Barilaro si racconta in 40 pagine

Il sindaco traccia in un libretto il bilancio dell'attività amministrativa di 5 anni.

Il Quotidiano del 29 Aprile 2015

Volge ormai a termine, dopo cinque anni, la consiliatura dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Barilaro. Come annunciato dallo stesso il giorno del suo insediamento «faremo un resoconto di tutto quello che realizzeremo» nella mattinata di ieri è stato consegnato, porta a porta, a tutti i cittadini un libro in cui vengono dettagliatamente descritti tutte «le cose fatte».
Quaranta pagine, divise in nove capitoli e correlate di fotografie, in cui l'amministrazione comunale presenta ai cittadini l'attività amministrativa svolta durante «questa difficile, quanto esaltante esperienza al servizio della comunità». Secondo quanto si legge tra le righe della premessa, il progetto politico che è stato alla base della compagine amministrativa «affonda le proprie radici in sentimenti condivisi: l'amore profondo per la comunità e la determinazione a renderei protagonisti dello sviluppo del nostro territorio».
Sviluppo che abbraccia tutti i settori i cui interventi sono racchiusi nei vari capitoli del libro: Politiche Sociali; Istruzione, Formazione, Scuola e Trasporto Scolastico; Politiche Sociali; Lavori Pubblici; La vicenda "Sorical"; Protezione Civile; Attività Normativa.
«Sono convinto di aver contribuito, con grande modestia e pari passione civile, a ridare al paese un ruolo di verso da quello in cui negli ultimi anni era stato relegato e che certamente non gli competeva - afferma Barilaro con soddisfazione - in quanto i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti anche se per conseguirli, - aggiunge - abbiamo effettuato un lavoro immane, spesso anche adempiendo a compiti, che generalmente esulano dalla sfera di un normale amministratore». Dopo aver ringraziato i suoi compagni di viaggio che «con lealtà e correttezza» hanno assentite al suo agire, Barilaro cita anche «le innumerevoli battaglie e sfide che abbiamo dovuto affrontare - così come - le molteplici difficoltà incontrate, a partire dallo stato deficitario dell'ente, che comunque non ci hanno scoraggiato».
Le motivazioni che hanno spinto l'intera amministrazione ad andare avanti sarebbe dettata dalla «dimensione della storica e irripetibile vittoria elettorale conseguita, che sin da subito è apparsa come un segnale di una forte e rinnovata fiducia in una possibile in versione di rotta».
Ebbene a conclusione di questo mandato, in cui non sono mancati momenti di tensione e di difficoltà, per il primo cittadino, rendicontare ai cittadini rappresenta un dovere morale e di conseguenza «possiamo ben dire di avere la coscienza a posto».
Anche se velatamente, il primo cittadino, non ha esitato a sferrare un colpo nei confronti «di chi, da una vita, attraverso attacchi e maldicenze lavora nell'ombra per demolire esperienze, uomini e idee».
A tal proposito mette in risalto come sia stata praticata «la cultura del rispetto verso tutti coloro che in ordine di tempo ci avevano preceduto ritenendo giusto di non denigrare l'agire amministrativo di chi, comunque in buona fede, aveva tentato di fare e magari non ce l'aveva fatta. Comodo - viene puntualizzato ancora - sarebbe stato denunciare pubblicamente situazioni insolute, debiti pregressi, lacune e mancanze amministrative ereditate. Ma non sarebbe stato serio».
A conclusione di questo quinquennio è giunta pertanto l'ora dei bilanci e di conseguenza del giudizio da parte dei cittadini che con il loro voto, il prossimo 31 maggio, si esprimeranno.
Pertanto è ormai maturo il tempo di porsi le relative domande sull'operato amministrativo. «E noi per primi a chiederci - si legge - quanto del programma amministrativo enunciato è stato attuato? Cosa è stato avviato, cosa è stato completato e cosa è rimasto ai margini? E ancora quali eventi esterni hanno condizionato la rotta di questo quinquennio?».
In conclusione c'è da dire che il senso della pubblicazione, oltre a rappresentare i principi fondamentali della trasparenza, «non vuole essere un opuscolo celebrativo delle opere realizzate, bensì il resoconto sintetico ma quanto doveroso dell'attività amministrativa svolta - che si chiude - con la consapevole soddisfazione di aver fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità».

Giuseppe Parrucci

Relazione di fine mandato

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