Strisce inesistenti, si circola a proprio rischio

Nei giorni di nebbia si avverte la mancanza di segnaletica orizzontale.

Gazzetta del Sud del 16 Febbraio 2016

Il codice della strada pone la segnaletica orizzontale all'ultimo grado gerarchico tra le varie tipologie di segnali esistenti. Sotto questo aspetto si può dire che la provincia di Vibo Valentia sia all'avanguardia, non essendovi traccia di alcuna striscia bianca dipinta sull'asfalto della sua lunga rete viaria.
La segnaletica stradale orizzontale, tuttavia, al pari delle altre tipologie, è molto importante, perché rappresenta l'unico mezzo di comunicazione tra la strada e gli automobilisti, cui garantisce una sicura circolazione. Soprattutto di notte e, peculiarmente, in caso di nebbia, fenomeno particolarmente frequente e denso in vari punti del territorio provinciale negli ultimi anni.
Lo sa bene chi, trovandosi costretto a brancolare letteralmente nel buio, non riuscendo a individuare bene né l'esatto limite tra le due corsie di marcia né la delimitazione del bordo stradale, mettendo a repentaglio la propria incolumità e quella dei passeggeri e di chi, in quel momento, si dovesse trovare a percorre lo stesso tratto di strada. Lo sa bene, ad esempio, chi, nell'ultimo fine settimana, si è trovato a percorrere la provinciale che conduce alla frazione Piani di Acquaro, avvolta per tutta la sua lunghezza da una coltre di nebbia talmente fitta da riuscire a determinare, addirittura, la perdita dell'orientamento di chi si è trovato alla guida, indeciso se fosse più rischioso proseguire verso la meta o tentare di invertire la marcia nel nulla in cui si è trovato immerso, su una strada di montagna non particolarmente larga e limitante per quasi tutto il percorso col baratro di un dirupo.
Si tratta di un problema molto grave che, unito ai crateri disseminati ovunque, ai cedimenti e alle frane, che sono ormai la regola, alla fitta sterpaglia, che dà la sensazione di essere in un safari, ai frequenti allagamenti, per la quasi cotale assenza di cunette di deflusso dell'acqua piovana, sottopongono gli utenti ad un rischio costante, equiparabile a quello di una roulette russa: in quest'ultima non si sa se e quando il proiettile esploderà; nel caso della viabilità l'automobilista che si mette al volante non sa se e quando arriverà a destinazione. Un sistema, insomma, ormai al tracollo e, insieme alle altre innumerevoli criticità, divenuto fatale normalità cui i cittadini vibonesi si sono pericolosamente assuefatti.

Valerio Colaci

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