La notte indimenticabile di Manno

Il campione di pugilato si apre al Quotidiano dopo la vittoria sul ring di Acquaro.

Il Quotidiano del 22 Agosto 2015

Calato il sipario sul ring allestito in piazza Marconi. Resta, tuttavia, ancora tutto intero il vortice di emozioni. Sono passati tre giorni dall'incontro di boxe andato in scena ad Acquaro che ha visto imporsi il beniamino locale Benoit Manno, due volte campione italiano "superpiuma", su Luigi Mantegna, di Frosinone. Il campione e la sua giovane età (33 anni), il carattere, la personalità, la sua performance, la disponibilità al dialogo, l'affabilità, rimangono, come già alla vigilia dell'atteso incontro, ancora al centro della piazza. Tutti ne parlano, conquistati. Con la sua vittoria (ai punti, sulla distanza delle sei riprese risultate tutte quante appannaggio del pugile acquarese) Benoit ha in qualche modo fatto la storia: per la prima volta il pugilato ufficiale (il match disputato era valido come punteggio sia per le classifiche nazionali sia per quelle internazionali) è assurto a sport più amato, a dispetto del calcio da sempre lo sport principe in paese. Merito della performance offerta sul ring da Benoit che ha fortemente voluto che l'incontro andato in scena nella magica notte del 18 agosto scorso avvenisse ad Acquaro (per l'anagrafe è nato a Vibo Valentia, ma i suoi genitori abitavano qui, ad Acquaro, dove Benoit è rimasto fino all'età di 15/16 anni), ma sicuramente anche dalla notorietà cresciuta in questi anni grazie alle vittorie ed alla conquista per due volte del titolo nazionale nella categoria dei "superpiuma". Se, infatti, il giorno dopo il memorabile match il giovane pugile acquarese non ha avuto un minuto di "tranquillità" e dalle ore 10 del mattino fino alle ore 15, vale a dire mezz'ora prima della partenza per Torino (dove risiede e si allena abitualmente), si è dovuto districare tra mille impegni, ufficiali e non (è stato in Comune a salutare il sindaco Giuseppe Barilaro; ha ricevuto un mazzo di fiorì dall'amico Giuseppe Parrucci, che Benoit dal quadrato del ring ha citato per l'impegno nella riuscita della manifestazione), andandosene via il pugile locale si è portato addosso quel groviglio di sentimenti e di emozioni oramai cementato tra la gente del posto e lui.
Ce lo ha raccontato egli stesso in una intervista esclusiva rilasciata al telefono mentre in quel dì Torino si stava concedendo un po' di meritato riposo. Per prima cosa gli abbiamo domandato se sì aspettava che così tanta gente (circa tremila persone) assistesse all'incontro. «In un certo senso la sua risposta - si, in quanto ogni volta che torno ad Acquaro vengo fermato da moltissime persone, giovani, anziani, donne che mi regalano la soppressata, uomini che mi invitano a pranzo o a cena, bambini che mi chiedono l'autografo».
Ma, insistiamo, l'altra sera è arrivata gente da un po' tutta la provincia di Vibo e anche da fuori per vederti combattere da vicino. Significa che sei oramai molto conosciuto in tutta la Calabria.
«Ma, forse così tanta, hai ragione, non me la sarei aspettata. C'era una fiumana di gente. A perdita d'occhio. Alla fine mi hanno abbracciato, mi hanno gridato elogi che non dimenticherò, che resteranno con me nel mio cuore».
Tu, oltre ad essere un pugile campione, che non trascura i minimi particolari per arricchire sempre di più una tecnica già abbastanza efficace, sei in possesso di un eloquio forbito, pertinente, senza fronzoli. Ti chiedo di rispondete ad una domanda che ti può sembrare strana. Tuttavia, quali sono, oltre al pugilato, i tuoi "amori"?
«Amo viaggiare, amo leggere. Dopo la sconfitta all'europeo ho viaggiato un mese tra Francia, Lussemburgo, Germania, Austria. In genere leggo due, tre libri al mese».
Oltre ai pugni, c'è anche la cultura nella vita dì questo giovane campione, che non ha mai trascurato dì studiare arrivando alle soglie di una laurea in Scienze Motorie. C'è, poi, la responsabilità di creare un futuro accanto alla sua fidanzata, Elisabetta. Ed è nell'ottica del lavoro e dell'occupazione che a settembre aprirà una palestra tutta sua.
Quali potranno essere i tuoi traguardi futuri come pugile?
«La voglia di riprendere la scalata c'è ancora tutta. Punto a riconquistare il titolo italiano. Poi, ma ci vorrà qualche anno, cercherò di fare mio quello europeo».
E con lui, sul ring, ad ogni incontro, ci sarà il popolo dì Acquaro. E' più che assodato.

Nando Scarmozzino

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