Il 2016 nero dell'agricoltura, crolla la produzione olivicola

Male anche gli agrumi, un insetto sta minacciando i castagneti.

Gazzetta del Sud del 4 Novembre 2016

Superando il dato relativo alla crisi nazionale del settore olivicolo, dove si stima una media di quasi il 40 percento in meno di produzione, e di quella regionale, dove addirittura si prevede il 65 percento in meno di olio rispetto al 2015, ancora più tragica appare la produzione nell'entroterra vibonese e ad Acquaro, dove molti proprietari di oleifici, per non dire tutti, hanno deciso di non aprire per nulla.
Quello a cui si assiste è un crollo vertiginoso, che fa attestare l'attuale annualità come la peggiore mai verificatasi. Sebbene, infatti, i produttori siano abituati all'alternanza di annate più rigogliose con altre in cui la produzione è stata inferiore, mai, a memoria d'uomo, si ricorda una penuria di frutto così elevata. E ciò è agevolmente rilevabile passando per le campagne e vedendo che nessuno ha provveduto a posizionare le apposite reti di raccolta, come già, a questo punto della stagione, sarebbe dovuto avvenire.
Una preoccupazione ulteriore nel campo agricolo, che ha visto carenza e penuria anche di altri prodotti della terra, a partire dalla frutta di stagione, fino ad arrivare agli agrumi, passando attraverso le noci e, nuovamente, per le castagne, che hanno ridato "forfait", dopo un'apparente ripresa negli scorsi anni, a seguito dell'infestazione del "cinipide", l'insetto originario dall'Oriente che ha danneggiato le piante.
Sembra quasi vi sia una congiura verso un'attività, quella agricola, su cui si è basata, e si basa ancora, l'economia di interi territori, cui viene impedita l'autonomia produttiva indirizzando tutti verso la grande, e meno pregiata, produzione globalizzata. Un problema che assume aspetti drammatici nel settore olivicolo, visto che, essendo l'olio un componente alimentare imprescindibile della dieta mediterranea, porterebbe certamente a una speculazione che farebbe schizzare alle stelle il prezzo di quel poco che si riuscirà a produrre altrove o che proviene dalla scorsa annata. Si vedrà presto se sarà così, sperando, comunque, si sia trattato solo di un'infausta congiuntura e che il prossimo anno la natura torni a fare il proprio dovere e a dare i suoi preziosi frutti.

Valerio Colaci