Acquaro. Quanto speciale sia stata e quanto profondo sia stato il suo significato per la popolazione locale, tuttavia sarà il tempo a chiarirlo. Certamente ancora una volta è apparsa impressionante la partecipazione della gente del posto e degli emigrati, alle processioni, entrambe solenni, del sabato sera al catafalco e della domenica pomeriggio per le strade principali del centro abitato: San Rocco di Acquaro, per i richiami storici e devozionali, "toglie" letteralmente di casa i suoi abitanti.
Per la premura dimostrata nei sette giorni Fratel Costantino ha voluto ringraziare tutti, dalla gente al sindaco, al parroco (assente per malattia «Che ha voluto fortemente la presenza ad Acquaro delle reliquie»), a monsignor Rocco Scaturchio, che lo ha sostituito. In particolare, Fratel Costantino ha avuto parole di ringraziamento per il gruppo locale degli "Amici di San Rocco", che hanno anche, assai egregiamente, svolto il ruolo di comitato festa (quest'anno non costituitosi, non si sa bene per quale motivo o presunto problema). A tutti Fratel Costantino ha rivolto l'invito di essere a Roma il prossimo 25 ottobre «per il raduno europeo degli Amici di San Rocco». A chiarimento, infine, di qualche equivoco insorto durante la permanenza delle reliquie, ha dichiarato: «il denaro raccolto in questa occasione servirà per la mensa dei poveri che gestiamo a Roma, con la quale diamo a 250 poveri la possibilità ogni giorno di poter mangiare un pasto caldo, di vestirsi e di fare una doccia». Dal canto suo, Giuseppe Parrucci, presidente del gruppo locale "Amici di San Rocco", ha espresso, anche a nome dell'associazione, un vivo e sincero ringraziamento per il contributo che ancora una volta è stato dato dagli emigrati, oltre che dai residenti, per l'ottima riuscita della festa patronale.

Nando Scarmozzino

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