Ufficiale: Filippo fu vittima di mafia

Il decreto del Ministero che accoglie le istanze della famiglia Ceravolo.

Il Quotidiano del 9 Ottobre 2014

Filippo Ceravolo, il giovane 19enne ucciso per errore la sera del 25 ottobre di due anni fa, è stato riconosciuto vittima di Mafia.

Ad annunciarlo è stato il padre Martino, al quale è pervenuta l’attesa risposta dal Ministero dell’Interno, datata 2 settembre 2014, all’istanza inoltrata tra gennaio e febbraio 2014 per il tramite dell’avvocato Maria Rosaria Turcaloro. Martino Ceravolo ha voluto ringraziare Papa Francesco, che nel recente passato aveva raccolto il dolore degli affranti genitori dello sfortunato Filippo. E, subito dopo, «il prefetto di Vibo Valentia, Giovanni Bruno, nonché la vice prefetto Anna Colosimo, Rosanna Scopelliti, la popolazione di Soriano e dell’intera provincia di Vibo, ma non solo, anche gli studenti che hanno indetto a suo tempo una manifestazione di solidarietà e di condanna. Tutti quelli che si sono stretti a noi in questi due anni in cui la scomparsa di mio figlio ha lasciato un vuoto incolmabile in noi». Il riconoscimento di vittima di mafia era stato invocato da papà Martino che non aveva esitato mesi addietro ad inscenare una clamorosa protesta incatenandosi davanti alla Prefettura di Vibo. Come aveva fatto nell’immediatezza, ancora una volta oggi chiarisce che quell’azione «non era diretta contro il prefetto». Il suo ringraziamento, Martino, lo rivolge anche alle forze dell’ordine «che stanno lavorando giorno e notte per assicurare alla giustizia chi ha ucciso mio figlio e dare la punizione che merita».
Come certifica, oramai, la comunicazione del Ministero dell’Interno, il giovane Filippo è stato «attinto accidentalmente» quella maledetta sera del 25 ottobre 2012. Filippo si era recato nel vicino paese di Pizzoni per trovare la ragazza. Al ritorno, però, ha chiesto un passaggio a Domenico Tassone, 27enne di Soriano. I sicari, secondo gli investigatori, volevano colpire proprio lui ma, per un errore che alla fine si rivelò fatale, a morire fu proprio Filippo Ceravolo». Il genitore del 19enne vuole che sia fatta luce sull’omicidio del figlio e che gli inquirenti diano un nome e cognome a chi, quella maledetta sera, sparò senza accorgersi della sua presenza. «Non abbiamo paura di nessuno» va gridando tuttora questo padre straziato dal dolore, al pari della mamma e della sorella di Filippo. Il prossimo 25 ottobre, a due anni dall’uccisione, è in programma la celebrazione di una messa in suffragio di Filippo, cui faranno seguito una fiaccolata e un ampio dibattito sulla criminalità organizzata.

Nando Scarmozzino

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