Il nome di Filippo Ceravolo tra le vittime innocenti

 

Gazzetta del Sud del 22 Marzo 2015

«Partecipare per far ricordare il nome di Filippo e la sua morte ingiusta è un nostro dovere. Bisogna tenere vivo il suo ricordo. Lottare per lui e per tutti quelli che hanno perso la vita in modo ingiusto». La famiglia di Filippo Ceravolo, giovane sorianese ucciso ingiustamente nel 2012, ha partecipato alla 20 giornata della memoria e dell'impegno per la formazione civile contro le mafie che si è tenuta ieri a Bologna. Nel corso dell'evento, organizzato dall'associazione antimafia "Libera", sono stati pronunciati oltre 1000 nomi di innocenti che hanno perso la vita per mano criminale. Un lungo elenco di giornalisti, magistrati, sindacalisti, imprenditori, ma soprattutto giovani che, magari, si trovavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato, come nel caso di Filippo Ceravolo. Un omicidio quello del ragazzo che al momento rimane ancora impunito.
«Non mi darò pace - ha urlato papà Martino - fino a quando i responsabili non andranno in galera. Voglio ringraziare tutti coloro che stanno vicino alla mia famiglia e non ci abbandonano mai dalle forze dell'ordine, all'associazione Condivisa, Libera, il sindaco di Soriano e anche la senatrice Doris Lo Moro».
Intanto è in allestimento la piazzetta intitolata al giovane che, probabilmente già i primi di maggio, periodo nel quale Filippo avrebbe compiuto 21 anni, sarà inaugurata ufficialmente alla presenza delle istituzioni.
L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Francesco Bartone, ha voluto l'intestazione dell'area pubblica affinché nessuno dimentichi Filippo e la sua tragica storia venga tramandata e si ponga come monito anche per le giovani generazioni. Filippo, riconosciuto vittima di mafia lo scorso mese di ottobre, è stato ucciso la sera del 25 ottobre di due anni fa, mentre, a bordo di un'autovettura, si accingeva a fare ritorno a Soriano Calabro, dopo aver fatto visita alla fidanzata nella cittadina di Pizzoni. Alla guida dell'autovettura si trovava quella che gli inquirenti ritengono fosse la vittima designata. Nei pressi del Calvario di Pizzoni il giovane è stato attinto da alcuni colpi di fucile, non indirizzati a lui. Vani sono stati i tentativi di salvare la vita al ragazzo.

Francesca Onda

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