Comune, “visitati” nella notte gli uffici di stato civile ed anagrafe

È un giallo: il portone di palazzo di città non presenta segni di effrazione.

Gazzetta del Sud del 13 Gennaio 2015

Devono aver trovato ciò che cercavano gli ignoti che, presumibilmente nella notte tra domenica e lunedì, si sono introdotti indisturbati nel municipio, facendo una capatina agli uffici stato civile e anagrafe, le cui porte sono state trovate scassinate dagli impiegati di rientro al lavoro. Il portone d'ingresso, invece, era aperto, senza evidenti segni di forzatura. Tuttavia, partendo dal presupposto che la settimana lavorativa si chiude venerdì a mezzogiorno ed il comune è al centro della piazza, in un posto molto trafficato e frequentato a tutte le ore del giorno, sembra quantomeno anomalo che in tutto questo tempo nessuno si sia accorto del portone aperto.
Tornando ai fatti, sul posto, ieri mattina, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Arena, guidati dal maresciallo Carmine Napolitano, insieme ai colleghi di Serra San Bruno, sotto il comando del Capitano Stefano Espostito Vangone, i quali hanno avviato le indagini ed effettuato diversi controlli in paese e, con alcuni uomini del reparto scientifico, compiuto i rilievi del caso servendosi di partico lari attrezzature. All'appello è mancato diverso materiale utile alla realizzazione delle carte d'identità, tra cui una stampante, vari timbri ad inchiostro, con la dicitura "Comune di Acquaro", e il timbro a secco, utilizzato per lasciare un marchio a rilievo sulla fotografia. Lievi segni di effrazione presentava anche la cassaforte - in cui sono custoditi i modellini numerati per fare i documenti - che però i ladri hanno desistito dal forzare. Non si esclude che altro, di cui gli addetti si possono essere resi conto lavorando, possa mancare. Il gesto è stato condannato dal sindaco, Giuseppe Barilaro, e dal suo vice, Saverio Viola, che lo ha definito come un «fatto inqualificabile e gravissimo».

Valerio Colaci

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