«Più che strade, mulattiere insidiose»

Si cercano fondi (cosa non facile) per sistemare le vie di comunicazione.

Il Quotidiano del 7 Aprile 2015

Strade colabrodo, buche, in qualche caso voragini, assolutamente degne del più classico paesaggio lunare. Il 90% delle arterie provinciali è ridotto in uno stato pietoso. Lo si sapeva da tempo, con gli automobilisti quotidianamente ad imprecare. Le chicane, infatti, sono per i piloti provetti e non tutti i vibonesi lo sono. Tutt'altro. La situazione si è andata con tempo aggravando dopo che la Provincia non è più in grado di far fronte alle spese ordinarie per la sistemazione del manto stradale. Il risultato è presto detto: Secondo la Prefettura, che nei giorni scorsi ha promosso un incontro con i sindaci del territorio, i funzionari della Protezione civile e del Dipartimento ai Lavori pubblici, il 90% sono da chiudere.
Il quadro tracciato è dei più catastrofici e l'unica possibilità di ovviare alle difficoltà oggettive dell'ente sarebbe quella di quella di bypassarlo in modo tale da spingere direttamente la Regione a mettere mano ai fondi per il ripristino delle condizioni di normalità per la viabilità del territorio.
Gli scenari potenzialmente, percorribili, rimangono tuttavia particolarmente limitati: o si sbloccano le risorse ferme, come «i 30 milioni fermi alla Tesoreria o i 5 milioni di fondi vincolati destinati al credito sportivo - ha spiegato ancora Fera - oppure, non resterebbe che sforare il Patto di stabilità, questo il commento di Pasquale Fera, vicepresidente di una Provincia che qualche giorno addietro, a causa dello sforamento del Patto di stabilità 2010, sarà costretta a pagare una sanzione di circa 1,2 milioni di euro. Così ha deciso il ministero dell'interno, con buona pace delle esigue casse che adesso saranno meta di ragnatele e polvere.
E, nel frattempo, il territorio assume sempre di più i connotati di una vera e propria trappola che si estende in lungo e in largo, da Serra san Bruno a Tropea, da Acquaro a Pizzo fino a Filadelfia. Per non parlare, poi, delle frane che in quest'ultimo periodo hanno interessato soprattutto le zone montane provocate dalle precipitazioni atmosferiche. In particolare ricordiamo quelle nella zona di Arena, a Piani di Acquaro e, infine, le due lungo sta Statale 182 denominata "Delle Serre Calabre" con la chiusura per diverse ore della carreggiata prima dell'intervento, in questo caso, degli uomini dell'Anas, ente di competenza.
Alla fine, però, un abbozzo di intesa è stato raggiunto nel vertice in prefettura con il responsabile che ha invitato gli amministratori ad interessare la Regione affinché esamini la pratica con estrema urgenza. La burocrazia, insomma, dovrà fare il suo corso, dovrà andare a scovare i fondi stanziati e mai spesi, dovrà ripartire le somme sulla scorta delle priorità segnalate dagli amministratori locali.
Nel frattempo gli automobilisti vibonesi continueranno ad imprecare, ma questo è il male minore, forse, per gli amministratori della Provincia. Quello peggiore sono le legittime richieste di risarcimento danni che l'ente locale si vedrà arrivare a fiumi. Come a dire? Piove sul bagnato, e, in questo caso, si forma una pozzanghera, anche profonda.

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