Scuolabus, appello al Prefetto

Gli studenti al rappresentante del Governo: «Tuteli il nostro diritto allo studio».

Il Quotidiano del 12 Febbraio 2015

«Lo studio è davvero un diritto?». Una domanda, questa, che si pongono gran parte degli studenti pendolari che da diversi giorni continuano a protestare per l'aumento dei ticket sul trasporto pubblico imposto dalla Regione. Aumenti già attuati lo scorso anno, in quello in corso ed altri sono previsti dal piano regionale per il 2016. Di conseguenza seppur «la Costituzione Italiana ci garantisce il diritto allo studio affermano con indignazione gli studenti di cui si fa portavoce Maria Maiolo - questo diritto, in realtà, ci sta venendo meno anno dopo anno, basta pensare alle tasse scolastiche, materiale didattico, per non parlare dei rincari sugli abbonamenti dei mezzi di trasporto. E il periodo in cui ci troviamo - evidenzia la giovane studentessa - non ci aiuta sicuramente a sostenere tali spese».
Pertanto, gli studenti rivolgono un appello al prefetto Giovanni Bruno «perché il costo che comporta il nostro diritto è davvero insostenibile anche se siamo convinti, così come spesso sentiamo dalle istituzioni che lo studio è importante, che il lavoro nobilita l'uomo, che il lavoro ci da un ruolo nella società». Quella società che assiste come lentamente, specie in questo periodo, «il nostro paese sta andando a regredire; giovani che partono per l'estero esasperati dalla situazione, famiglie che non ricevono un salario da mese e studenti - come in questo caso - che non possono pagare l'autobus per andare a studiare». Eppure spesso e volentieri le giovani generazioni vengono elogiate e invogliate a imparare e fare meglio.
«Ma se non ci date modo di poter studiare - afferma Maria Maiolo a nome degli studenti pendolari-chi e come potrà governerà il nostro Paese?». Un appello carico di rabbia rivolto ai politici perché «nelle vostre mani, nel momento in cui le nostre famiglie esprimono le loro preferenze, ripongono in voi il futuro dei loro figli, le loro vite e voi dovreste essere grati a loro. Ma non grati a parole, grati con i fatti» puntualizzano ancora. Nel concludere il loro animato appello chiedono un intervento delle istituzioni, in particolare del prefetto Bruno, per la risoluzione di questa problematica. «Vogliamo essere fieri di essere italiani e principalmente vogliamo che i nostri diritti vengano rispettati - e nel caso in cui, si presentino situazioni come queste dell'aumento dei ticket - vogliamo essere partecipi nel trovare assieme soluzioni che possono essere condivise da tutti». Intanto, gli studenti sono ancora in attesa di sapere la data dell'incontro con l'assessore regionale Nino De Gaetano al fine di verificare la possibilità di congelare, quanto meno, l'aumento previsto per il 2016.

Giuseppe Parrucci

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