Il nome di Filippo rivive ma la famiglia si sente sola

Sì all'intitolazione di campo da tennis e borsa di studio. Annullata fiaccolata che doveva tenersi giorno 25.

Gazzetta del Sud del 12 Ottobre 2014

Il consiglio comunale di Soriano Calibro ha deciso l'intestazione di un campo da tennis e l'istituzione di una borsa di studio in memoria di Filippo Ceravolo, il giovane 19enne ucciso per errore in un agguato mafioso nel 2012.

In un primo momento si era pensato all'intitolazione di un campo di calcetto ma ciò non è stato possibile perché l'impianto era già intestato. Come seconda ipotesi, l'opposizione - che aveva avanzato la richiesta - ha proposto la scelta di una via cittadina. In quest'ultimo caso la legge prevede che debbano trascorrere dieci anni dalla scomparsa delle persona alla quale si vuole destinare la zona urbana. Il civico consesso ha trovato l'accordo anche sull'istituzione della borsa di studio del valore di 500 euro da dedicare alla memoria del giovane. «Per quest'anno - ha sottolineato il sindaco Francesco Bartone - distoglieremo la somma da un altro capitolo del bilancio, visto che in quello approvato oggi, queste 500 euro non sono state previste. Ci mettiamo, così, a disposizione della famiglia e diamo il nostro contributo per ricordare la memoria di Filippo». Il consiglio ha, poi, deciso di concordare assieme alla preside dell'istituto omnicomprensivo, Licia Bevilacqua, la tipologia di lavoro da premiare con la borsa di studio “Ceravolo”. A conclusione della seduta Martino Ceravolo, papà di Filippo, ha voluto leggere una comunicazione a nome di tutta la sua famiglia. «La manifestazione del 25 ottobre per ricordare Filippo - ha evidenziato Martino - quest'anno non si farà. Abbiamo deciso questo perché non siamo stati sostenuti nell'organizzazione né dall'amministrazione comunale, né dalle associazioni del luogo e né da alcuni cittadini». Martino è stato lapidario nel condannare il disinteresse delle istituzioni locali annunciando anche che sarà celebrata esclusivamente una messa in ricordo di Filippo e non ci sarà nessuna fiaccolata, come stava avvenendo ormai da due anni a questa parte. Papà Martino ha lottato in modo instancabile per vedere riconosciuti i diritti di suo figlio e per poter guardare in faccia i suoi assassini. Lo scorso mese di luglio, Martino ha inscenato una protesta pacifica all'esterno della Prefettura di Vibo Valentia chiedendo al prefetto, Giovanni Bruno, un suo intervento affinché le indagini continuassero a pieno ritmo e per la velocizzazione della pratica del riconoscimento di Filippo come vittima di mafia. Il giovane Ceravolo, nei giorni scorsi, è stato dichiarato dal Ministero dell'Interno vittima innocente della malavita. Le motivazioni espresse nel provvedimento per il riconoscimento di Filippo come vittima di mafia hanno riguardato in modo particolare le modalità con cui il ragazzo è stato ucciso. Inoltre, è stato acclarato il fatto che l'omicidio è avvenuto per errore e che il giovane niente aveva a che fare con la criminalità organizzata.

Francesca Onda

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