L'opposizione chiede di tornare in aula

Ribadita la richiesta di annullare in autotutela due delibere.

Gazzetta del Sud del 31 Dicembre 2015

Dopo l'abbandono della seduta dell'ultimo consiglio comunale, per protesta, ieri mattina, forse per la prima volta nella storia amministrativa di Acquaro, i membri dell'opposizione hanno protocollato una richiesta di convocazione del consiglio comunale, inviandone copia al prefetto, al responsabile dell'ufficio contabile, al revisore dei conti ed al procuratore generale della Corte dei conti, chiedendo la discussione due punti: «Annullamento, in autotutela, del deliberato consiliare 32 del 01/12/2015, avente ad oggetto "Assestamento generale di bilancio per l'esercizio 2015 ai sensi dell'articolo 175 del Tuel. Utilizzo avanzo"»; «Annullamento, in autotutela, del deliberato consiliare 34 del 01/12/2015» avente ad oggetto un debito fuori bilancio per «"Lavori pubblici di somma urgenza per eliminazione stato pericolo sulle strade comunali».
Il tutto per impedire che detti atti «inficiati da palesi vizi di legittimità, producano danno all'ente».Addotte varie argomentazioni a difesa delle loro tesi sulla delibera di assestamento, dalla cui nullità deriva quella del debito fuori bilancio (che sarebbe doppiamente illegittimo perché «riguardante lavori ordinati ed eseguiti in periodo di campagna elettorale», avanzando l'ipotesi che, dunque, gli amministratori possano essersene «serviti per trarre vantaggio in essa»), viene avanzata la richiesta di convocazione, che si conclude con l'invito al prefetto a verificare la corretta applicazione del Tuel. Con una dichiarazione a parte, poi, l'esponente di minoranza Francesco Scarmozzino ha inteso rispondere alle dichiarazioni del sindaco a margine dell'ultimo consiglio comunale. «È dovere dell'opposizione - ha dichiarato - vigilare sugli atti degli enti e, quando opportuno, avviare procedure che evitino danni agli stessi e, di conseguenza, alla cittadinanza. Il nostro ruolo non è "lavorare per demolire" ma dovere istituzionale».
Scarmozzino, indi, ritorna sul sospetto, da lui avanzato, «che gli assessori non fossero presenti in giunta» per l'approvazione della variazione di bilancio: «Il sindaco ha due strade: o avvia un'azione legale contro l'opposizione, così come ha dichiarato e, a questo punto, dovranno essere svolte delle indagini per appurare la verità, oppure il sospetto rimane più che legittimo».

Valerio Colaci

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