Cinque anni fa la scomparsa dell’eclettico Tata Salimbeni

L'artista è considerato il fondatore della corrente dell'abbinismo.

Gazzetta del Sud del 28 Dicembre 2014

Sono passati cinque anni dalla morte, a soli 55 anni, dell'eclettico artista acquarese Salvatore, "Tata", Salimbeni, scomparso il 23 dicembre 2009 a Serrata (dove viveva con le sorelle), dopo una vana lotta contro un male che non gli ha dato scampo. Poliedrico e dall'animo inquieto, il "maestro" ebbe una fama che travalicò i confini nazionali. La passione per l'arte gli fu trasmessa in famiglia. Ultimo il fratello Rocco, anch'egli noto pittore, scomparso giovane nel 1986, suo primo maestro e ispiratore.
Emerito dell'accademia internazionale di Pontzen, "Tata", sorto l'influenza del "fauvismo", di Matisse e Van Gogh, nel 1992 fondò l'"abbinismo" (corrente che si basa sull'uso esclusivo di due soli colori, dalle cui sfumature prendono corpo e anima le tele), che dominò gran parte della sua produzione pittorica.
Questa fu enorme, con esposizioni in mostre in Italia ed Europa e tele in prestigiose collezioni private a Zurigo, Lugano, Vaduz, Tirana, Milano, Bergamo e molte altre città. Aveva, poi, affrescato la chiesa di San Pantaleone a Serrata, realizzato lo stemma che campeggia ancora sul municipio di Acquaro, plasmato la stele della cappella di famiglia.
L'ultimo periodo si diede alla scultura e alla "stella di David", figura in cui, negli spazi lasciati vuoti dall'incrocio casuale di linee rette, prendono forma mistiche immagini sacre. Tra i suoi progetti figuravano anche l'affresco della chiesa matrice e la ristrutturazione artistica del calvario di Acquaro, e la realizzazione di una grotta, come Lourdes, sotto la grande croce di località "Salvatore" a Gerocarne.
La morte, precoce ha fermato questi progetti ma non ha scalfito la memoria di un'artista che ha sicuramente lasciato il segno.

Valerio Colaci

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