Un monumento in memoria di Filippo e delle vittime di mafia

Soriano dedica l'opera al giovane ucciso per errore e da mano ancora ignota.

Gazzetta del Sud del 13 Maggio 2015

Filippo Ceravolo non meritava la morte. Il giovane 19enne sorianese è stato ucciso ingiustamente e per uno sbaglio da una mano armata, ancora ignota, che ha troncato la sua vita nel fiore degli anni. Nessuno dimenticherà mai Filippo e, in particolare, la sua cittadina. Prova ne è l'intitolazione e l'inaugurazione, avvenuta ieri, di un'area monumentale, sita in via Giardinieri, a ricordo del giovane e di tutte le vittime della mafia, che l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Francesco Bartone, ha voluto erigere. Un gesto che farà vivere il ragazzo per sempre e ricorderà ai posteri la sua tragica fine. Un monito per le giovani generazioni che dovranno comprendere quanto è importante vivere nella legalità.
«Una morte ingiusta - ha sottolineato il primo cittadino - che deve essere ricordata e deve servire come monito a tutti e alle generazioni future affinché non si debba essere più protagonisti di fatti simili». Il monumento, che raffigura il volto in bronzo di Filippo con delle mani che chiedono giustizia e la frase "Nessuno muore sulla terra finché vivrà nel cuore di chi resta", è stato realizzato dagli artisti Antonio Montesanti e Tonino Gaudioso, ed è stato benedetto, alla presenza di papà Martino, mamma Anna e delle sorelle Giusi e Maria Teresa, dal priore dei domenicani, padre Remigio.
Sono state toccanti, poi, le frasi pronunciate da Martino Ceravolo il quale, ancora una volta, ha gridato la sua richiesta di giustizia. «Ringrazio tutti - ha detto -. La mia famiglia continuerà a lottare in prima linea per avere giustizia e non permettere più che si veda la bara bianca di un innocente. I colpevoli della morte di mio figlio devono pagare con l'ergastolo. Un giovane innocente che non aveva colpe e aveva tutta la vita ancora da vivere. Il nostro obiettivo è quello di poter guardare in faccia i giustizieri di Filippo».
All'inaugurazione erano presenti i familiari di altre vittime di mafia, gli amministratori, gli esponenti della minoranza, i rappresentanti delle forze dell'ordine e l'associazione 'Ammazzateci tutti', rappresentata da Lia Staropoli. «Dovrebbero sorgere più monumenti - ha evidenziato la Staropoli - per ricordare le tante vittime che hanno perso la vita ingiustamente».
Filippo Ceravolo era amico di tutti frequentava la comunità sorianese e anche quella dei paesi vicini in particolare perché molti campi di calcio della zona lo hanno visto tirare il pallone. Era riconosciuta da tutti la sua passione per questo sport e soprattutto per la sua squadra del cuore, la Juventus. È duro constatare che una terra bellissima come quella eli Calabria spesso è intrisa di sangue innocente. Filippo viveva serenamente come tutti i giovani della sue età e aiutava suo padre nella vendita di prodotti tipici.

Francesca Onda

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