Il "miracolo" di Alfano, si asfaltano le strade

Gli operai coprono le buche con un po' di bitume e ripuliscono i cigli delle strade dagli arbusti.

Gazzetta del Sud del 30 Aprile 2016

Non serve che si sfascino le macchine e si rischi il collo ogni giorno. Non serve neppure che due anziani coniugi rientrando a casa, nell'entroterra, finiscano con la loro Motoape in un cratere, cappottando e rischiando di ammazzarsi. Non serve che un pensionato, per la mancanza di guardrail, precipiti con l'auto in una scarpata facendo un volo di quattro metri. Non serve più, lo si è visto nel 2013, che il territorio sia attraversato da una tappa del Giro d'Italia. E non serve neanche, e purtroppo si è verificato di recente, che per via di strade precarie si verifichi un incidente e si muoia. Non fondamentale tutto questo per intervenire su un sistema viario al collasso.
Oggi per mettere mano alle disastrose strade della provincia di Vibo basta che sia in programma la visita di un ministro ed ecco che sulle arterie provinciali magicamente compaiono gli operai, incaricati di riempire con qualche palata di bitume le buche sparsa qua e là e di tagliare i boschi di erbe a bordo strada.
Niente da dire, ovviamente, in merito alla visita del ministro dell'Interno Angelino Alfano a Melicuccà di Dinami il prossimo 4 maggio per l'inaugurazione di un centro di aggregazione, che in sé è un fatto positivo e storico per la piccola frazione montana. E, però, brucia vedere che si interviene su opere gravate da anni di abbandono solo nell'imminenza di un evento che durerà si e no un'ora. Brucia perché ci sono territori completamente isolati, e altri che rischiano di essere tagliati fuori dal mondo a ogni scroscio d'acqua. Brucia perché i cittadini qua ci vivono ogni giorno, ed ogni giorno, giocando una partita alla "roulette russa", denunciano uno stato dell'arte ormai insopportabile. Ma ciò che brucia di più è che, invece di approfittare dell'importanza storica dell'iniziativa e mostrare l'abbandono di questo territorio - effetto di anni di sprechi e, in ultimo, di un decreto "Delrio" che ha ridotto la provincia a un ente ingovernabile - si compia una "brillante" operazione di maquillage che nasconde tutto sotto il tappeto, così nessuno vedrà come stanno le cose e si mostrerà che qui si vive bene. Niente di più sbagliato.
Sul finire degli anni Cinquanta ad Acquaro si verificò una violenta alluvione che fece grossi danni. Smesso di piovere, il giorno dopo, i cittadini iniziarono a spalare l'immane quantità di materiale, venendo bruscamente rimproverati dal sindaco del tempo. Il motivo: gli ispettori che sarebbero arrivati avrebbero dovuto constatare i danni in tutta la loro portata. Erano altri tempi. E altre erano le astuzie.

Valerio Colaci

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