La legalità secondo don Luigi Ciotti

Il presidente di “Libera”: «Il futuro è nelle nostre mani e nelle vostre scelte».

Il Quotidiano del 19 Giugno 2015

Una sala gremita di gente ha accolto, martedì scorso, il presidente di "Libera'' don Luigi Ciotti che ha subito accolto l'invito dei giovani della Gioc Dasà-Acquaro. Un'iniziativa nata con la speranza «di riuscire a concretizzare i sogni di noi giovani» ha affermato Claudio Gentile in qualità di segretario Gioc e, pertanto, «la presenza di don Ciotti oltre ad essere un segnale forte, vuole e deve essere un punto di partenza e non di arrivo». Presente all'incontro, svoltosi nella biblioteca comunale, anche il giovane parroco don Bernardino Comerci che ha accolto con la gioia la proposta della Gioc «ad organizzare questo incontro perché abbiamo bisogno di parlare, dialogare e confrontarci sui temi della legalità. Solo portando alla luce questa piaga maligna - ha affermato - possiamo trovare insieme il coraggio di reagire dinanzi a questa cultura del Vangelo capovolto». Don Comerci ha infine rivolto un appello ai giovani: «Il futuro è nelle vostre mani e nelle vostre scelte». Per don Peppino Fiorillo, responsabile provinciale di Libera, l'iniziativa in «un territorio povero ma carico di umanità e di grandi valori» rappresenta senz'altro un input di speranza per quei giovani che continuano a lasciare questi territori e pertanto «da qui deve accendersi una luce di speranza che li incoraggi a restare e ad essere protagonisti del cambiamento».
Per Matteo Luzza, in rappresentanza dei familiari delle vittime innocenti delle mafie, la presenza di don Ciotti deve servire a «svegliare le coscienze e i cuori perché questo nostro comprensorio possa vivere una nuova stagione». E forse, in parte, con il suo intervento l'atteso ospite ha ridato un barlume di speranza a quanti, per oltre due ore, sono stati lì attenti ad ascoltarlo. «Oggi più che mai mi sento molto piccolo di fronte ai problemi della società - ha puntualizzato don Ciotti. - Problemi che non devono di certo fermarci al primo ostacolo, anzi, ognuno di noi con testardaggine dovrebbe mettersi in gioco per tentare di cambiare questa società». Una società dalle profonde ferite tra le quali il presidente di Libera ha messo in risalto la libertà della persona umana che oggi più che mai deve essere liberata. «Non è libero chi è senza lavoro, chi è prigioniero delle mafie e delle droghe - ha tuonato don Ciotti - e pertanto il mondo non cambierà mai se non ci liberiamo da tutte le forme di schiavitù. Abbiamo solo questa vita - è stato il monito che ha rivolto ai presenti ma che da anni rivolge a tutti coloro che incontra sul suo cammino - una sola vita per amarci, per metterei in gioco e quindi non sprechiamo l'unica opportunità per accogliere gli altri». E a tal proposito ha anche messo in risalto che «le persone si incontrano e i problemi si affrontano e non viceversa». Non sono mancate poi appelli ma anche parole dure nei confronti delle istituzioni e della politica dove «tutti si riempiono la bocca della parola legalità ma in realtà viene utilizzata solo come bandiera di circostanza e di convenienza». Nel concludere il suo animato intervento, don Ciotti, ha invitato tutti a far «emergere le cose belle e positive della vita senza cedere il passo alla rassegnazione ma denunciando con forza tutto ciò che non va. Ognuno di noi - ha chiosato infine - deve impegnarsi ad essere cittadino vero e non ad intermittenza, solo così possiamo riempire il presente di qualcosa di più grande». Dopo l'intervento dell'importante ospite è stato aperto un dibattito pubblico in cui, specie i giovani, hanno rivolto diverse domande a don Ciotti il quale ha cercato di dare risposte chiare ed esaustive.

Giuseppe Parrucci

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