Ex discarica, un ritardo costa al Comune 35mila euro

 

Gazzetta del Sud del 12 Febbraio 2015

Appello irricevibile per tardività». Con questa motivazione, il Consiglio di Stato (Quinta Sezione), ha respinto il ricorso presentato dal sindaco Giuseppe Barilaro per la riforma della sentenza con cui la seconda sezione del Tar Calabria, in data 15 maggio 2014, dichiarava illegittima l'aggiudicazione, nel 2013, di un appalto per un progetto di «bonifica dell'ex discarica di località Carrà da parte del Comune, rimasto inerte, a un raggruppamento temporaneo di professionisti guidato dall'architetto Francesco Alessandria (e composto dai geologi Luigi Pagliaro, Amato Pagliaro e dagli architetti Giuseppe Tonietti e Carlo Valente).
A presentare ricorso al Tar era stato il raggruppamento guidato dall'architetto Aldo Lazzaro (e composto da altri 5 professionisti), il quale, classificatosi secondo in graduatoria, aveva eccepito l'impossibilità a partecipare del capogruppo dell'opposta formazione, Francesco Alessandria, in quanto dipendente pubblico (impossibilitato a svolgere attività di libera professione), contestando anche la graduatoria che scaturiva da tale attività lavorativa e chiedendo, visto che il lavoro in oggetto era già stato eseguito, il risarcimento dei danni con un ricorso per motivi aggiuntivi. Danni che il Tar aveva quantificato in 35 mila euro, più rivalutazione ed interessi e le spese legali di 3 mila euro (da corrispondere unicamente al raggruppamento aggiudicatario).
Contro questa sentenza il Comune aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato, obiettando che: «dopo la notifica della sentenza di primo grado l'amministrazione aveva revocato l'aggiudicazione dell'appalto, assegnandolo al raggruppamento capeggiato da Lazzaro», quindi «non vi sarebbero i presupposti per dichiarare illegittimi gli atti impugnati ai fini risarcitori».
Forse sarebbe andata bene. Se non fosse che l'appello è stato notificato il 4 novembre 2014, cioè ampiamente oltre i tre mesi dalla pubblicazione della sentenza del Tar (15 maggio 2014) e oltre il termine breve di notifica della stessa (23 luglio 2014). Questo vuol dire che l'appello è irricevibile e che il Comune di Acquaro dovrà pagare quanto precedentemente fissato dal Tar, con l'aggiunta delle spese.

Valerio Colaci

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