Un acquarese al congresso nazionale forense

Il giovane avvocato Cristian Scaramozzino è risultato con 55 voti il dodicesimo eletto su 19 delegati.

Il Quotidiano del 12 Settembre 2014

Un avvocato calabrese al Congresso nazionale forense di Venezia.

Si sono svolte presso tutti i consigli dell’Ordine degli avvocati le votazioni per eleggere i delegati che parteciperanno all’appuntamento che si terrà dal 9 all’11 ottobre prossimi.
Tra i rappresentanti del foro di Torino a sedere al congresso veneziano ci sarà un avvocato di origini calabresi (esattamente di Acquaro), Cristian Scaramozzino, che è risultato, con 55 voti, il dodicesimo eletto su 19 delegati. Un rilevante successo, dunque, soprattutto alla luce del fatto che - data l’importanza del Congresso di Venezia - la sfida elettorale si era dimostrata particolarmente accesa. L’avvocato Scaramozzino, non nuovo alle competizioni elettorali, ha comunque incassato la vittoria e porterà al Congresso Forense la voce degli Avvocati che lo hanno sostenuto ed eletto a Torino ma, siamo certi, non dimenticherà di volgere uno sguardo benevolo anche nei confronti della “Sua” Calabria. «Ho da poco iniziato ad occuparmi di politica forense - riferisce Scaramozzino - assieme agli amici dell’Associazione Nazionale Forense, una delle più importanti organizzazioni rappresentative dell’avvocatura a livello nazionale».
Dopo aver ringraziato il presidente dell’associazione, Mario Santoro, «che con il suo instancabile attivismo, ha reso possibile la massiccia partecipazione dei rappresentanti dell’Anf al congresso di Venezia», Scaramozzino ha sottolineato come «in un momento di crisi dell’avvocatura come quello attuale l’appuntamento di Venezia rivesta un’importanza epocale, anche perché è il primo dopo la riforma forense introdotta con la legge n. 247 del 2012».
Di conseguenza ha annunciato il suo impegno, assieme agli amici dell’Anf, «di portare al Congresso le istanze di quei colleghi che credono ancora nella possibilità di svolgere la professione di avvocato con lealtà, correttezza ed onestà, vecchi valori cui devono aggiungersi quelli di un’avvocatura moderna, dinamica ed al passo con gli sviluppi tecnologici (si pensi alla recente introduzione del processo telematico) ma che pongano sempre al centro di tutto l’essere umano, con le sue mille sfaccettature». Saranno dunque questi gli obiettivi centrali «che dovranno essere valorizzati quando al congresso si decideranno le sorti del nuovo eleggendo organismo unitario dell’avvocatura». Un pezzo di Calabria, dunque, anche al Congresso nazionale forense di Venezia, stavolta passando da Torino.

Giuseppe Parrucci

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