«Ma quell'acqua era davvero potabile?»

La minoranza consiliare presenta un esposto a Procura e Prefettura.

Gazzetta del Sud dell'8 Gennaio 2016

Si è rivolta al Procuratore della Repubblica e al prefetto la minoranza al comune di Acquaro che, spulciando sul sito dell'Asp, si è imbattuta nei risultati delle analisi degli ultimi mesi su campioni di acqua prelevati in vari punti del paese e delle frazioni, i cui parametri non sarebbero risultati conformi a quelli previsti. Può capitare. Ciò che non dovrebbe succedere assolutamente, invece, è che non si informi di ciò i cittadini e non si prendano le dovute precauzioni per la loro salute.
Cosa che, invece, è ciò che ha denunciato essersi verificato la minoranza. In particolare l'esposto parla di «numerosi e frequenti casi di campione risultato non conforme alle prescrizioni». Più nel dettaglio: presenza di «coliformi in misura largamente superiore al limite» in due prelievi, a giugno e settembre 2015, presso la fontana pubblica di via Europa; coliformi, sempre a settembre, presso la fontana di piazza Marconi; coliformi, a giugno, nei prelievi alla fontana di piazza De Lorenzo, a Limpidi, dove a settembre, si sarebbero aggiunti anche "Escherichia coli"; coliformi, "Escherichia coli" ed "Enterococchi" al prelievo di agosto 2015 al serbatoio di Limpidi; alta percentuale di ferro, nello stesso mese, ai prelievi al serbatoio di Piani; coliformi al prelievo di luglio 2014 alla fontana "Mastro Carmelo"; enterococchi, a maggio dello stesso anno, nel campione del serbatoio "Calcara".
Con queste non proprio esaltanti premesse i membri d'opposizione hanno presentato le suddette istanze, poiché, scrivono ancora: «allo stato, non essendovene traccia nell'archivio dell'albo online dell'ente, disconosciamo se i soggetti preposti abbiano indicato e intrapreso i procedimenti cautelativi e necessari per ripristinare la qualità delle acque»; e aggiungono che «si può fondatamente affermare che, della riscontrata non conformità non sia stata data adeguata informazione ai cittadini». Siccome, quindi, emergerebbe «che i soggetti titolari di posizioni di garanzia, apparentemente non abbiano posto in essere i necessari provvedimenti, causando, con tale omissione, un probabile danno alla salute di ampia diffusione», alla procura si richiede «la punizione dei responsabili per tutti i reati ravvisati», mentre, al prefetto, «la verifica della corretta applicazione delle norme in materia di tutela della salute pubblica».

Valerio Colaci

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