Quando la commozione è… vivente

L’evento religioso organizzato dal neonato Gruppo giovanile Acquarese.

Il Quotidiano del 31 Marzo 2015

Suggestiva rappresentazione della "Via Crucis Vivente" domenica sera ad Acquaro. Centinaia di persone hanno affollato Piazza Municipio, Corso Umberto e Contrada Coccalo per assistere all'evento religioso organizzato dal neonato Gruppo Giovanile Acquarese. Una moltitudine di persone ha praticamente stretto in un abbraccio ideale i circa 50 tra figuranti e attori.
Segno tangibile della nostalgia verso questo tipo di rappresentazione. E stata la seconda edizione della via Crucis vivente, ma la prima era stata realizzata nel 1999. Il successo di critica e di pubblico è arrivato in maniera spontanea e convinta al tempo stesso. Tutti i figuranti e protagonisti hanno dato grande prova di partecipazione per una perfetta riuscita della sacra rappresentazione, ripresa da telecamere non soltanto amatoriali.
La manifestazione ha preso il via alle ore 21 da Piazza Municipio, diventata improvvisamente teatro all'aperto naturale. Quindi il partecipato corteo si è snodato lungo Corso Umberto. Si è subito capito che sarebbe stato un evento coinvolgente grazie alla sacralità delle fasi della Passione di Cristo. Che è stata ripercorsa in un silenzio drammaticamente vissuto da tutti i protagonisti mentre delle voci fuori campo in maniera alquanto profonda e suggestiva hanno commentato sottolineando il significato delle quattordici stazioni. Momenti di grande commozione ha saputo regalare Giuseppina Maiolo, che ha interpretato con partecipazione e sentimento profondamente religioso la Madre di Gesù.
Prova di altrettanta sensibilità hanno dato gli altri due commentatori delle stazioni Claudio Inzitari e padre Sinisa Jozi, presente in parrocchia per la Settimana Santa. Curata nei minimi particolari la scenografia, di grande effetto con i costumi d'epoca (Tony Rosano, Franco Zappone e Franco Demasi). Una menzione a parte merita Antonio Imeneo, che ha interpretato il Cristo condannato a morte. L'attore in erba si è saputo calare nella parte sentendola e interpretandola con sincero trasporto e soprattutto sorretto dalla fede. Si è quasi trascinato sotto il peso del legno della croce. Vivendo appieno le sofferenze patite dal Cristo.
La folla di persone che ha circondato letteralmente le scene lungo l'impegnativo percorso l'ha capito, non togliendogli gli occhi d'addosso e lasciandosi trasportare. La rappresentazione ha raggiunto la piena sacralità in località Coccalo, quando i soldati hanno tirato su le tre croci in ricordo del Calvario di Cristo. La scena della crocifissione ha strappato tante lacrime. Confermando partecipazione e commozione sino alla conclusione. Che è stata sottolineata dall'applauso lungo e scrosciante del folto pubblico presente ed incollato alla manifestazione nonostante l'ora si fosse fatta tarda.
Don Rosario Lamari, parroco della comunità locale, prima della benedizione finale, ha voluto dire parole significative: ""Abbiamo vissuto un momento particolare al tramonto di questa giornata molto importante per tutta quanta la chiesa perché come abbiamo detto stamattina (domenica, ndr) con questa giornata iniziano i riti della Settimana Santa che ci riportano a vivere gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù. Questa sera anche se con una nota folcloristica abbiamo voluto rappresentare proprio gli ultimi istanti della passione di Gesù dal processo fino alla morte.
E' stato un momento di preghiera e di riflessione grazie a tutti coloro che hanno che hanno preso parte per la buona riuscita. Come vedete sono tanti e pertanto non faccio i nomi ma li ringrazio così come credo anche voi''. Il ""pater"" del neonato Gruppo Giovanile Acquarese, Giuseppe Parrucci, che della manifestazione è stato il regista ed il truccatore, dal canto suo ha così commentato: «Sono veramente soddisfatto della buona riuscita e della notevole partecipazione di gente. Tutti si sono immedesimati egregiamente nei ruoli che gli sono stati affidati riuscendo a catturare l'emozione del pubblico. Il lavoro svolto da tutti i giovani ma - ha chiosato - anche e soprattutto da padri e madri di famiglia che hanno collaborato per la buona riuscita alla fine è stato ripagato alla grande. Mi auguro e sono convinto - ha concluso - che anche il prossimo anno riusciremo a ripetere la manifestazione».

Nando Scarmozzino

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